Rosa Croce

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"Il Tempio della Rosa Croce," Teophilus Schweighardt Constantiens, 1618

I Rosa Croce sono un ordine segreto, che sarebbe nato nel XV secolo e la cui conoscenza venne diffusa a partire dal XVII secolo, associato con i simboli della rosa e della croce.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini ed il XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1614 comparve a Kassel un opuscolo anonimo dal titolo Fama fraternitatis Rosae Crucis, che raccontava la vita di Christian Rosenkreuz (Cristiano Rosa Croce): passati 120 anni dalla sua morte si sarebbe ritrovato il suo corpo ancora intatto, circondato da simboli e insegne iniziatici. L'opuscolo forse era circolato come manoscritto già a partire dal 1610.

L'anno seguente comparve un secondo opuscolo sull'argomento (Confessio Fraternitatis) e nel 1616 fu pubblicata un'opera del teologo Johannes Valentinus Andreae (1586-1654), avente per argomento "Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz". Ad Andreae si possono forse attribuire anche i due opuscoli precedenti. Successivamente egli descrisse i Rosa Croce come un ludibrium, un termine latino con il significato di "scherzo", scherno pesante e offensivo. Secondo Frances Yates l'uso del termine andrebbe tuttavia inteso nel senso di una sorta di Divina Commedia e indica un'allegoria drammatica legata agli anni tumultuosi che precedettero in Germania la guerra dei trent'anni.

Queste pubblicazioni causarono un grande fermento in tutta Europa, che portò non solo a numerose ristampe, ma anche a discussioni, con opuscoli favorevoli o contrari, i cui autori spesso non conoscevano nulla dei veri scopi degli originari autori e in qualche caso è probabile si siano divertiti a spese dei loro lettori. Gli autori delle opere dei Rosa Croce erano in generale favorevoli al Luteranesimo e in opposizione al Cattolicesimo, Altri, come John Heydon, ammisero di non essere dei Rosa Croce, ma di aver utilizzato titoli suggestivi per le loro opere per favorire la divulgazione dei loro studi ermetici.

Poiché i presunti autori dei manifesti rosacrociani ne hanno rifiutato la paternità o hanno detto che si trattava di uno scherzo, ed essendo dubbia l'esistenza stessa del movimento, il quale comunque dichiaratamente affermò di fondarsi sulla segretezza dei suoi membri, è evidente che chiunque poteva dirsi appartenente ai rosacrociani senza timore di smentita e viceversa a poco valeva negare l'appartenenza al movimento: pertanto non c'è qundi modo di saperlo con esattezza.

Il XVIII secolo ed i rapporti con la massoneria[modifica | modifica sorgente]

Nel XVIII secolo diverse società segrete, legate più o meno strettamente alla massoneria, iniziarono a rivendicare una discendenza dal mitico ordine. L'influenza sulla nascita della massoneria non è del tutto accertata, anche se alcune cerimonie furono occasionalmente adottate. "Cavaliere Rosa-Croce" o "Cavaliere dell'Aquila e del Pellicano" è comunque la denominazione del 18º grado del "Rito scozzese antico ed accettato" e "Sovrano Principe Rosa+Croce, Cavaliere dell'Aquila" quella del IV Ordine, 7º grado del "Rito francese".

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989, Michele Moramarco, uno studioso della società, nel suo ramo italico (che si richiama a fonti neoplatoniche rinascimentali), pubblicò per la prima volta nella sua Nuova Enciclopedia Massonica frammenti del manoscritto Il Libro del Giglio e della Rosa, una sintesi delle idee sul cosmo e sull'uomo trasmesse da quella scuola. Nel 1992, egli - uscito dal Grande Oriente d'Italia affermando che quella associazione massonica era in uno stato di "deriva laicista" - fondò un Real Ordine degli Antichi Liberi Accettati Muratori sotto l'egida dell'Ordo Albae Rosae et Aureae Crucis.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il dibattito attorno alla nascita[modifica | modifica sorgente]

Secondo la leggenda l'ordine venne fondato nel 1407, da un pellegrino tedesco di nome Christian Rosenkreuz (Rosen = rosa; Kreuz = croce) (1378 - 1484) al suo ritorno in Germania. Soggiornò a Damasco ed in Terra Santa, dove avrebbe studiato l'occultismo. Sembra che l'ordine fosse limitato a soli otto membri e che si fosse estinto immediatamente dopo la sua morte, per rinascere solo nel XVII secolo.

