Roveredo
| Roveredo comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Moesa | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°13′00″N 9°07′00″E / 46.233331°N 9.116669°ECoordinate: 46°13′00″N 9°07′00″E / 46.233331°N 9.116669°E | ||||
| Altitudine | 298 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 38,79 km² | ||||
| Abitanti | 2 396 (31.12.2010) | ||||
| Densità | 61,77 ab./km² | ||||
| Frazioni | Laura, San Giulio, Piazèta, Carasole, Vera, San Fedele, Sant'Antonio | ||||
| Comuni confinanti | Arbedo-Castione (TI), Buseno, Castaneda, Dosso del Liro (IT-CO), Gravedona ed Uniti (IT-CO), Grono, Lumino (TI), Sant'Antonio (TI), San Vittore | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | italiano | ||||
| Cod. postale | 6535 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 3834 | ||||
| Targa | GR | ||||
| Nome abitanti | roveredani | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Roveredo[1] (Roveredo in francese, Rofle in tedesco antico, Rorè in lombardo) è un comune svizzero del Canton Grigioni che conta 2.396 abitanti, capoluogo della Mesolcina.
Il borgo formato da diversi nuclei insediativi acquisì importanza per la sua posizione allo sbocco dell'"Alta Via del Lario" attraverso il passo del San Jorio, un tempo via di traffico molto battuta verso il lago di Como attraverso la Botta di Stazzona, e come piazza di mercato a cui sono da ricondurre alcuni portici tuttora esistenti.
È spesso confuso con l'ex comune di Roveredo Capriasca che nel 2001 fu incorporato nel comune di Capriasca, nel Luganese e per questo motivo, soprattutto a livello postale e amministrativo, viene scritto "Roveredo GR" appunto ad indicarne l'appartenenza cantonale.
Indice |
[modifica] Demografia
Roveredo è uno dei comuni del Canton Grigioni con la più alta percentuale di abitanti svizzeri: infatti nel 2004, su una popolazione di 2.229 abitanti, 1.882 possedevano il passaporto elvetico, dunque più dell'84% della popolazione locale. Nonostante questo Roveredo rimane un comune multi-etnico.
[modifica] Toponomastica
Gli abitanti del posto, e non solo, sono soliti chiamare il loro paese con il nome dialettale Rorè. Un tempo veniva chiamato così solamente dai dialettofoni, ora invece il termine è usato da moltissimi mesolcinesi e ticinesi.
[modifica] Geografia
Situato in Val Mesolcina, dista 13 km da Bellinzona e 105 km da Coira. È servito dall'omonima uscita dell'A13/E43 e da una stazione ferroviaria della Ferrovia Mesolcinese conosciuta anche come ex BM, linea Castione-Cama, non più in servizio dal 1972. La Ferrovia Mesolcinese è attualmente gestita da un gruppo privato ed effettua corse turistiche con orari non regolari.
Il punto più elevato del comune è la Cima dello Stagn (2382 m s.l.m.), che segna il confine con Grono e Dosso del Liro.
A causa dei lavori per la circonvallazione di Roveredo è stata creata una seconda uscita autostradale a sud del comune, accessibile solo ai veicoli da cantiere ed è stato smantellato un tratto di ferrovia.
[modifica] Storia
I locarnesi seguaci della Riforma costretti a lasciare il borgo e il baliaggio di Locarno, trovarono accoglienza a Roveredo e il 1º maggio 1555 ripresero l'esodo verso Zurigo, valicando il Passo del San Bernardino ancora in parte innevato[2].
[modifica] Monumenti e oggetti d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
Roveredo è famoso per le sue chiese. Il parroco celebra regolarmente la messa in tre chiese:
- la chiesa di Sant'Antonio abate,
- la chiesa di San Giulio e
- La Chiesa della Madonna del Ponte chiuso oggi anche di Sant'Anna[3].
- La cappelletta davanti al palazzo di giustizia conserva un dipinto con San Sebastiano di S. Tamò del 1954.
- L'ex cappella anglicana nella strada de San Giuli, edificio in legno del primo secolo XX, di gusto neogotico con rivestimento in lamiera ondulata.
- L'oratorio di San Fedele nella località omonima, vicino alla Chiesa della Madonna del Ponte chiuso, citato nel 1419, ampliato all'altezza del coro forse nel 1630 circa; sconsacrato nel 1911 con rimozione degli arredi liturgici; subì un restauro nel 1945 e ora è in stato di abbandono. L'aula con capriate scoperte ha un coro quadrato coperto con volta a crociera; nella fronte ovest il portale ad arco in pietra è del 1548, ripreso dal primitivo oratorio. Nel coro gli stucchi del 1640 circa sono assai deteriorati; gli altari in stucco sono degli anni 1670-1680.
