Ryse: Son of Rome

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Ryse: Son of Rome
Sviluppo Crytek
Pubblicazione Microsoft Studios
Data di pubblicazione 22 novembre 2013
Genere Azione
Tema Storico
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Xbox One, Microsoft Windows
Motore grafico CryEngine

Ryse: Son of Rome (inizialmente noto come Codename Kingdoms e successivamente Ryse) è un videogioco di azione/avventura sviluppato da Crytek e pubblicato da Microsoft Studios per Xbox One e da Deep Silver per Microsoft Windows. Il gioco è disponibile dal lancio della console.

Il videogioco è stato presentato per la prima volta durante la conferenza Microsoft all'E3 2013 con una demo giocata.[1]

Gameplay[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore veste i panni di un comandante romano chiamato Marius Titus.

Il controllo del protagonista avviene in terza persona ed è possibile comandare una legione romana durante le varie campagne/missioni proposte lungo la storia.

Durante i combattimenti cruenti sono disponibili una serie di mosse speciali e di quick time events per rendere il gameplay più spettacolare ed intenso.

L'inizio[modifica | modifica wikitesto]

La storia inizia durante l'assedio di Roma per mano di alcune tribù Barbare nella quale tentano di entrare nel palazzo dell'imperatore Nerone ma i romani riescono a tenerli a bada. Durante gli scontri il centurione Marius porge al centurione Severio suo alleato una sacca dicendogli di mettere il suo contenuto nel punto più alto di Roma per far scappare i Barbari e far uscire Roma vittoriosa, in seguito Marius si fa strada per il ponte che collega la città al palazzo imperiale uccidendo più Barbari possibile e aiutando i legionari, dopo essere riuscito a tener a bada un controattacco barbaro Marius entra nel palazzo cercando Nerone che lo trova terrorizzato dicendo che "lui è qui per uccidermi" senza spiegare a chi si riferisca, dopo aver ucciso alcuni barbari che erano entrati nel palazzo Marius e Nerone entrano in una specie di bunker sotto il trono imperiale e da li Marius decide di raccontare la sua storia fino al quel momento.

S.P.Q.R.[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato nominato legionario di Roma Marius ritorna a casa dove riceve la felice acconglienza del padre Leontius orgoglioso del figlio del risultato avuto, Marius porta la notizia dell'assegnazione alla provincia di Alessandria d'Egitto, ma sembra non essere felice perché, come il padre, vuole dimostrare di essere un vero soldato combattendo. Dopo la conversazione Leontius regala a Marius un pugnale con l'immagine dello spirito vendicatore Damocle, che secondo la leggenda sarebbe stato tradito dal suo esercito e che dopo essere morto durante una battaglia la dea Nemesi l'avrebbe riportato nel mondo dei vivi come spirito vendicatore. Il pugnale ricorda ai generali di essere sempre gentili con i propri soldati per non essere travolti dalla furia dello spirito vendicatore. Improvvisamente la casa viene invasa dai Barbari: Marius e Leontius si difendono, ma purtroppo la sorella e la madre vengono brutalmente uccise. Leontius e Marius decidono di aiutare i Romani nel trattenere l'invasione nelle strade della città. Durante il tragitto, Marius si imbatte in una donna misteriosa che gli indica la via da seguire e poi scompare nel nulla, portando Marius a trovare il padre. Marius viene incaricato dal padre di trovare Platius, un oratore vicino al Colosseo, e di portarlo al Foro, ma questi viene ucciso da una freccia alla gola. Marius elimina i barbari e dopo essersi riunito al padre il duo si dirige verso l'entrata del Foro.Li Leontius viene ucciso, causando l'ira di Marius, il quale promette di vendicarsi dei Barbari, uccidendoli tutti. Questa opportunità gli viene favorita dal generale Vitellio, che gli da il benvenuto nella XIV Legione.

L'invasione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver sedato la ribellione a Roma Marius e la XIV Legione viene mandata nell'isola di Britannia per porre fine una volta per tutte alla ribellione, arrivati verso le scogliere di Dover la flotta romana tenta di entrare nella spiaggia ma i Barbari alzano una catena che impedisce l'ingresso alla flotta romana lasciandola alla mercé delle catapulte che in pochi attimi distruggono molte navi tra cui quella di Marius che per miracolo riesce a salvarsi e viene trasportato a terra. Dopo essersi ripreso Marius avanza attraverso i relitti delle navi romane cercando superstiti per l'attacco a una delle torri che bloccano l'accesso al porto, Marius salva un gruppo di superstiti impegnati nel combattimento contro alcuni Barbari e grazie al suo aiuto i legionari si uniscono a lui nel cercare di arrivare alla torre per distruggerla e far passare la flotta. Arrivato alla torre Marius e i legionari superstiti uccidono i Barbari a difesa dell'ingresso riuscendo ad entrare ma al piano superiore gli arcieri difendono i contrappesi per far scendere la catena, Marius li elimina e dopo aver tolto i contrappesi la torre crolla e la catena affonda permettendo alla flotta romana di iniziare la vera e propria invasione della Britannia.

