Roma (serie televisiva)

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Roma
Roma-titoliditesta.jpg
Immagine tratta dalla sigla originale della serie televisiva
Titolo originale Rome
Paese Stati Uniti d'America, Regno Unito, Italia
Anno 2005-2007
Formato serie TV
Genere storico, drammatico, azione
Stagioni 2
Episodi 22
Durata 50 min (episodio)
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 16:9
Risoluzione 1080i
Colore colore
Audio Dolby Digital 5.1
Crediti
Ideatore Bruno Heller, John Milius, William J. Macdonald
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Musiche Jeff Beal
Produttore esecutivo Bruno Heller, John Milius, William J. MacDonald, Frank Doelger, Anne Thomopoulos, John Melfi
Casa di produzione HBO, BBC, Rai Fiction
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 28 agosto 2005
Al 25 marzo 2007
Rete HBO
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal 17 marzo 2006
Al 16 novembre 2009
Rete

Roma (Rome) è una serie televisiva prodotta da HBO, BBC e Rai Fiction dal 2005 al 2007. La serie, creata da Bruno Heller, è stata girata negli studi di Cinecittà.

La serie è una delle più costose della storia, tanto che le enormi spese per la realizzazione hanno costretto la produzione a limitare il numero di episodi delle due stagioni: la prima ne contava in tutto 12, mentre della seconda, la cui produzione è stata incerta fino all'ultimo momento, ne sono stati girati 10.

La versione italiana, inizialmente trasmessa da Rai 2, presenta delle differenze rispetto all'originale: per ovviare a scene di sesso e violenza ritenute troppo esplicite queste sono state sostituite con scene girate appositamente per l'Italia. Inoltre, l'adattamento al doppiaggio ha eliminato molte delle scurrilità verbali presenti nell'originale. Le scene e i dialoghi modificati sono stati invece ripristinati nella loro versione originale durante la trasmissione su Rai 4.

Roma è stata un successo per la HBO e la BBC. La serie ha ricevuto molta attenzione dai media fin dall'inizio, ricevendo numerosi premi e nomination. In Italia la prima stagione è stata trasmessa da Rai 2 a partire dal marzo del 2006 in versione censurata. Rai 4, dopo aver riproposto la prima stagione in versione integrale, ha trasmesso anche gli episodi della seconda stagione in versione integrale dal 19 ottobre al 16 novembre 2009.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La serie è ambientata a Roma nella seconda metà del I secolo a.C., nel periodo in cui la Repubblica, ormai morente, è scossa dalle guerre civili.

All'interno di questo contesto si alternano e si intrecciano le storie di personaggi storici realmente esistiti. Nella prima stagione vengono ripercorsi gli ultimi anni di vita di Caio Giulio Cesare, dalla resa di Vercingetorige alla sua morte avvenuta in Senato per mano di Cassio e Bruto. Questa è contornata dalle vicende di Marco Antonio come Tribuno della plebe, dai primi anni di Ottaviano Augusto e dalle vicende di fantasia del centurione Lucio Voreno e del legionario Tito Pullo (personaggi realmente esistiti e nominati nel De bello gallico).

La seconda stagione si sviluppa negli anni successivi alla morte di Cesare con il vuoto di potere che ne scaturisce e le lotte tra Marco Antonio e Ottaviano Augusto, che si concludono con la definitiva presa del potere di quest'ultimo e con la nascita dell'Impero Romano mentre, sul piano delle vicende personali, Lucio Voreno muore (in realtà sulla sua vera fine rimane un punto interrogativo: la sua morte non viene mostrata, ma raccontata ad Ottaviano da Pullo, in un resoconto tra l'altro pieno di menzogne, così che la sorte del personaggio resta in effetti indefinita), mentre Tito Pullo si prende cura di Cesarione, il bambino ufficialmente considerato figlio di Giulio Cesare e Cleopatra ma che era in realtà figlio suo, sottratto alla morte e tenuto in vita sotto mentite spoglie.

Episodi[modifica | modifica sorgente]

Stagione Episodi Prima TV USA Prima TV Italia
Prima stagione 12 2005 2006
Seconda stagione 10 2007 2009

Libertà di adattamento della sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