- L'oratorio di Santa Maria in Paltan in zona "ai tre pilastri" ad ovest del borgo, era ricordato in stato di rovina nel già nel 1611, deve il suo aspetto attuale ad una ristrutturazione del 1824. Nelle vicinanze era collocato il patibolo voluto dai Trivulzio nel 1542[4].
- L'oratorio di San Rocco a Carasole, in splendida posizione panoramica sopra l'omonima frazione sul versante nord della valle, citato ne 1481, ristrutturato forse nel 1549 e ancora nel XVII secolo. L'edificio è articolato con una navata coperta con un soffitto piano, conclusa da un coro quadrato coperto con volta a crociera. Sul lato sud del coro si erge il campanile con aperture ad arco e tetto a piramide. L'altare in stucco del 1756 è di Carlo Papa con tardogotica Madonna della Misericordia eseguita dalla bottega di Ivo Strigel[5] nel 1512 circa, da cui provengono anche le figure di San Rocco e di San Sebastiano sopra le ante ai lati dell'altare. Il coro è ornato di dipinti con Scene della viat del santo titolare, dell'inizio del XVII secolo. Sulla parete nord della navata si conservano deboli tracce di un'Ultima Cena della bottega dei Seregnesi[6], della seconda metà del XV secolo; vicino, a sinistra, sta un frammento di cornice affrescata forse del XVI secolo. L'immagina votiva nel coro è del 1690. La campana è del 1640 con calco di medaglione della Madonna, degli anni 1560-1570 circa, di Antonio Abbondio il Giovane[7] di Ascona[8].
- L'oratorio di San Domenico di Guzmán sul Monte Laura a 1400 m s.l.m. venne retto da Enea Tallone e Silvio Soldati negli anni 1920-1922, è un edificio ispirato al romanico con portico e sagrato a terrazze; all'interno stanno pitture murali di Guido Tallone del biennio 1922-1923[9].
[modifica] Edilizia civile
Ogni nucleo abitato vanta almeno una dimora di impronta signorile. Il centro è costituito dalla piazza del mercato sulla riva destra del fiume Moesa e dalla piazzetta, ex "piazza della Grida", sulla riva sinistra, collegate fin dal XIII secolo per mezzo di un ponte a formare il centro commerciale medievale.
- La fontana esagonale del 1869 con teste di leone da cui esce l'acqua posta davanti alla chiesa di Sant'Antonio abate.
- Il collegio Sant'Anna è una costruzione tardoneoclassica; la cappella ha una facciata principale del 1916 in vai stili del passato; l'aula ha un coro quadrato.
- La casa Tenchio sulla strada cantonale è un aristocratico edificio protobarocco costruito alla metà del XVII secolo; la pianta a ferro di cavallo è conforme alla tipologia dei palazzi italiani. La facciata sul cortile è articolata da arcate e colonne doriche; nella parte superiore sta una loggia lignea; al primo piano tre stanze con pannellature sono coperte con soffitto a cassettoni risalente al periodo della costruzione.
- La casa Console in località Campasc è una dimora a torre oblunga con due portoni ad arco e pianterreno e un ingresso posto in alto. Forse era l'ex abitazione di un amministratore del capitolo collegiale di San Vittore.
- L'ex Palazzo Trivulzio a meridione della piazza del mercato, documentato nel 1275, originariamente residenza dei signori De Sacco (conti von Hohensax), ampliata sotto Gian Giacomo Trivulzio negli anni 1480-1490 circa. Del famoso fortilizio circondato dall'acqua non è rimasto che uno spezzone della porta-torre oggetto di lavori di consolidamento nel 2000 circa.
- La casa Zuccalli sulla Piazzetta; si dice che sia la dimora natale dell'architetto Gaspare Zuccalli, attivo alla corte del principe elettore di Baviera e a Salisburgo nella seconda metà del XVII scolo.
- La casa Mazio forma un tutt'uno con casa Zuccalli, costruita nel 1568 per il podestà di Tirano Giovanni Pietro Mazio, presenta un portone a tutto sesto simile a quello di casa Zuccalli, però adorno dello stemma di famiglia.
- La casa di Circolo (palazzo di giustizia) è un'alta costruzione con graffiti del 1915; all'interno l'aula del tribunale reca pitture ornamentali sul soffitto; il dipinto ad olio del 1923 raffigura la Giustizia, di Giovanni Bonalini.
- Il viadotto della linea ferroviaria della Mesolcina costruito tra il 1905 e il 1907; il ponte in muratura sul fiume Moesa ha due arcate a tutto sesto.
- Un edificio dietro il ponte ferroviario presenta pitture murali araldiche (Svizzera, Roveredo, Tre Leghe).