Il Forte[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver eliminato l'ostacolo alla spiaggia la XIV Legione inizia la vera e propria invasione, dopo essere sbarcato sulla spiaggia Marius viene quasi colpito da una roccia di fuoco che lo stordisce gettandolo sulla sabbia, nel tempo che passa Marius guarda i legionari venire colpiti da frecce infuocate appena messo piede sulla spiaggia e come se non bastasse alcuni Barbari li eliminano di persona ma alcuni legionari riescono a resistere. Marius si rialza riusciendo ad eliminari tutti Barbari sulla spiaggia ma gli arcieri nemici sono ancora un problema per lo sbarco, con un manipolo di uomini Marius forma la testuggine e passo per passo riesce ad eliminare tutti gli arcieri nemici perdendo solo pochi uomini e riuscendo a far sbarcare le truppe rimaste ma ancora non basta, un contrattaco nemico preoccupa Marius che ordina ai suoi legionari di formare una linea difensiva mentre lui uccide gli arcieri di rinforzo Barbari, con l'arrivo delle unita di supporto romane Marius prende un manipolo di uomini per occupare una catapulta nemica e a sua volta usarla per distruggere la catapulta centrale per creare una testa di ponte per le legioni, arrivati alla torre dopo aver affrontato i Barbari sul loro cammino i legionari carcano la catapulta mentre Marius respinge i rinforzi Barbari tra cui un capitano, dopo averli ucciso la catapulta spara centrando in pieno la torre che crolla su stessa permettendo ai romani di creare una testa di ponte. Dopo essersi radunati alle porte del forte i legionari incitano Marius per il successo della missione e come se non bastasse egli viene nominato Centurione dal generale Vitellio. Ma la lotta non è ancora finita, un messagero romano informa Vitellio e Marius che i Barbari di re Oswald marciano su York dove il generale Commodo sta in quel momento ingaggiando il nemico ma non si hanno più notizie. Vitellio ordina perciò di scaricare gli ultimi soldati dalle navi e di marciare su York.

Re Oswald e Budicca[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver scaricato le ultime truppe la XIV Legione marcia alla volta di York per prestare supporto a Commodo ma durante il viaggio molti legionari perdono la vita a causa delle continue sortite dei Britanni ma alla fine giungono verso un acquedotto sotto il comando dei Britanni. Dopo una ricognizione di alcuni scout Marius e Vitellio scoprono che re Oswald e la figlia Budicca sono nei pressi dell'acquedotto pertanto Vitellio ordina a Marius di guidare un piccolo gruppo della legione per catturare Oswald e Budicca mentre Vitellio, con il resto della legione, fermerà eventuali rinforzi dei Britanni. Marius si addentra nella foresta di Sherwood per arrivare all'acquedotto e liberarlo dagli arcieri nemici, durante l'attreversata della foresta Marius scopre il terribile destino della VI Legione caduta vittima delle centinaia di trappole tese dai Britanni. Il centurione riesce ad eliminare senza problemi alcuni scout nemici arrivando alle pendici del cantiere dell'acquedotto usando le travi per scalare la struttura eliminando piano per piano tutti gli arcieri sul suo cammino. Arrivato in cima Marius elimina una postazione di scorpioni che il quello stesso momento stavano massacrando i suoi legionari al di la del fiume ma l'arrivo del centurione impedisce un'ulteriore massacro. Marius sale sempre più in cima all'acquedotto dove incontra la principessa guerriera Budicca nella quale scoppia uno scontro dove Marius sembra avere la meglio. Budicca fugge lasciando Marius in balia delle sue guardie che vengono sconfitte, Budicca taglia la corda di un contrappeso facendo collasare le travi sotto Marius che lo fanno precipitare qualche piano più sotto, Marius sopravvive all'atterraggio brusco e si unisce ai legionari per avanzare nella tana di Oswald, formata la testuggine alle porte di una collina i romani entrano dentro il covo vigili e sicuri di se, durante il cammino gli arcieri non possono nulla contro gli scudi romani e pian piano gli ostacoli vengono rimossi fino alla corte di Oswald, li i romani ingaggiano uno scontro con le guardie d'élite del re che finisce con la vittoria dei romani e la resa di Oswald. Marius si ricongiunge con il resto della legione e insieme a Vitellio marcia per ritornare a sud dove ad attenderli alle porte della città c'è Basilius figlio dell'imperatore e i suoi pretoriani. Basilius ordina a Vitellio di trovare Commodo disperso dopo la battaglia di York e che ,secondo le informazioni di Oswald, è stato ceduto a una tribu barbarica ai confini del vallo, nella terra di Gloth.

