Rosso Boccalarga

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Rosso Boccalarga
Universo Universo DC
Nome orig. Tawky Tawny
Lingua orig. Inglese
Autori
  • Otto Binder testi
  • C.C. Beck disegni
Editore DC Comics
1ª app. dicembre 1947
1ª app. in Captain Marvel Adventures n. 79
Specie tigre
Sesso Maschio
Affiliazione Famiglia Marvel

Il signor Rosso Boccalarga è un personaggio immaginario dei fumetti. Fu creato dallo scrittore Otto Binder e dall'artista C.C. Beck nel 1947. La sua prima comparsa nella storia "Capitan Marvel e la Tigre Parlante" (Captain Marvel Adventures #79,Dicembre 1947) arrivò relativamente in ritardo nella storia del Ragazzone in Rosso, ma presto divenne un fan sfegatato, leale e amico di fiducia di Billy Batson e Capitan Marvel. Viene considerato il più umano dei personaggi dell'universo Fawcett Comics (oggi della DC Comics), un'eminente piacevole creatura che si accattiva amichevolmente le forze e le debolezze di un bravo lavoratore di classe medio-alta. Si potrebbe dire che Rosso Boccalarga (in inglese Mr. Tawky Tawny), la tigre parlante, fosse un "animale divertente". Dopo tutto, era una bestia antropomorfa che parlava, indossava vestiti e camminava sulle sue zampe. Tuttavia, questo personaggio famoso era unico tra dette creature. Lui esistette nel mondo degli umani.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

La sua storia comincia in una "regione selvaggia" (probabilmente l'India, indicato dai nativi con turbanti e perizoma) dove il Signor Boccalarga era affascinato dai racconti degli eremiti a proposito della grande città. Nonostante il disgusto mostrato dagli eremiti per la civilizzazione, l'amichevole felino si imbarcò su una nave in partenza per l'America. Una volta lì, la naturale reazione di terrore verso una tigre che camminava per la strada, lo portò ad un incontro con Capitan Marvel. Il Signor Boccalarga finì in uno zoo. La tigre scappò e, dopo aver involontariamente spaventato il vicinato dove tentò di mangiare e comprare dei vestiti, andò letteralmente addosso a Capitan Marvel. Il buon Capitano, sebbene all'inizio si fosse allarmarto nel vedere una tigre parlante, riconobbe nel Signor Boccalarga la volontà di far parte della società. A cagione della sua bontà, Capitan Marvel gli diede aiuto trovandogli un lavoro. Alla fine della storia, il Signor Boccalarga divenne un accettato e produttivo membro della società, diventando una guida esperta del museo locale di storia naturale.

Durante questa storia,l 'artista C.C. Beck cambiò gradualmente la postura del Signor Boccalarga, passando da quella tipica a quattro zampe da tigre alla postura umana eretta su due gambe. È stata un'abilità artistica di Beck che fece una trasformazione così graduale, tanto da passare quasi inosservata. Alla fine della storia sembrò naturale che la tigre potesse camminare, gesticolare e indossare vestiti, proprio come un qualsiasi umano a cui capita di avere una pelliccia striata arancione e una testa da tigre.

Il ritorno del Signor Rosso Boccalarga.[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua seconda comparsa, "Capitan Marvel e il ritorno del Signor Boccalarga" (Captain Marvel Adventures #82,Marzo 1948),l e sue origini e il motivo della sua abilità di parlare furono rivelate. Anni prima, nella giungla, la madre di un cucciolo di tigre fu uccisa da un cacciatore.I l cucciolo fu trovato e adottato da Tom Todd, il giovane figlio del missionario, e fu proprio lui a dargli il nome di "Signor Boccalarga". Quando il Signor Boccalarga crebbe, fu accusato di aver ucciso una persona. Tom era sicuro che fosse innocente e desiderò che la tigre potesse parlargli. Fortunatamente, un eremita locale (forse lo stesso della prima storia) aveva inventato un siero che forniva alle tigri l'abilità di parlare come gli esseri umani. Così, Tom riuscì ad aiutare il Signor Boccalarga a ripulirsi il nome. Attraverso il corso della storia, si riunirà con Tom nella grande città e lo aiuterà a smacchiare il suo nome da un crimine non commesso. Il cambio di favore era una storia che colpiva il cuore, degna degli sforzi di scrittura di Otto Binder.

Il Signor "Rosso" Boccalarga.[modifica | modifica wikitesto]

Il Signor Boccalarga ritornò ancora in "Capitan Marvel e la nuova casa del Signor Boccalarga" (in Captain Marvel Adventures #90,Novembre 1948). In questa storia, il Signor Boccalarga tentò di stabilirsi in un nuovo vicinato, in cui però dove le tigri non erano benvenute. Capitan Marvel attestò che le cose che lo infastidivano di più tutte erano la discriminazione e il pregiudizio, ed entro la fine della storia la tigre fu in grado di stanziarsi nella sua nuova casa. Nell'ultimo pannello, tuttavia, il Signor Boccalarga stava scrivendo il suo nome sulla sua nuova buca da lettere, quando realizzò di non avere un nome. Un coupon alla fine della storia annunciò una gara dove i lettori avrebbero mandato suggerimenti per il nome del Signor Boccalrga, e fu scritto "il vincitore riceverà una bellissima foto piena di colori del Signor Boccalarga e Capitan Marvel".

Migliaia di coupon e lettere arrivarono da tutto il paese. C.C. Beck ricordò che fu una risposta molto più alta della serie la Società dei Mostri del Male. Due numeri dopo, due volte nella storia "La fama del Signor Boccalarga" (Captain Marvel Adventures #92,Gennaio 1949), il Signor Boccalarga menzionò la gara in questione: "I suggerimenti si accumulano in risposta al mio appello per un nome", disse a Capitan Marvel, "Sceglierò presto il vincitore".

