Ruggero Dondi

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Ruggero Francesco Oscar Dondi (Vimercate, 3 novembre 1944) è un attore teatrale italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver frequentato la Scuola del Piccolo Teatro debutta nell'Edipo re di Sofocle con il regista greco Alex Minotis, segue Vita di Galileo di Bertold Brecht, a fianco di Tino Buazzelli, regista Giorgio Strehler. Da quel momento comincerà una lunga carriera teatrale a fianco dei più conosciuti registi italiani, quali il già citato Giorgio Strehler, Massimo Castri e Mina Mezzadri, prima regista donna del dopoguerra, con la quale nel 1969 interpreterà tutti e sette i messaggeri nel Sette contro Tebe di Eschilo con la compagnia della Loggetta di Brescia (poi C.T.B.). Nel 1970 viene candidato al premio per giovani promettenti "Noce d'oro", per La notte degli assassini, del cubano Triana (regia di Massimo Binazzi). Sempre nel 1970 fondò la cooperativa teatrale "I Rozzi" in collaborazione con Giuliano Merlo, Ettore Capriolo, Delia Bartolucci e un debuttante Pino Micol. Qui interpreta nell'Enrico VIII Norfolk e nel Re Lear Kent. Col Teatro Stabile dell'Aquila (T.S.A.) sarà il protagonista nel Fuorilegge di Lev Lunc a fianco di Flavio Bonacci e Calaf nella Turandotte di Carlo Gozzi, con la regia di Carlo Boso. Nel 1968 viene scritturato al Teatro Stabile di Genova, dove incontra il futuro regista Massimo Castri. Nel 1972 torna al Piccolo Teatro per L'obbedienza non è una virtù nuovamente con la regia di Mina Mezzadri. Sempre con la Mezzadri, interpreta il ruolo del "figlio" nel Pellicano di Strindberg. Parteciperà all'ultima produzione del "Teatro Uomo" di Piazza Manusardi: Bruto nel Giulio Cesare di Shakespeare, regista Nuccio Ambrosino. Dal 1973 lavorerà per quasi dieci anni al CTB nelle regie di Castri. Sarà Stefano ne La Tempesta di Shakespeare, San Bernardo, in uno spettacolo su Arnaldo da Brescia, Ludovico Nota e Agazzi nei pirandelliani "Vestire gli ignudi" e Così è (se vi pare). È il Bianco, affiancato da Salvatore Landolina (l'Augusto) e da Piero Gabusi (il Direttore) nel Bianco, l'Augusto e il Direttore con testo e regia dello stesso Castri. Le repliche di questo spettacolo furono più di trecento. L'ultimo lavoro con Castri è stato Hedda Gabler di Ibsen, con protagonista Valeria Moriconi, in cui interpreta Løvborg.

Valeria Moriconi (Hedda Gabler) e Ruggero Dondi (Løvborg) in Hedda Gabler di Heinrich Ibsen in una regia di Massimo Castri

Nel 1981 entra nella cooperativa "Nuove Parole" in cui sarà il protagonista di Amate sponde di Alberto Arbasino e Mario Missiroli e Azzurro Candito di Stella Leonetti. Lavora con il gruppo "Attori & Tecnici" di Roma con il quale interpreterà Turai nella Traversata burrascosa di Tom Stoppard, il commissario nel Leonardo aveva ragione di Roland Topor, Il Brillante ne I due sergenti di Attilio Corsini e Roberto Ripamonti. Sarà il "regista" nello storico Rumori fuori scena di Michael Frayn, regista Corsini. Due interpretazioni femminili in teatro; la prima col Gruppo della Rocca alla fine degli anni settanta come Maria, la moglie del protagonista Marcello Bartoli, nel Suicida di Nicolaj Erdman con la regia di Egisto Marcucci. È al fianco di Franco Parenti nel 1984 in Bosco di notte di Gaetano Sansone regia Andrée Ruth Shammah. È protagonista tra il 1990 e il 1993 di uno spettacolo su San Giovanni della Croce con Relda Ridoni, Roberto Piumini e Alberto Mancioppi. Con lo stesso Mancioppi recita nell'opera del drammaturgo Rocco D'Onghia, col quale collaborerà in vari spettacoli, All'alba mangiammo maiale prodotto dalla compagnia del Buratto con la regia di Stefano Monti. Tra il 1993 e il 1994 lavora con Dario Fo e Franca Rame in Mamma i Sanculotti nel ruolo del dottor Sarvaglia. Al Teatro Litta di Milano nel 1995 è protagonista nel Check Point Papa di Maurizio Donadoni con Annig Raimondi e Giancarlo Ratti, con la regia di David Brandom. Con la compagnia dei Teatri di Thalia tra il 1995 e il 1998 è Polonio nell'Amleto di Shakespeare, Cherea nel Caligola di Albert Camus e il Dottor Miranda ne La morte e la fanciulla, regista Elio De Capitani. Ne I sogni muoiono all'alba di Indro Montanelli col Teatro Filodrammatici e la regia di Arturo Corso, è Franco. Tra l'81 e l'93 ha più volte ripreso un monologo tratto da'"Iperione" di Friedrich Hölderlin, nato da un'idea drammaturgica e registica di Mario Ricci. Ha avuto anche alcune esperienze di doppiaggio, soprattutto all'interno della cooperativa di doppiaggio ADC. Il già citato drammaturgo Rocco D'Onghia scrisse su di lui una commedia per dodici personaggi intitolata "Nessuna importanza che lei mi chiami Dondi", dove si narra di un vecchio attore che viene incarcerato per l'assassinio di un critico. Nella stagione '98/'99 vengono ripresi sempre con la regia di Elio De Capitani, "La morte e la fanciulla" e "Amleto".