Ai confini del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Attraversato il vallo Marius e la XIV Legione entrano nella terra di Glott per salvare il generale Commodo e riportarlo sano e salvo a Roma, arrivati alle pendici di un dirupo i romani osservano in lontananza un fantoccio a forma di demone per rituali sacrificabili dove si presume possa trovarsi Commodo e alcuni soldati romani. Dopo essersi equipaggiati la Legione si incammina in una tretra foresta oscura circondata da una nebbia fitta dove si dice vivano i Gloti strani uomini con due corna, durante il tragitto la tensione sale tra le file romane fino a quando i romani cadono in una imboscata comandata dallo stesso Glott, molti romani tra cui Vitellio vengono catturati e portati al fantoccio per essere sacrificati mentre Marius viene gettato in un burrone. Marius viene svegliato dalla stessa donna incontrata sulle strade di Roma qualche anno prima che lo incita a rialzarsi e non perdere la speranza, recuperato scudo e spada Marius si incammina nella foresta cercando superstiti romani ma durante il suo cammino alcuni Gloti lo attaccano in varie imboscate alla quale Marius sopravvive. Ripreso il cammino Marius si imbatte in molti avamposti rituali dove i legionari romani vengono chiusi in celle per essere sacrificati ma grazie all'arrivo di Marius sopravvivono, dopo aver liberato vari prigionieri Marius e i legionari si incamminano nella gola salvando altri legionari e uccidendo i Gloti che li tenevano prigionieri arrivando fino al fantoccio dove Marius sfida in duello il temibile Glott. Lo scontro viene vinto da Marius che riesce a liberare Vitellio e a trovare Commodo sano e salvo.

York[modifica | modifica wikitesto]

Marius e la legione riportano Commodo alla città di York per firmare la resa delle tribù della Britannia con Roma e porre fine alla ribellione. Al cospetto di Commodo Oswald e Budicca chiedono la pace e che Roma tratti la gente di Britannia con eguaglianza e rispetto. Commodo accetta di dare il simbolo dell'imperatore( un pugnale con incisa la N di Nerone) a Oswald e gli chiede come gesto d'amicizia un abbraccio. Commodo esegue ma dopo qualche secondo pugnala con grande rabbia e ira Oswald facendolo cadere a terra privo di vita. Budicca piange la morte del padre e tenta di prendere il pugnale gettato da Commodo, ma viene fermata da un sacerdote che le dice che quello non è il momento adatto e gli ordina di fuggire da York. La folla comincia a ribellarsi e Commodo ordina a Vitellio di tenere a freno i Britanni e difendere la città. Vitellio ordina pertanto a Marius di coordinare le difese delle mura della città per far evacuare i civili. Arrivato in cima alle mura, Marius prende il controllo delle difese e grazie alla sua strategia riesce a respingere le torri d'assedio dei Britanni e rendere sicura la porta Est. Tuttavia le truppe dei Britanni riescono ad aprire un varco nella porta Sud e Marius decide di dirigersi al tribunale per incontrare Vitellio. Marius attraversa la città per raggiungere il senato uccidendo i Britanni sul suo cammino e salvando le navi civili dagli attacchi degli arcieri nemici. Arrivato al tribunale Marius e Vitellio coordinano le ultime difese riuscendo ad respingere i barbari. Questi però riescono ad arrivare al porto e Marius decide di sacrificarsi per tenerli a bada mentre Vitellio e i civili salgono sulla nave. Marius affronta varie ondate di nemici riuscendo a far fuggire l'ultima nave. Durante il combattimento Marius viene gettato nel fiume mentre la città viene occupata definitivamente. Dopo qualche minuto la dea incontrata da Marius per le strade di Roma getta il pugnale con il simbolo di Damocle nel fiume, facendo risvegliare Marius che in quel momento capisce che non furono i barbari a uccidere la sua famiglia, bensì l'imperatore. Il centurione decide di ritornare a Roma per vendicarsi di Nerone, Commodo e Basilius.

Modalità Gladiatore[modifica | modifica wikitesto]

È presente una modalità di gioco, nella quale si può combattere in multiplayer o in giocatore singolo, vestendo i panni di un gladiatore nel Colosseo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Demo di Ryse: Son of Rome all'E3 2013. URL consultato il 13 giugno 2013.
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