Ruderi di Coazzo
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I ruderi di Coazzo sono un sito archeologico con resti di edifici in rovina, situato nella zona ovest del quartiere romano di San Basilio, detta di "San Cleto", presso il chilometro 10,200 della via Nomentana in una zona adibita a parco pubblico lungo la via Bernandini.
[modifica] Descrizione
I resti di murature visibili sono da ascrivere ad un casale-torre del XIII secolo sorto su una preesistente villa romana. La struttura medioevale è stata realizzata con materiali riutilizzati provenienti da tombe, laterizi e blocchi di travertino, provenienti dalla zona limitrofa alla via Nomentana.
I "ruderi" comprendono un edificio conservato per circa 3 m circa d'altezza con 2 ambienti a volta e due tronconi della torre in opus mixtum.
[modifica] Storia
La torre permetteva di controllare la via Nomentana all'altezza dell'odierno quartiere di San Basilio e fino a dove oggi sorge il Grande Raccordo Anulare. Nel 1428 era in possesso ai Frangipane, che vendettero metà del casale alla Basilica di San Pietro; quest'ultima, nel XVI secolo vendette la proprietà a Cola Iacobacci. Il toponimo di "Coazzo" potrebbe derivare da una storpiatura del nome della famiglia Iacobacci (scritto talvolta Jacobacci o Jacovazzi).
Dei resti hanno dato forse il nome ai ruderi anche di Pietradauoro.
[modifica] Collegamenti esterni
- Fabrizio Alessio Angeli, Elisabetta Berti. Info. Roma Medievale, 2001-2007. URL consultato il 09/07/08.
- Carmelo Calvo. Info. Roma Tiburtina-V° Municipio di Roma. URL consultato il 28/07/08.