Secondo una leggenda meno conosciuta e circolante in ambiente massonico, l'ordine sarebbe invece stato creato nell'anno 46, quando il saggio gnostico alessandrino Ormus e sei suoi discepoli si convertirono al Cristianesimo ad opera di San Marco evangelista, fondendo la dottrina cristiana con le religioni misteriche dell'antico Egitto: Christian Rosenkreuz sarebbe stato iniziato a quest'ordine, divenendone il gran maestro, invece di averlo fondato.

In realtà quella che era conosciuta agli inizi del XVII secolo come la "Società dei Rosa Croce" era probabilmente un piccolo numero di individui isolati che condividevano alcuni punti di vista, apparentemente il loro solo legame. Non esiste alcuna traccia di una società che tenesse incontri o assegnasse cariche. Secondo le numerose opere che ne parlano, i Rosa Croce erano probabilmente riformatori religiosi e morali, che utilizzavano mezzi per l'epoca ritenuti scientifici, in particolare l'alchimia, per far conoscere le proprie opinioni. I loro scritti sono permeati di misticismo od occultismo e suggeriscono significati nascosti che potrebbero essere compresi solo dagli iniziati.[senza fonte]

La simbologia[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo dell'ordine è una croce con al centro una sola rosa rossa. Il termine designa uno stato spirituale che corrisponde ad una conoscenza d'ordine cosmologico, che può avere rapporti con l'ermetismo cristiano: il concetto centrale è doppiamente indicato dalla Croce e dal cuore, mentre le gocce di sangue che cadono dalla piaga aperta nel costato di Gesù Cristo si dispongono a forma di rosa.

Esistono anche altre interpretazioni del simbolo, che si riferiscono all'evoluzione spirituale dell'uomo: la croce ne rappresenta il corpo fisico e la rosa la personalità psichica e mentale in sviluppo, come la rosa che si apre lentamente alla luce. Altri simboli rosacrociani sono il pellicano e il giglio.

Riguardo ai numeri, la simbologia dei Rosacroce fa riferimento soprattutto ai numeri 3, 4, 7, 10, 11 e al 12.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Cesare Ambesi, I Rosacroce, Milano, Ed. Armenia, 1982
  • Alberto Cesare Ambesi, L'enigma dei Rosacroce, Milano, 1977
  • Paul Arnold, Storia dei Rosa-Croce, Milano (ed. Bompiani) 1991
  • Jean-Pierre Bayard, I rosacroce. Storia, dottrine, simboli, 1975 Payot Paris - 1990 Edizioni Mediterranee Roma
  • Edward Bulwer Lytton, Zanoni, Ed. TEA, 2006
  • Hartmann, I Simboli Segreti dei Rosacroce, Milano, 1945
  • Serge Hutin, Storia dei Rosacroce, Milano, 1970
  • Christopher Mac Intosh, I Rosacroce - Storia di un ordine occulto, Convivio 1987
  • Magus Incognito (pseud. di William Walker Atkinson), Dottrina segreta dei Rosacroce, Venexia - Le porte di Venexia - 2007
  • Michele Moramarco, Nuova Enciclopedia Massonica, Bastogi, Foggia 1997
  • Fernando Pessoa, Pagine Esoteriche, cap. III, Milano, 1997
  • Sédir, I Rosacroce, Ed. Mediterranee, Roma, 1975
  • Sédir, Il Libro dei Rosa+Croce, Brancato, 1987
  • Rudolf Steiner, La saggezza dei Rosacroce, Milano, 1945
  • Frances Yates, L'Illuminismo dei Rosacroce, Einaudi, 1976

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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