Russ Meyer

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(Russ Meyer)

Russ Meyer (a sinistra) insieme a Roger Ebert

Russel Albion Meyer (soprannominato Russ; San Leandro21 marzo 1922 – Los Angeles18 settembre 2004) è stato un regista, sceneggiatore, montatore e direttore della fotografia statunitense, nonché attore, produttore cinematografico e fotografo.

Tutta la sua produzione cinematografica è stata caratterizzata dalla satira e dal senso dell'umorismo. I suoi film sono pieni di sesso e violenza, ma sempre in chiave divertente.

Lo stile si può definire "cartoonistico" per via della scelta dei colori, il montaggio serrato e i particolari angoli di ripresa, denotando tecnica ed inventiva sconosciute agli altri registi del ramo. Il suo montaggio fulmineo, fatto di inquadrature a volte subliminali, ha anticipato di un ventennio quello dei videoclip e di MTV.

L'altro elemento "chiave" è la scelta di attrici maggiorate, tra cui Tura Satana, Francesca "Kitten" Natividad, Uschi Digard, Raven De La Croix, Erica Gavin e Lorna Maitland.

A partire dagli anni settanta, Meyer ha inserito nei suoi film un personaggio che interpreta un poliziotto ed è violento e immorale. Inoltre, sempre a partire da tale periodo, almeno un personaggio di ogni film è chiamato Martin Bormann, come il criminale di guerra nazista sfuggito al processo di Norimberga. Ciò, secondo la critica, per non scordarsi del padre, che non aveva mai amato [1].

Meyer ha scritto alcuni suoi film con il critico cinematografico Roger Ebert.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Le origini

Figlio di un'infermiera e di un poliziotto di origine tedesca, dai modi violenti, che lasciò la famiglia quando il futuro regista aveva un anno, Meyer mostrò tutto il suo talento cinematografico già all'età di 14 anni, quando la madre gli regalò una cinepresa ed egli vinse un premio per cineasti dilettanti.

Lavorò durante la seconda guerra mondiale dal 1942 effettuando riprese per i cinegiornali delle battaglie in Europa, attività che migliorò la sua tecnica. Filmò anche l'avanzata del generale George Smith Patton: parte di queste riprese furono utilizzate per il film Premio Oscar Patton, generale d'acciaio, diretto da Franklin J. Schaffner nel 1970.

Dopo la guerra, non riuscendo a trovare lavoro a Hollywood, girò documentari industriali, quindi provò a girare il suo primo film, intitolato The French Peep Show, ambientato in un locale di spogliarelli e che aveva fra le protagoniste l'attrice burlesque Tempest Storm. Il film ebbe un gran successo tra i clienti del locale, ma il regista non si mostrò mai entusiasta del proprio lavoro e il film è andato perso.

Meyer in seguito diventò fotografo professionista, lavorando per la rivista Playboy, appena lanciata da Hugh Hefner. Diventò uno dei fotografi di punta della rivista e si specializzò nel famoso paginone centrale. Nel 1955 realizzò il primo reportage di nudo che apparve sulle pagine centrali della rivista. La protagonista, Eve, divenne poco dopo la sua seconda moglie, e in seguito la produttrice di quasi tutti i suoi film.

[modifica] Le prime regie

Il vero debutto in campo cinematografico avvenne nel 1959 con il film The Immoral Mr. Teas, che lanciò il genere dei nudie-cutie ed è già caratterizzato dal suo stile inconfondibile.

Dopo un paio di cortometraggi e di documentari diresse un western erotico, Wild Gals of the Naked West, che, pur avendo per protagoniste pettorute ragazze, si differenzia parzialmente dal resto della sua produzione per essere una somma di gag tra cowboys, senza una reale trama.

[modifica] Il periodo del bianco e nero gotico

Nel 1964 Meyer diresse Lorna, suo primo successo, fotografato in bianco e nero dallo stesso regista e ispirato a Riso amaro, diretto da Giuseppe De Santis nel 1949.

Nel 1964 diresse Fanny Hill, che avrebbe dovuto essere girato da Douglas Sirk, che però due giorni prima della fine delle riprese fu estromesso dal montaggio finale.

