Russkaja osvoboditel'naja armija

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Русская освободительная армия
(Russkaja osvoboditel'naja armija)
in tedesco: Russische Befreiungsarmee
in italiano: Armata russa di liberazione
Bandiera dell'Armata russa di liberazione [1]
Bandiera dell'Armata russa di liberazione [1]
Descrizione generale
Attiva 1941 - 1946
Nazione Naval Ensign of Russia.svg Repubblica di Lokot
Alleanza Potenze dell'Asse
Tipo esercito
Soprannome POA (in alfabeto latino, ROA), Armata di Vlasov, i Vlasovci
Colori Bianco e Azzurro
Comandanti
Comandanti degni di nota Andrej Andreevič Vlasov
Simboli
Simbolo ROA chevron.svg

[senza fonte]

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L'Esercito russo di liberazione (in russo, Русская освободительная армия/Russkaja osvoboditel'naja armija. letteralmente, Armata russa di liberazione) fu un esercito collaborazionista composto da unità russe volontarie che combatté al fianco della Germania nazista sotto l'egida della Repubblica di Lokot.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'Armata russa di liberazione nacque nel 1941, anche se in via ufficiosa. Ne facevano parte molti prigionieri di guerra russi catturati dai tedeschi durante l'operazione "Barbarossa". Nel codice militare sovietico, infatti, i propri soldati che venivano catturati dal nemico venivano considerati traditori e condannati a morte. Tale misura, forse ideata per scoraggiare le spie nemiche, si rivelò controproducente, in quanto faceva sì che i Sovietici non potessero mai avere prigionieri di guerra da riscattare.

Tra i più famosi "traditori" della seconda guerra mondiale, vi fu il generale sovietico Andrej Andreevič Vlasov, che aveva valorosamente respinto i tedeschi nella battaglia di Mosca, pur finendo per essere catturato dalla Wehrmacht. Fu proprio a lui che venne affidato il comando di formare la cosiddetta Armata russa di liberazione.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Vlasov parla con volontari russi del ROA vicino Dabendorf, autunno 1944.

L'obiettivo principale del ROA era quello di coadiuvare le armate tedesche alla vittoria della guerra, particolarmente contro l'Unione sovietica, sulle cui ceneri il ROA avrebbe ricostruito la nuova Russia ideata da Adolf Hitler, già ribadita nel suo Mein Kampf:

« Sembra che il destino stesso ci voglia indicare queste regioni. Consegnando la Russia al bolscevismo, rapì al popolo russo quel ceto di intellettuali che finora ne addusse e garantì l'esistenza statale. [...] Da secoli la Russia si nutrì di questo nucleo germanico dei suoi ceti dirigenti: ma questo è, oggi, quasi del tutto estirpato e abolito. Al suo posto è subentrato l'ebreo. I Russi non possono da soli scuotere il giogo degli ebrei; ma gli ebrei non possono, a lungo andare, conservarsi quel formidabile Stato. Perché l'ebreo non è un elemento di organizzazione ma un fermento di disorganizzazione. Il colossale impero orientale è maturo per il crollo. E la fine del dominio ebraico in Russia sarà pure la fine della Russia come Stato. Noi siamo eletti dal destino ad essere testimoni di una catastrofe che sarà la più poderosa conferma della teoria nazionalista delle razze. »
(dal Mein Kampf, pp. 331-346)

Le battaglie[modifica | modifica wikitesto]

Il cimitero dei caduti del ROA nella città di Praga, come ringraziamento per averla salvata durante l'operazione "Apocalisse".

In realtà, il ROA era malvisto dagli stessi gerarchi nazionalsocialisti, che non si fidavano dei Russi, soprattutto quelli che si arruolavano come volontari. Nella primavera 1943 era stata annullata da Hitler in persona l'Azione Silberstreifen che prevedeva il lancio di volantini oltre le linee sovietiche in cui veniva illustrato il progetto del generale Vlasov di costituire un nuovo esercito russo collaborante con i tedeschi. Il ROA fu utilizzato soprattutto come forza di presidio nelle zone occidentali o come supporto ad altre unità tedesche. Per gli Alleati, ovviamente, erano dei traditori che avevano scelto di stare dalla parte delle Potenze dell'Asse.

La prima vera battaglia del ROA avvenne nel maggio del 1945, quando la Germania nazionalsocialista lanciò l'operazione "Apocalisse" per contrastare la rivolta di Praga (5-8 maggio). L'operazione "Apocalisse" aveva come scopo la distruzione totale di Praga e lo sterminio di tutti i suoi abitanti, in piena rivolta contro l'occupazione tedesca. I carri armati della 3ª Divisione panzer SS "Totenkopf" entrarono a Praga il 5 maggio, seguiti da quelli del ROA, e cominciarono la distruzione sistematica degli edifici, sparando sulla popolazione inerme. I soldati della ROA ignorando gli ordini tedeschi si rifiutarono di sparare sulla popolazione inerme e presero la parte di quest'ultimi, in poco tempo misero in scacco le forze tedesche, che si ritirarono, ma così decretarono anche la fine della ROA.[senza fonte]

Lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Riusciti ad inimicarsi sia gli Alleati che le Potenze dell'Asse, i militari appartenenti all'Armata russa di Vlasov si divisero, ma ottennero la stessa fine: chi si consegnò ad ovest agli americani fu consegnato ai sovietici, che li condannarono a morte. Chi si consegnò direttamente all'Armata Rossa sperando in un'amnistia, fu ugualmente processato e condannato a morte, chi per impiccagione, chi spedito nei gulag della Siberia.[senza fonte]

Gli stessi Andrej Andreevič Vlasov e Sergej Bunjačenko furono giustiziati entrambi il 2 agosto del 1946.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

A Praga, nel cimitero del quartiere di Žižkov, vi sono le tombe dei 189 soldati del ROA morti per salvare la città dai tedeschi durante la rivolta di Praga.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questo vessillo è attualmente in uso quale bandiera della Marina militare russa.

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