Rousettus aegyptiacus

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Rossetto egiziano
Rousettus egyptiacus01.jpg
Rousettus aegyptiacus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Ordine Chiroptera
Sottordine Megachiroptera
Famiglia Pteropodidae
Genere Rousettus
Specie R. aegyptiacus
Nomenclatura binomiale
Rousettus aegyptiacus
(E. Geoffroy, 1810)
Sinonimi

Rousettus egyptiacus

Sottospecie
  • R. aegyptiacus aegyptiacus
  • R. aegyptiacus arabicus
  • R. aegyptiacus leachii
  • R. aegyptiacus princes
  • R. aegyptiacus tomensis
  • R. aegyptiacus unicolor

Il rossetto egiziano o pipistrello della frutta egiziano (Rousettus aegyptiacus (Geoffroy, 1810)) è un megachirottero della famiglia Pteropodidae[2], diffuso in Africa e Asia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il muso allungato ricorda quello dei Canidi

Rispetto alle altre specie di Pteropodidae Rousettus aegyptiacus ha dimensioni inferiori: l'apertura alare è in media di 60 cm, per una lunghezza del corpo circa 15 cm. Il peso può raggiungere i 160-170 gr[3]. I maschi sono più grandi delle femmine e sono facilmente riconoscibili per il loro grande sacco scrotale.
Essi sono in genere di colore marrone chiaro, con ali di colore marrone scuro. Hanno grandi orecchie a punta, occhi scuri, e un muso allungato che ricorda quello dei canidi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La specie ha un areale molto frammentato che si estende dall'Africa all'Asia sud-occidentale, comprendendo anche l'isola di Cipro[4].
In Africa è comune in Egitto (lungo la valle del Nilo), ma è presente anche in diversi paesi dell'Africa sub-sahariana quali Ghana, Senegal, Sierra Leone, Costa d'Avorio, Camerun, Guinea, São Tomé e Príncipe, Gabon, Gambia, Liberia, Nigeria, Congo, Togo, Ruanda, Burundi, Eritrea, Etiopia, Kenya, Sudan, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Malawi, Angola, Mozambico, spingendosi a sud sino al Sudafrica.
In Asia è presente lungo la fascia costiera dell'Asia minore e del Medio Oriente, in Siria ed in Iran, nella Penisola arabica (Oman, Emirati Arabi, Yemen), spingendosi ad est sino al Pakistan ed all'India settentrionale.

È una specie strettamente cavernicola che può stabilire colonie anche in ambienti artificiali quali canali di irrigazione sotterranei, edifici in rovina, miniere, tombe.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Ne sono state descritte sei diverse sottospecie:

  • R. aegyptiacus aegyptiacus - sottospecie diffusa in Egitto, Israele, Libano, Siria, Turchia e Cipro
  • R. aegyptiacus arabicus - presenza limitata a Iran, Arabia Saudita e Pakistan
  • R. aegyptiacus leachii - diffusa in Etiopia, Sudan, Congo, Uganda, Kenya, Tanzania, Zambia, Malawi, Zimbabwe, Mozambico e Sud Africa
  • R. aegyptiacus princes - sottospecie endemica dell'isola di Príncipe
  • R. aegyptiacus tomensis - sottospecie endemica di São Tomé
  • R. aegyptiacus unicolor - diffusa in Senegal, Gambia, Liberia, Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Nigeria, Camerun, Gabon, Congo e Angola.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Come tutti i pipistrelli hanno abitudini notturne. Passano le loro giornate appollaiati in grotte, appesi a testa in giù, con le ali ripiegate strettamente intorno al loro corpo, formando colonie anche di migliaia di esemplari. Emergono dai loro rifugi in tarda serata per tornarvi poco prima dell'alba.

Assieme a qualche altra specie del genere Rousettus, sono tra le poche specie di Macrochirotteri in grado di utilizzare la ecolocalizzazione, che compiono attraverso l'emissione di una serie di scatti con la lingua[5]. Fanno anche uso di una serie di vocalizzazioni per la comunicazione con i propri simili.

Un Rousettus aegyptiacus mentre si nutre di arance nel Cotswold Wildlife Park in Inghilterra

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Sono essenzialmente frugivori, con una predilezione per i datteri, ma in grado di nutrirsi con ogni specie di frutta polposa. Apprezzano anche i fiori, il polline e talora le foglie[6]. Uno studio condotto su una popolazione della Turchia ha mostrato una ampia variabilità stagionale della dieta in cui rientrano frutti di dattero (Phoenix dactylifera), fico (Ficus carica), nīm (Melia azadirachta), albero della gomma (Ficus elastica), susino (Prunus sp.), nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica), melo (Malus sp.), melograno (Punica granatum), uva (Vitis vinifera), kaki (Diospyros kaki), gelso (Morus sp.) e agrumi (Citrus sp.)[7].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Raggiungono la maturità sessuale intorno ai 9 mesi di età.
L'accoppiamento avviene da giugno a settembre. Le femmine, dopo un periodo di gestazione di circa 115-120 giorni, partoriscono in genere solo un piccolo per ogni anno, ma sono possibili parti gemellari.
I cuccioli restano attaccati alla madre per le prime sei settimane di vita, ed escono dai loro rifugi, per andare autonomamente in cerca di cibo, intorno ai 3 mesi. Tipicamente rimangono all'interno della colonia dei genitori per tutta la vita.

Ecologia[modifica | modifica sorgente]

Al pari di altri megachirotteri, contribuiscono alla impollinazione e alla disseminazione di diverse specie di piante[8], tra le quali il babobab africano (Adansonia digitata)[9].

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è stata recentemente individuata come serbatoio naturale del virus Marburg[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Benda, P., Aulagnier, S., Hutson, A.M., Amr, Z.S., Kock, D. Sharifi, M., Karataş, A., Mickleburgh, S., Bergmans, W. & Howell, K. 2008., Rousettus aegyptiacus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Rousettus aegyptiacus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Egyptian fruit bat (Rousettus aegyptiacus) in Archive, Images of Life in Earth.
  4. ^ http://www.iucnredlist.org/details/29730/0/rangemap
  5. ^ Holland R.A., Waters D.A. and Rayner J.M.V., Echolocation signal structure in the Megachiropteran bat Rousettus aegyptiacus Geoffroy 1810 in Journal of Experimental Biology 2004; 207, 4361-4369.
  6. ^ Kwiecinski, G.G. and Griffiths, T.A., Rousettus egyptiacus in Mammalian Species 1999; 611: 1-9.
  7. ^ Albayrak I., Asan N.,Yorulmaz T., The Natural History of the Egyptian Fruit Bat, Rousettus aegyptiacus, in Turkey (Mammalia: Chiroptera) in Turk J Zool 2008; 32 11-18.
  8. ^ Macdonald, D.W., The Encyclopedia of Mammals, Oxford, Oxford University Press, 2006.
  9. ^ Start A.N., Pollination of the Baobab (Adansonia digitata) by the fruit bat (Rousethus aegyptiacus) in East African Wildlife Journal 1972; 10: 71-72.
  10. ^ Towner JS, Pourrut X, Albariño CG, Nkogue CN, Bird BH, et al, Marburg Virus Infection Detected in a Common African Bat in PLoS ONE 2007; 2(8): e764.

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