Ruggero di Lauria (ammiraglio)
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Ruggero Di Lauria (Lauria, 17 gennaio 1245 – Valencia, 1305) è stato un ammiraglio italiano, al servizio dei sovrani aragonesi, fra i più celebri del suo tempo. Secondo altre fonti la grafìa del nome sarebbe stata, all'epoca, Ruggiero.
[modifica] Biografia
Figlio di Riccardo di Lauria (barone dell' omonimo feudo, Gran Giustiziere del Regno e zio di Manfredi di Svevia) e di Donna Bella, nutrice di Costanza di Hohenstaufen. Dopo la decapitazione dell'imperatore Corradino di Svevia, si rifugiò a Barcellona con altri esuli siciliani e visse con la madre Bella alla corte dell'infanta Costanza.
Nel 1266 fu armato cavaliere dal re Pietro d’Aragona con Corrado Lancia, che parteciperà a molte imprese insieme a Ruggero e di cui diverrà, più tardi, cognato. Nel 1282 venne nominato capo della flotta del regno aragonese di Sicilia, servì Pietro III, Giacomo II e Federico III riportando numerose vittorie contro le flotte degli Angioini. Fra le più importanti delle quali il piano per attaccare la Sicilia insorta contro gli Angioini durante i Vespri Siciliani nel 1282.
Il 3 e 4 settembre 1285 sconfisse Filippo III di Francia («Filippo l'Ardito») nella Battaglia navale delle Formiche, durante la crociata contro la Corona d'Aragona. Nel 1284 e poi nel 1287 nelle Battaglie navali di Castellammare vinse la flotta angioina comandata da Carlo lo Zoppo, che venne da lui fatto prigioniero; nella seconda battaglia l'ammiraglio sconfisse addirittura i nemici, sebbene non avesse che 40 navi contro 80 del nemico. Dopo la seconda vittoria, Ruggero, senza autorizzazione del re e solo per avidità di danaro, vendette al conte D'Artois e al cardinal Gherardo, una tregua. Più parti riportano come questa tregua fosse stata dannosa per la Sicilia, che avrebbe potuto altrimenti sfruttare la vittoria, approfittando anche della vacanza della Santa Sede.
Eletto nel 1295, l'infante Federico III tolse il fondo di Aci ed il relativo castello ai vescovi di Catania e lo concesse all'ammiraglio come premio per le sue imprese militari. Però tra il giovane sovrano e Ruggero si instaurò da subito un pessimo rapporto e quando quest'ultimo passò dalla parte degli angioini, il re fece espugnare il castello 1297 entro il quale si erano asserragliati i ribelli. Per riuscire nell'impresa il re fece costruire una torre mobile in legno, chiamata cicogna (essa era alta quanto la rupe lavica ed aveva un ponte alla sommità per rendere agevole l’accesso al castello).
In seguito Ruggero si trincerò a Castiglione di Sicilia, suo feudo e residenza estiva, dove venne assediato e quindi sconfitto dal futuro re di Sicilia, Federico. Ruggero fu arrestato, ma fuggì da Palermo e abbandonò la Sicilia. I suoi numerosi possedimenti in Sicilia, Calabria e Africa vennero subito confiscati da parte di Federico. Ruggero passò al servizio del re d'Inghilterra Edoardo I per combattere i francesi. Nonostante le sue promesse, non si impegnò nella lotta. Nel 1299, a capo di un'armata Angioina, vinse gli Aragonesi nella battaglia di Capo d'Orlando catturando ben 18 galee. Il 4 luglio del 1300, nella battaglia di Ponza, Ruggero sconfisse la flotta di Federico, catturando il sovrano e Palmiero Abate. Il re riuscì a fuggire, mentre Palmiero morì in prigionia. Il 31 agosto del 1302, con la pace di Caltabellotta che chiuse la lunga guerra del Vespro, Ruggero fece atto di sottomissione a Federico di Sicilia, che gli rese i possedimenti confiscati. Nell'estate del 1303 organizzò una spedizione e partì da Messina in soccorso dell'imperatore bizantino Andronico II, allora sotto scacco degli angioini ad ovest e dei turchi ad est. La spedizione permise a Ruggero di accrescere il proprio prestigio divenendo cesare, e signore dell'Anatolia, ma attirandosi l'odio del successore di Andronico, Michele IX.
Sulla fine di Ruggero vi sono versioni discordanti. Egli infatti potrebbe essere morto a Valencia, alla corte d'Aragona nel gennaio del 1305, oppure potrebbe essere stato assassinato nell'aprile del 1305 da una congiura di corte ad Adrianopoli, organizzata dallo stesso Michele.
Condusse numerose imprese, fra le quali si ricordino, oltre quelle citate: la battaglia navale di Malta, la conquista di Djerba (Tunisia), la battaglia navale di Barcellona e Capo San Sebastiano. Tuttavia la sua carriera è macchiata, secondo alcuni storici, da eccessiva avarizia, scorrerie sui mari, saccheggi e spietate distruzioni, volti a privati vantaggi che rendono molto controverso un giudizio concorde sul suo profilo.
[modifica] Bibliografia
- Quintana M.J., Vida de Roger de Lauria, edito in Spagna