Quindi, nella copertina di Captain Marvel Adventures #96, l'esultante Signor Boccalarga annunciò che fu scelto il nome vincente. "Salve amici. Ho preso un nome dai migliaia che mi avete mandato!". La storia principale del numero ("Il Signor Boccalarga perde la fede nell'Umanità") favorì, in tal modo, una connessione tra il mondo reale dei lettori e il fittizio mondo dei fumetti. Il Signor Boccalarga mostrò a Capitan Marvel le pile di migliaia di lettere e suggerimenti ricevuti per il suo nome. Nel pannello finale, Capitan Marvel e la tigre grata tenevano in mano una lettera, da Boccalarga per i lettori: "Con la gratitudine dal cuore" li ringraziò tutti per la loro partecipazione e annunciò che le lettrici Mary Garrisi e Pat Laughlin (entrambe di Detroit, Michigan) erano le vincitrici. Attraverso la storia, il nome era già stato usato: "Rosso" Boccalarga (in inglese "Tawky" Tawny). In inglese, il nome era uno storpiamento del gerundio inglese talking, ossia parlando, parlare, riferendosi all'abilità della tigre di parlare.

Rosso Boccalarga assunse una confortevole vita di classe media, con una casa in periferia, il lavoro al museo e il gusto per i vestiti con giacche sgargianti. Si dimostrò un oratore erudito, occasionalmente esclamando "mi hai tagliato il rapido" o altre espressioni simili che dimostrano la sua educazione e autostima. Fu un feroce alleato dei suoi amici, battendosi contro il Dottor Sivana in "Capitan Marvel batte la Cospirazione Contro l'Universo" (Captain Marvel Adventures #100,Settembre 1949).

L'elemento chiave di quasi tutte le storie, tuttavia, era il modo in cui affrontava le varie insicurezze spesso sentite dalla gente comune. Avrebbe vissuto avventure sulla Terra seguendo uno schema in cui si sarebbe arricchito presto, combattendo col suo peso, e venendo risucchiato nel comprare "pozioni della personalità". Tuttavia, verso la fine delle storie, le virtù del lavoro duro, dell'onestà, e l'essere semplicemente se stessi avrebbero sempre vinto, e lui sarebbe rimasto il solito amabile, generoso, leale, non sboccato, amichevole amico che tutti amano.

Il Signor Rosso Boccalarga e il pregiudizio razziale.[modifica | modifica wikitesto]

Un elemento chiave registrato nelle storie di Capitan Marvel legate al Signor Boccalarga è il problema sociale dato dal razzismo. L'associazione di una tenera e pacifica tigre antropomorfa come vittima dei pregiudizi sociali, specialmente attraverso un modello come quello del Signor Boccalarga (socievole, affabile, positivo) con un vicinato in cui si perpetuassero discriminazioni sembrò semplicemente assurda, se non addirittura ripugnante. Essa era funzionale, però, al principio che qualsiasi discriminazione o qualsiasi pregiudizio razziale fossero sbagliati. Come è stato segnalato da Bill Schelly nella biografia di Otto Binder (Words Of Wonder. The Life and Time of Otto Binder), lo scrittore aveva già affermato siffatto principio nelle storie di "Adam Link", perché per lui era un messaggio importante.

Nel contesto di queste storie Capitan Marvel era un personaggio di supporto. I suoi poteri aiutavano occasionalmente il Signor Boccalarga ad uscire dai guai e a risolvere enigmi che la povera tigre non avrebbe potuto risolvere da sola, ma il punto della storia era la solita commedia dell'uomo che viene tentato dall'essere ciò che non è.

Rosso Boccalarga e Otto Binder.[modifica | modifica wikitesto]

In un articolo pubblicato dalla Fawcett, C.C. Beck dichiarò che Otto Binder basò il personaggio di Rosso Boccalarga su di se, e che lo scrittore "si divertiva a ridere di se stesso nello scrivere le storie del Signor Boccalarga". John G. Pierce puntualizzò nel suo stesso libro che i vecchi lettori hanno trovato molto in comune con il gentile gatto della giungla. "Il suo occasionale brontilio o l'insoddisfazione erano riflessi di emozioni che la maggior parte delle persone sentivano da un momento all'altro". Le storie cominciavano occasionalmente con un "Avete mai..." o "Chi di noi non..." che indicavano che il Signor Boccalarga era un rappresentante di tutti. Lo stesso Binder disse in un'intervista del 1947 con Matt Lage per la rubrica Fawcett Collector's of America: "Noi abbiamo fatto Boccalarga il più possibile piacevole e amabile, che conducesse i lettori alla simpatia... le storie di Boccalarga erano come parodie della vita umana, mostrandoci le nostre debolezze".

Nel 1953, dopo la scomparsa della Fawcett Comics, fu fatto un tentativo di creare un fumetto su Rosso Boccalarga senza Capitan Marvel. Alla fine le sei strisce di Binder e Beck erano disegnate raccontando una storia che era, principalmente, un adattamento della storia "I Pericoli della Dieta di Capitan Marvel e del Signor Boccalarga" (Captain Marvel Adventures #121,Giugno 1951). Ogni agenzia di stampa a cui furono offerte le rifiutò, perché si riteneva quel tipo di strisce umoristiche fossero passate di moda. La domanda era già diventata di strisce stile soap-opera. Quei campioni furono tuttavia stampati nella rubrica Alter Ego di Roy Thomas negli anni Sessanta, quindi più tardi nella biografia di Binder del 2003 scritta da Bill Schelly.

Voci correlate.[modifica | modifica wikitesto]


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