Ruggero Grieco

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sen. Ruggero Grieco
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Ruggero Grieco
Luogo nascita Foggia
Data nascita 19 agosto 1893
Luogo morte Massalombarda
Data morte 23 luglio 1955
Professione pubblicista, politico
Partito PCI
Legislatura I, II
Gruppo Comunista
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Collegio XXVI - Lecce
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della Commissione per la Costituzione
  • Vicepresidente della Giunta della elezioni
Pagina istituzionale

Ruggero Grieco (Foggia, 19 agosto 1893Massa Lombarda, 23 luglio 1955) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu tra i fondatori, nel 1921, del Partito Comunista d'Italia partecipando attivamente, come componente della frazione capeggiata da Amadeo Bordiga, alla scissione di Livorno. Entrò infatti nel primo Comitato Centrale del PCd'I. Abbandonate, dopo qualche anno, le posizioni di Bordiga, si schierò con Antonio Gramsci, che gli affidò il compito di organizzare la sezione agraria e, insieme a Giuseppe Di Vittorio, fondò l'Associazione di difesa dei contadini poveri.

Fu condannato durante il fascismo a 17 anni di carcere. Come dimostra Luciano Canfora nel suo libro "La storia falsa", le scelte di Grieco furono all'origine dell'arresto e della condanna di Gramsci e di Terracini. Lo studioso Franco Lo Piparo nel saggio "I due carceri di Gramsci" argomenta sulla famosa lettera scritta da Grieco a Gramsci, nel 1928, proveniente da Mosca, recante timbro e francobollo sovietici. La letterà diventera una prova schiacciante per far condannare Gramsci. Lo Piparo la definisce la lettera "criminale" e vi vede un'altra mano più astuta. Aperto il dibattito se fu un inconsapevole errore o un atto deliberato. Canfora ritiene che la lettera fu falsificata dalla polizia ma Sciascia ritiene che ciò non avvenne.

Divenuto uno dei più influenti dirigenti del Partito comunista, dalla seconda metà del 1934 alla primavera del 1938, visti anche gli incarichi di Palmiro Togliatti nell'Internazionale Comunista che lo facevano soggiornare quasi costantemente a Mosca, prese in mano le redini del PCd'I, sostituendo il segretario Togliatti nel guidare il partito in assenza del leader. La sua guida fu soprattutto incentrata sulla costruzione del fronte antifascista, rompendo così con la precedente teoria del socialfascismo.

Egli sviluppò una grande azione unitaria delle forze antifasciste che pose le premesse della unità nazionale che avrebbe poi avuto piena realizzazione nella Resistenza. Fu sotto la sua direzione che il Partito Comunista tentò anche di attirare la gioventù cresciuta negli anni del fascismo, tramite per esempio il noto e controverso manifesto Appello ai fratelli in camicia nera del 1936.

Eletto nell'Assemblea costituente nel 1946, nella Repubblica Italiana fu eletto senatore nel 1948, carica che mantenne fino alla morte, avvenuta durante un comizio a Massa Lombarda.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Amendola. Storia del Partito Comunista Italiano 1921-1943, Roma, Editori Riuniti, 1966.
  • Giorgio Amendola, Scritti scelti. Roma, Editori Riuniti, 1966.
  • Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista Italiano, Torino, Einaudi, 1967-1975
  • Michele Pistillo, Il pensiero e l'opera di Ruggero Grieco: Le Tesi agrarie di Lione, in «Rinascita», 46, 1983.
  • Michele Pistillo. Vita di Ruggero Grieco. Roma, Editori Riuniti, 1985.
  • Bruno Grieco, Un partito non stalinista, Pci 1936: «Appello ai fratelli in camicia nera», Venezia, Marsilio, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]