Rotanev

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Beta Delphini A / B
Mappa della costellazione del Delfino che riporta la posizione di Rotanev (β)Mappa della costellazione del Delfino che riporta la posizione di Rotanev (β)
Classificazione Binaria spettroscopica
Classe spettrale F5 III + F5 IV[1]
Distanza dal Sole 97 anni luce
Costellazione Delfino
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 20h 37m 32.94s
Declinazione +14° 35′ 42.32″
Dati fisici
Massa
1,75 / 1,47[2] M
Temperatura
superficiale
6500 / 6500 K (media)
Luminosità
18 / 8 L
Dati osservativi
Magnitudine app. +3,62 (A+B) (4.11 - 5.01)
Magnitudine ass. +1,60 / +2,63
Parallasse 32.33
Moto proprio Ar: +118,09 mas/anno
Dec: -48,06mas/anno
Velocità radiale -22,7 km/s
Nomenclature alternative
HR 7882, HD 196524, HIP 101769, SAO 106316

Rotanev (β Delphini, Beta Delphini) è un sistema binario della costellazione del Delfino. Le due stelle del sistema furono per la prima volta risolte dall'astronomo Nicolò Cacciatore, assistente del più famoso Giuseppe Piazzi (scopritore dell'asteroide Cerere).

Sualocin (α Delphini) e Rotanev (β Deplhini) formano un sistema binario apparente. In realtà Sualocin dista, dalla Terra, circa 2,5 volte rispetto a Rotanev.

Caratteristiche di Rotanev[modifica | modifica wikitesto]

I due componenti del sistema binario presentano caratteristiche molto simili: temperatura superficiale di 6500 kelvin, tipo spettrale F5. La distanza fra le due componenti è minima: 13 UA circa. Tale distanza, dalla Terra, corrisponde a una separazione angolare di soli 0,65 arcosecondi (ovvero le dimensioni angolari di una moneta da 1 centesimo vista alla distanza di 10 chilometri).

La distanza media tra le due componenti è di 13 U.A., mentre il periodo orbitale è di 26,7 anni.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il misterioso nome Rotanev, così come quello di α Delphini (Sualocin), comparve per la prima volta nel catalogo stellare di Palermo del 1814. Con un lavoro quasi da detective, l'astronomo inglese del XIX secolo Thomas Webb scoprì l'origine di questi due nomi alquanto bizzarri: non erano altro che il nome (Nicolaus) e il cognome (Venator) latinizzati e scritti al contrario dell'assistente del famoso astronomo Giuseppe Piazzi, Nicolò Cacciatore (Nicolaus Venator).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edwards, T. W., MK classification for visual binary components in Astronomical Journal, vol. 81, aprile 1976), pp. 245–249, DOI:10.1086/111879.
  2. ^ Davidson, James W., Jr. et al., A Photometric Analysis of Seventeen Binary Stars Using Speckle Imaging in Astronomical Journal, vol. 138, nº 5, novembre 2009, pp. 1354-1364, DOI:10.1088/0004-6256/138/5/1354.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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