- Il quartiere Rugn al di sopra della chiesa parrocchiale di San Giulio è una zona bel conservata, con abitazioni contadine conformi alla tipologia locale: case con muri in pietra squadrati a vista e logge in legno; scale esterne in pietra e stalle annesse.
- La casa Gabriele de Gabrieli è in netto contrasto con le precedenti; ristrutturata dall'eponimo capomastro mesolcinese per la propria famiglia, presenta tre piani con finestre schermate da pesanti inferriate al piano nobile.
- Il cimiteroè preceduto da una atrio neoclassico, una piccola architettura anticheggiante con frontone triangolare e acroteri.
- L'ex casa comunale e scuola in Riva è un edificio cubico tardoneoclassico con tetto a padiglione e torretta; presenta modanature e conci d'angolo.
- La scuola regionale ai Mondan è un organismo architettonico eretto da Fausto Chiaverio e Fausto Censi negli anni 1985-1987, chiuso attorno ad un cortile rialzato, con la palestra posta a sud.
[modifica] Edilizia militare
- La torre di Beffan nell'omonima località; della torre risalente al secolo XIII restano poche rovine.
- La torre di guardia di Boggiano dell'XI-XII secolo in posizione dominante all'imbocco ovest delle gole della Val Traversagna; agli inizi del XV secolo era trai possedimenti dei signori de Sacco; sono visibili la torre a quattro piani e le rovine del muro di cinta.
[modifica] La galleria autostradale
A partire dal 2009 è aperto il cantiere per il traforo della galleria autostradale che permetterà al traffico di evitare l'attuale disagevole e fastidioso attraversamento del borgo; il nuovo percorso si snoda entro il versante della montagna ad est dell'abitato.
[modifica] Turismo
Grazie al settore della ristorazione Roveredo è conosciuto anche fuori dai confini cantonali. Anche se non può vantare un notevole numero di turisti, non si può nemmeno affermare che il settore turistico scarseggi. È durante il periodo estivo che si concentra il maggior numero di visitatori. Fino al 2008 molti villeggianti soggiornavano nel campeggio del Centro Sportivo Vera. Dal 2009 questa struttura è stata smantellata per far posto al tracciato della nuova circonvallazione.
La regione offre una vasta scelta di sentieri e percorsi vari. Tra i vari posti di montagna che possono essere visitati sono da segnalare il Monte Laura, che è forse il monte più facile da raggiungere in quanto dotato di un servizio postale privato che quotidianamente porta i visitatori dal paese fino in Laura. Inoltre è l’unico monte fornito di un albergo e di una colonia estiva.
Nel comune si tengono la "fiera di maggio", la "festa di Sant'Anna", che comprende anche la fiera di Sant’Anna.
[modifica] Sport
A Roveredo si possono trovare associazioni sportive come lo Sport Club Rorè (calcio), la SFG Rorè (ginnastica ritmica, attrezzistica, ecc.), lo Sci Club Rorè (sci, snowboard, bigfoot, ecc.).
In estate viene organizzata annualmente la pedalata popolare Rorè-Laura, organizzata da una banca del paese, la pedalata consiste nel percorrere la strada di circa 10 km con dislivello di 1.100 metri e pendenza media del tracciato dell'11% che porta da Roveredo fino al Monte Laura. Dal 2007 al 2008 si sono svolti anche i campionati nazionali di salita, proprio il giorno prima della pedalata popolare.
[modifica] Scuole dell'obbligo
Roveredo dispone di una scuola elementare molto moderna, la quale ospita le classi dalla prima alla sesta elementare, con maggiore afflusso ogni anno.
Rorè ospita anche la Scuola Secondaria e di Avviamento Pratico di Valle chiamata dalle persone della valle col suo vecchio nome "Reale" o semplicemente Scuola ai Mondan ove si radunano gli allievi della bassa Mesolcina e della Calanca che devono frequentare le classi dalla prima alla terza media (l'istruzione nella scuola secondaria di Roveredo è la medesima del resto del Canton Grigioni eccezion fatta per la Terza Preliceo Ticino, classe a cui solo pochi alunni possono accedere). Nelle scuole medie di Roveredo viene applicato il metodo di valutazione nazionale modello C.
Le scuole dell'infanzia del paese sono ormai soggette da anni a problemi di spazio a causa del grande afflusso di bambini, il comune lavora da tempo ad un progetto per la creazione di un nuovo ed unico asilo a Roveredo, dal 2007 sono attivi tre asili, disparsi nel paese (asilo in Riva, asilo alla Cioldina, asilo ai Mondan).
[modifica] Frazioni e zone del comune
Gli abitanti di Roveredo si identificano al cospetto degli altri residenti nel comune, come abitanti della zona del paese dove vivono.