Nel 1965 diresse Mudhoney, violento dramma rurale, quindi Motorpsycho! che s'inserisce nel filone dei film sui motociclisti ribelli.

Nel 1966 Meyer diresse quello che è considerato il suo miglior film, Faster, Pussycat! Kill! Kill!, che codificò definitivamente il suo stile e lanciò le sue formose attrici, in primis Tura Satana. Il film diventerà un cult movie amato da registi come John Waters, che lo considera il miglior film della storia del cinema, e da Quentin Tarantino [2]. Il titolo del film darà anche il nome a una rockband, per la quale Meyer diresse un videoclip.

Questo periodo si concluse con altri due drammi ambientati nella provincia rurale americana, Good Morning and... Goodbye! e Common Law Cabin, girati però con l'ausilio del colore.

[modifica] Il periodo pop

Sempre nel 1966 Meyer girò Mondo Topless, documentario sulle sue ragazze maggiorate. Nel 1968 il regista cambiò stile e diresse Vixen!, che inaugura il periodo dei suoi film pop, esagerati e "cartooneschi". Il film ebbe un enorme successo e guadagnò 26 milioni di dollari, ma fu anche il primo film della storia del cinema ad ottenere una "X-Rated", cioè il divieto assoluto ai minori, dalla censura americana [1].

Grazie a questo successo Meyer diresse un film per la 20th Century Fox, vale a dire Lungo la valle delle bambole, sorta di sequel di La valle delle bambole. Il film di Meyer è una critica spietata alla società dello spettacolo, un misto di dramma e commedia che sfocia nello splatter. Costato 900 mila dollari il film incassò dieci volte tanto.

Meyer firmò un contratto per girare altri due film con la Fox, e l'anno dopo girò un film insolitamente serio, I sette minuti che contano, che non ebbe successo e per questo la major stracciò il contratto con il regista [1].

Meyer tornò così a produrre i suoi film e iniziò una trilogia pop scatenata e a tratti pulp. Supervixens, Le deliranti avventure erotiche dell'agente Margò - dove c'è proprio di tutto, anche un sosia omosessuale di Hitler che viene sodomizzato - e Beneath the Valley of the Ultravixens, film delirante ed esilarante che vira verso il porno.

[modifica] Il ritiro e uno sporadico ritorno

Dopo questo film Meyer si ritirò dalla regia e si dedicò alla sua monumentale autobiografia. Il progetto prevedeva un film di 12 ore intitolato The best of Russ Meyer, che però non uscirà mai, mentre esce il libro, "A Clean Breast-The Life and Loves of Russ Meyer", tre volumi di 1213 pagine e 2500 fotografie.

Nel 1987 Meyer apparve in un cameo nel film Donne amazzoni sulla luna, diretto da John Landis, quindi tra il 1997 e il 1998 partecipò a tre documentari sulla rivista Playboy.

Meyer ritornò a dirigere un film nel 2001, Pandora Peaks, documentario su una spogliarellista che uscì solo per l'home video e non ottenne alcun successo.

Da tempo ammalato di demenza senile, Russ Meyer morì all'età di 82 anni, per complicazioni dovute a una polmonite, nella sua casa di Hollywood il 18 settembre 2004. Secondo le sue ultime volontà la casa è stata trasformata in una sorta di museo, contenente tutte le sue fotografie, oggetti dai set dei suoi film e locandine provenienti da tutto il mondo [1].

[modifica] Progetti incompiuti

Meyer ha avuto una serie di progetti che non sono stati realizzati. Nel 1971 doveva girare un film intitolato The Eleven, ispirato ai Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, con un budget di 750.000 dollari. Il regista cercò di girarlo in Europa, ma alla fine abbandonò il progetto.

Tentò di girare in Europa anche Beyond... Beyond, sequel di Beyond the Valley of the Dolls con più violenza, e forse proprio per questo non ricevette i finanziamenti.

Nel 1972 tentò di girare Foxy, sorta di sequel di Vixen!, ma quando già i set erano pronti il progetto fu abbandonato.

