Romeo Giovannini

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Romeo Giovannini (Lucca, 14 agosto 1913Mortara, 24 marzo 2005) è stato un giornalista, scrittore e critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Santa Maria a Colle a tre chilometri dalle mura della città di Lucca, presto si trasferì a poche centinaia di metri dalle mura, in una corte che era allora contadina, non lontano dall'appartamento di Mario Tobino. All'età di undici anni decise di entrare in seminario per diventare prete. Ciò gli permise di affrontare gli studi classici dimostrando un particolare interesse per il greco e per la letteratura italiana del medioevo e del rinascimento. Nel 1931, completato il liceo, decise di abbandonare il seminario e, rientrato in famiglia, partì per il servizio militare. Approfondì le sue conoscenze della letteratura frequentando la biblioteca di Lucca ed iniziò ad avvicinarsi agli scrittori contemporanei leggendo Soffici e Papini.

A 18 anni rientrò in famiglia e, appena ventenne, frequentò il Caffè Di Simo, luogo di incontro già di Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Alfredo Catalani, divenuto poi sede del circolo culturale "Renato Serra".

Giovannini trovò un luogo accogliente dove poter discutere e scambiare opinioni. Al caffè di Simo conobbe Guglielmo Petroni con il quale si recò a Roma nel 1935. Guglielmo e Romeo ebbero la fortuna di conoscere abbastanza presto Mino Maccari, allora già famoso e ben introdotto. Conobbe Vasco Pratolini che ne parla a Petroni in una lettera, evidenziando l'insicurezza di Giovannini a muoversi nel mondo letterario.

"… Giovannini non si confida con me perché sì vergogna e terme io lo giudichi, da questo punto di vista è un fesso, orgoglioso ecc. Sta facendo un brutto affare ma non sono cose che si possono sanare dall'esterno. Io non so nulla di preciso, e le notizie più precise me le ha portate Macrì (L'indirizzo di Calamandrei è: Pensione Margherita'. via Cimarosa, Vomero — Napoli)."[1]

Iniziò un lungo periodo di collaborazione con diverse riviste letterarie che gli permise di pubblicare racconti e poesie. Le poesie saranno pubblicate nel 1941 con la prima edizione delle Anacreontiche, raccolta di poesia liberamente ispirata al modello del grande maestro greco. Il volume si colloca nel solco e sulla scia di quella cultura ermetica, che diventa un modo di esistere per tanti intellettuali ed artisti, in alcuni casi l'unico: una sorta di isolamento, nel culto di un passato glorioso, evitando accuratamente pericolose contaminazioni con il regime, una sorta di "Aventino" della letteratura.

Nel 1944 curò la traduzione in italiano del libro L'ultimo Medico di Napoleone, arricchita da numerose note esplicative [2] e nel 1945 Fuga dai Piombi di Casanova[3] Nel 1946, per le edizioni di Astrolabio fu fatta una ristampa di Anacreontiche, con l'aggiunta di altre liriche ispirate al modello bucolico. Nel 1950 iniziò la sua collaborazione con il settimanale "Il Mondo" di Mario Pannunzio, che si batteva per una cultura laica e libera da dogmi di chiesa e di partito e per un'analisi rigorosa dei problemi della società italiana. Su questa rivista, come pure su "Botteghe oscure" di Giorgio Bassani, Romeo Giovannini pubblicò ancora racconti, versi e traduzioni.

"Il Mondo", l'"Orto", "Primato", nonché "Il Selvaggio" di Maccari, "Letteratura" di Bonsanti, "Primato" di Bottai e "Campo di Marte" di Gatto sono tra le testate che hanno portato all'attenzione del vasto pubblico la prosa di Giovannini.[4]

Tra il 1947 e il 1956 fu redattore de L'Europeo di Arrigo Benedetti e si specializzò nel settore della critica letteraria collaborando a "Il Giorno" per 17 anni, fino al 1971 quando abbandonò la professione, pur mantenendo un'amicizia con intellettuali e giornalisti come Benedetti, Pannunzio, Cancogni, Ardinghi, Pea, Petroni. Cancogni, tra gli altri letterati contemporanei ed amici, lo ricorderà nel suo libro "Metelda"[5]

Giovannini frequentò il Novecento letterario italiano e fece parte di quella generazione di lucchesi che ha saputo affermarsi nel giornalismo e nella letteratura italiana introducendovi elementi innovativi e originali.

Nel 1972 scrisse la recensione all'Io Minerale per il catalogo della mostra "Geologie dell'Io" di Tullio Pericoli[6]

Le sue immagini poetiche fresche e pure, anche nelle allusioni sensuali, le ritroviamo nelle pagine dei suoi Stornelli di Matraia pubblicate nel 1992 dalla casa editrice Pacini Fazzi con il contributo della Provincia di Lucca.[7]

Lavorando a Milano, come giornalista e critico letterario del quotidiano "Il Giorno", Giovannini si era trasferito a Lomello, in provincia di Pavia, dove stava solo per alcuni periodi dell'anno. Aveva ancora la casa a Lucca, e vi tornava molto spesso per ritrovare i fratelli, i nipoti e tanti vecchi amici; a Lucca la sua casa era nel centro storico, in una piazzetta accanto alla maggiore Piazza San Romano. Romeo ha avuto una moglie e alcune compagne; l'ultima sua compagna fu Antonia Iriu, cugina di Gramsci. Ebbe due figlie dalla moglie Lilia e due figli, di cui uno morto a 20 anni in un incidente stradale, dalla compagna Jole. Si è spento a Mortara nel tardo pomeriggio di mercoledì 23 marzo 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Pratolini, Lettere a Sandro, a cura di A. Parronchi, Roma, Polistampa Firenze, 15 gennaio 1940, pp. 88-89.
  2. ^ F. Antommarchi, L'ultimo medico di Napoleone, traduzione e note di R. Giovannini, Roma, ed. Documento, 1944.
  3. ^ Giacomo Casanova, La fuga dai piombi, a cura di R. Giovannini, Roma, Atlantica, 1945.
  4. ^ A. Tagliasacchi, Poeti: morte Giovannini. Rappresentava al meglio le tradizioni lucchesi, Adn Agenzia, 3-4 marzo 2005.
  5. ^ Manlio Cancogni, Metelda - Racconto di un amore, Lucca, Ed Fazi, 1998, pp. 46-47.
  6. ^ P. Tullio Pericoli, Geologie dell'Io, a cura di A. C. Quintavalle, testi di R. Giovannini, Parma, Istituto di Storia dell'Arte, Università di Parma, 1972, pp. 15-16
  7. ^ R. Giovannini, Stornelli di Matraia, Lucca, Ed. Fazi, 1998.