Le zone principali sono: Campagna, San Giulio (San Giuli), San Fedele (San Fedée), Vera (Véra), Carasole (Carasoo) e Piazztta (Piazèta), che è definita il centro del paese, sia per abitazioni che per negozi e banche. Un tempo queste zone erano chiamate degagne, le quali si riunirono tutte sotto il simbolo del rovere per creare l'attuale comune di Roveredo.
Tra le frazioni del comune c'è da annoverare anche la zona del Monte Laura: un villaggio turistico situato a 1400 m s.l.m.
[modifica] Personalità
- Franz Gabrieli[10], stuccatore attivo prevalentemente a Eichstätt.
- Gabriele de Gabrieli[11], architetto del barocco, lavorò per corti in Austria, Germania, Italia e Svizzera;
- Antonio Riva (1650-1713)[12], costruttore e architetto del barocco a Monaco di Baviera e in Germania. A lui sono dedicate strade e costruzioni a Roveredo;
- Lorenzo Sciascia (1643-1694), costruttore e architetto del barocco;
- Antonio Serro (Roveredo, 1565 circa - Neuburg an der Donau, 1630), ingegnere di corte a Dillingen an der Donau, Neuburg a.d. Donau, Eichstätt e Düsseldorf, menzionato dal 1612 al 1630 fra l'altro come collaboratore all'edificazione della Chiesa di Sant'Andrea a Düsseldorf.
- Giovanni Serro (Dillingen a.d.Donau (?), 1660 circa- Cracovia, 1675 circa)[13], architetto di corte a Neuburg a.d. Donau; ricostruttore del Duomo di Kempten; dal 1655 attivo forse in Lituania e in Polonia dove viene chiamato Jan Zaor.
- Giovanni Domenico Barbieri, (Roveredo, 1704 - Eichstätt, 1764), architetto, autore di numerose opere in stile barocco in Baviera;
- Domenico Maria Sala, capomastro ad Eichstätt presso Giovanni Domenico Barbieri, per il quale lavorò dal 1744; dal 1756 fu attivo al servizio del capitolo della cattedrale di Eichstätt; sotto la direzione dell'architetto Maurizio Pedetti trasformò il castello di Hirschberg in residenza estiva (1760-1764), in Baviera eseguì in seguito il progetto per il restauro della chiesa di San Nicola a Pleinfeld (1770);
- Giovanni Simonetti[14], stuccatore e architetto attivo specialmente in Germania, è attestato inizialmente a Passavia (1669) e Praga (1670).
- Arnoldo Marcelliano Zendralli[15], studiò filologia romanza alle Università di Jena, Firenze e Berna, dove si laureò nel 1910, dal 1911 al 1953 insegnò italiano e francese alla scuola cantonale a Coira, promotore e fondatore della Pro Grigioni Italiano[16] (1918; presidente (1921-1958), fondatore e redattore dell'Almanacco del Grigioni Italiano (1918-1938) e dei Quaderni grigionitaliani (1931-1958) e autore di numerose pubblicazioni di carattere storico e letterario (tra cui Das Misox, 1949, e I magistri grigioni, 1958).
[modifica] Note
- ^ Roveredo (GR) sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Motta, 1991, 41.
- ^ In Sant'Anna la celebrazione eucaristica si svolge solamente in estate.
- ^ Una volta all'anno viene svolta una messa nella "cappella del Paltàn" (situata nella pianura della campagna roveredana), in onore delle decine di persone che furono giustiziate ai tre pilastri.
- ^ Sikart: Ivo Strigel
- ^ Sikart: Cristoforo da Seregno
- ^ Sikart: Antonio Abbondio il Giovane
- ^ La messa viene celebrata soltanto una volta ogni mese.
- ^ In estate vi viene celebrata la messa ogni settimana.
- ^ Sikart: Franz Gabrieli
- ^ Gabriele de Gabrieli sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Antonio Riva sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giovanni Serro sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giovanni Simonetti sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Arnoldo Marcelliano Zendralli sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Pro Grigioni italiano sul Dizionario storico della Svizzera
[modifica] Bibliografia
- Arnoldo Marcelliano Zendralli, I Magistri Grigioni, architetti e costruttori, scultori, stuccatori e pittori dal XVI al XVIII secolo, Tipografia Menghini, Poschiavo 1958.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 391, 405-410.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Max Pfister, Baumeister aus Graubünden. Wegbereiter des Barock, Verlag Bündner Monatsblatt, Coira 1993.
- Kühlental Michael (a cura di), Graubündner Baumeister und Stukkateure. Beiträge zur Erforschung ihrer Tätigkeit im mitteleuropäischen Raum, Locarno 1997.
- AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 492, 507-511, 514.