Il progetto incompiuto più famoso del regista è Who killed Bambi?, che doveva essere interpretato dalla rock band dei Sex Pistols. Il regista scrisse una sceneggiatura con il suo amico Roger Ebert, ma dopo tre giorni di riprese il film venne annullato. Secondo il regista per problemi finanziari, secondo il manager del gruppo per incompatibilità tra Meyer e i Sex Pistols. Il film poi lo girò Julien Temple, con il titolo La grande truffa del rock'n'roll, inserendo scene girate da Meyer. Quando gli chiesero un parere sul film abortito di Meyer, Temple disse che non si fece perché il regista sparò a un cervo durante le riprese, e la cosa scioccò tutta la troupe. Temple fu denunciato da Meyer e si scusò pubblicamente [1].

Fino all'ultimo Meyer cercò di dirigere altri film. Nei titoli di coda di Beneath the Valley of the Ultravixens Meyer annunciò l'uscita del suo prossimo film: Jaws of Vixen: il film non verrà mai realizzato.

Jaws of Lorna avrebbe dovuto essere un seguito di Lorna, mentre Blitzen, Vixen & Harry avrebbe dovuto essere una gustosa parodia dei film interpretati da Clint Eastwood.

[modifica] Vita privata

  • La seconda moglie di Meyer, Eve, è morta nel 1977, in un incidente aereo al largo di Tenerife.
  • Per quindici anni, dopo la morte della moglie Eve, è stato amante della "sua" attrice Francesca "Kitten" Natividad.
  • Dal 1970 al 1975 fu marito di Edy Williams, una fra le attrici da lui portate alla notorietà che in seguito ottenne maggiore successo.
  • Secondo Jimmy McDonough, Meyer avrebbe avuto un figlio da una spogliarellista nel 1964. Ma questo presunto figlio non si è mai fatto sentire [3].

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e Furia Berti, "Russ Meyer", Editrice Il Castoro, Milano, 2006.
  2. ^ Dossier Nocturno n°34 "A morte Hollywood! Il cinema di Russ Meyer, Paul Bartel, John Waters".
  3. ^ Jimmy McDonough, "Big Bosoms and Square Jaws: The Biography of Russ Meyer, King of the Sex Film", Crown Publishing Group, New York, 2005.

[modifica] Filmografia

[modifica] Regista

[modifica] Attore

[modifica] Bibliografia

  • Roberto Lasagna, Massimo Benvegnù, "Russ Meyer, una macchina da presa tra le gambe dell'American Dream", Castelvecchi editore, Roma, 2000. ISBN 88-7615-076-5;
  • Nocturno Dossier n. 34, "A morte Hollywood! Il cinema di Russ Meyer, Paul Bartel, John Waters";
  • Furia Berti, "Russ Meyer", Il Castoro Cinema, Milano, 2006;
  • Giancarlo Carlotti, "Russ Meyer un erotomane abbondante", Granata Press, Bologna, 1990;
  • David K. Frasier, "Russ Meyer - The Life and Films", McFarland & Co., Jefferson NC, 1998. ISBN 0-7864-0472-8(in inglese);
  • Jimmy McDonough, "Big Bosoms and Square Jaws: The Biography of Russ Meyer, King of the Sex Film", Creation Books, New York, 2004. ISBN 0859653099 (in inglese);
  • Russ Meyer, "A Clean Breast: The Life and Loves of Russ Meyer", Hauck Pub Bo, 2000. ISBN 0-9621797-2-8 (in inglese).

[modifica] Collegamenti esterni

I film di Russ Meyer
Cortometraggi
The Naked Camera | Skyscrapers and Brasseries
Documentari
Erotica | Mondo Topless | Europe in the Raw | Pandora Peaks
Film
The French Peep Show | The Immoral Mr. Teas | Eve and the Handyman | Wild Gals of the Naked West | Heavenly Bodies! | Lorna | Fanny Hill | Mudhoney | Motorpsycho! | Faster, Pussycat! Kill! Kill! | Common Law Cabin | Good Morning and... Goodbye! | Finders Keepers, Lovers Weepers! | Vixen! | Cherry, Harry & Raquel | Lungo la valle delle bambole | I sette minuti che contano | Carne cruda | Supervixens | Le deliranti avventure erotiche dell'agente Margò | Beneath the Valley of the Ultravixens
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