Ruggero Dondi interpreta Giulietta nella produzione teatrale Leart "Romeo e Giulietta - Nati sotto contraria stella"

Nel 2000 fa la sua seconda esperienza nel mondo del cinema (la prima riguarda una minuscola parte nel film Ho fatto Splash: nel film di Gabriele Salvatores Denti veste i panni del Dottor Calandra. Il rapporto con D'Onghia continua con una partecipazione alla "Marathona di Milano" di una sua commedia con Bruna Rossi e Danilo Negrelli con la regia di Daniele Abbado. Nel 2001 inizia una collaborazione fino al 2004 con il Teatro Arsenale. Interpreterà due personaggi di Jean Paul Sartre: Hoederer ne Le mani sporche e Heinrich ne Il diavolo e il buon Dio. Al teatro dell'Elfo sarà Eracle nelle Trachinie di Sofocle, con la regia di Roberto Valerio. Nel febbraio 2004 recita Goldoni ne I due gemelli veneziani, regia di De Capitani. Spesso ha partecipato a letture, come nel novembre del 2004 al Centro Asteria di Milano quando legge tutti i ruoli dell'"Historie du soldat" di Igor' Fëdorovič Stravinskij, con la direzione musicale di Stefano Lucarelli. Il secondo ruolo femminile che interpreta è Giulietta in una fortunata produzione "Leart": Romeo e Giulietta, nati sotto contraria stella, regia di Leo Muscato. La compagnia è interamente composta da attori uomini e alcuni interpretano più di un personaggio. Dondi è affiancato dal già citato Landolina (nei panni di Romeo), da Ernesto Mahieux (Mercuzio, Madonna Capuleti, frate Lorenzo), Pier Francesco Loche, in seguito sostituito da Paolo Bessegato e infine da Giulio Baraldi, (Benvoglio, Balia, frate Lorenzo), Marco Gobetti (Padre Capuleti, frate lorenzo) Giordano Mancioppi (Tebaldo, Paride) Dario Buccino (musicante). Al momento si contano ben sette stagioni di questo spettacolo. Sempre con la Leart nel 2007 è stato messo in scena "Casa di bambola" di Ibsen, sempre con la regia di Muscato, Dondi è "il dottor Rank", con Lunetta Savino, Paolo Bessegato, Carlina Torta, Salvatore Landolina e Barbara Bedrina. Nel settembre del 2008 viene coinvolto da Marco Gobetti in una esperienza che lo stesso Dondi ha definito esaltante[1]. Nelle Langhe, insieme a Delfina Arcostanzo, i tre leggono l'opera omnia di Cesare Pavese, in occasione del centenario dalla nascita del poeta, per 9 giorni per 12 ore al giorno. Sempre grazie a Marco Gobetti a 65 anni Ruggero Dondi fa il suo debutto in strada, insieme al già citato musicista Dario Buccino, in uno spettacolo scritto dallo stesso Gobetti «Cristo muore in fabbrica». Nello stesso anno per la seconda volta recita nel Re Lear, nei panni di Gloucester, a fianco di Joseph Scicluna (Lear), regia di Domenico Castaldo. Sempre tra il 2008 e il 2009 porta in scena Freud nel “Perturbante”, spettacolo scritto e diretto da Omar Nedjari prodotto dall’università degli studi di Milano. Nell'Agosto del 2009 partecipa al «Meeting di Rimini» in uno spettacolo «Miguel Manara» di O. Milosz, curato da Otello Cenci. Partecipa a sei concerti come voce recitante, in alcuni dei quali affiancato dal figlio Martino, in collaborazione con l'orchestra dei "Piccoli Pomeriggi Musicali". Ultimamente ha anche lavorato con la «Radio Svizzera Italiana» (RSI).

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Autobiografia di Ruggero Dondi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Isabella Innamorati, "Massimo Castri e il suo teatro" (1992)
  • Paolo Puppa, "Il salotto di notte" (1980)
  • Franco Quadri, "L'avanguardia teatrale in Italia" (1977).
  • Felice Cappa e Pietro Gelli, "Dizionario dello Spettacolo del '900" (1998)
  • Andrea Jelardi "In scena in travesti" (2009)
  • Eleonora Firenze "Mina Mezzadri: "il segreto altrove" (2009)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]