  • Tito Pullo e Lucio Voreno sono realmente esistiti, ma non esattamente nei ruoli proposti dalla finzione scenica. Erano due centurioni della XI legione che stavano raggiungendo i gradi più alti, in continua competizione tra loro per guadagnarsi la promozione di grado. I nomi latini erano rispettivamente Titus Pullo (Tito Pullone, in italiano) e Lucius Vorenus[1]. Nonostante non vi siano ulteriori informazioni sul loro destino all'indomani della resa di Vercingetorige, è assai improbabile che abbiano seguito i destini di Cesare, Antonio e Ottaviano dalla campagna in Gallia fino all'impero di Augusto.
  • La creazione del personaggio di Giulio Cesare presenta delle differenze rispetto a quella di analoghe trasposizioni cinematografiche. Se tradizionalmente costui viene rappresentato sì come un conquistatore e geniale politico, ma anche e soprattutto come un uomo magnifico, generoso e propenso al perdono, qui si è preferito renderlo più autoritario, sottolineandone la propensione alle maniere forti e la ferma convinzione di essere superiore agli altri. L'immagine di lui che viene presentata più spesso, infatti, riproduce in modo poco realistico e certamente in chiave troppo "moderna" il carattere del vero Giulio Cesare, facendolo apparire come un arrogante, prevaricatore nei confronti dei propri subordinati, quasi fosse un industriale ottocentesco, e dimenticando che essendo egli, invece, un patrizio di nascita, è più probabile che, per educazione, sapesse, come tutti i nobili, farsi obbedire con autorevole cortesia. Ciononostante vengono fatti notare i tratti che da sempre rendono Cesare un personaggio ammirato anche dai posteri, ovvero la magnanimità e la volontà di favorire il popolo combattendo i privilegi degli aristocratici.
  • Anche nel caso della rappresentazione di Ottaviano si assiste a un capovolgimento sostanziale del ritratto che ne tramanda la storiografia. Anche in questo caso Ottaviano viene rappresentato come un superbo, che disprezza le persone di rango inferiore come farebbe un ricco e volgare avvocato newyorkese dei giorni nostri, con un carattere lontanissimo dal modello del patrizio romano, celebre per sobrietà e gravità. L'Ottaviano di HBO, a differenza di Cesare, non mostra il minimo scrupolo a eliminare fisicamente i suoi oppositori; la volontà di proseguire il lavoro del padre adottivo diventa motivo per commissionare assassini scellerati, come la proscrizione di uomini influenti tra cui si annovera Cicerone, la devozione alla famiglia, unitamente all'osservanza dei costumi romani, diventa l'appendice patologica della sua ossessione per le regole. In generale lo si presenta come persona problematica, eccessivamente rigorosa e con un insolito attaccamento alla sorella, che lascia suggerire, e in certi casi lo esplicita, la sua propensione all'incesto, inventata di sana pianta al pari delle altre suggestioni erotiche della serie.
  • Cesarione viene concepito nel deserto da Cleopatra e Tito Pullo. Quando nasce, Cesare lo mostra, alzandolo sopra la sua testa, segno che lo riconosce come figlio. Lucio Voreno, davanti al cadavere di Marco Antonio, dice a Cleopatra che il padre non è Cesare ma il suo amico Tito Pullo e Cleopatra risponde affermativamente.
  • Il carattere licenzioso e manipolatore del personaggio di Azia, così come la sua relazione con Marco Antonio, non ha riscontro nelle fonti storiche: nel Dialogus de oratoribus, Tacito la descrive come una donna eccezionalmente religiosa e morale e una delle matrone più ammirate nella storia della Repubblica.
  • Anche il carattere e la situazione familiare di Ottavia, non trova riscontro nelle fonti storiche. In realtà, ella, nel periodo in cui è ambientata la prima serie e parte della seconda, rimase sposata a Gaio Claudio Marcello minore, fino alla morte di quest'ultimo nel 41 a.C. In tale data aveva già avuto due figlie ed era incinta del terzo. Nessun fondamento storico (e nemmeno verosimiglianza) ha pertanto la sua romantica storia d'amore con Marco Agrippa, né tanto meno le sue presunte tendenze omosessuali.
  • Nel secondo episodio della prima stagione ("Come Tito Pullo rovesciò la Repubblica"), mentre Cesare sta varcando il Rubicone, vediamo il suo luogotenente Marco Antonio che, da cavallo, strizza l'occhio ad un bambino che pesca lì vicino: sebbene l'occhiolino esistesse già all'epoca, il suo uso di espressione di complicità non si era ancora manifestato. Esso era infatti utilizzato per esprimere una sorta di "parola d'ordine" fra alleati militari; è difficile che tale dinamica si possa essere verificata fra il luogotenente di Cesare e il piccolo pescatore.

Errori storici[modifica | modifica sorgente]

  • Ottavia e Gaio Claudio Marcello non divorziarono mai; Ottavia si risposò con Marco Antonio dopo la morte del primo marito avvenuta nel 41 a.C. Ottavia e Gaio Claudio Marcello ebbero anche 2 figli.
  • Quando Cesare attraversò il Rubicone, Marco Antonio si trovava in Italia, e si incontrò solo successivamente con il suo comandante
  • Quando Cesare fu assassinato, Ottaviano non si trovava a Roma (a casa di Servilia con la madre, come si vede nella serie), bensì ad Apollonia (in Epiro, odierna Albania), dove assisteva ai preparativi per la guerra contro i Parti. Quando ebbe la notizia, decise di rientrare a Roma per reclamare i suoi diritti di figlio adottivo ed erede, ma vi giunse più di due mesi dopo (21 maggio). Per questo motivo, non può aver influenzato le decisioni che prese Marco Antonio subito dopo l'assassinio di Cesare.
  • Quando attraversò il Rubicone, in realtà Cesare disponeva di più di una legione al suo comando e non della sola XIII come viene rappresentato nella serie.
  • Nella Battaglia di Filippi, i due cesaricidi morirono entrambi suicidi, non durante il corso della battaglia (che tra l'altro furono due) ma alla fine di essa.
  • In una scena di un episodio si vede Ottavia leggere al fratello Ottaviano l'Eneide, fatto assolutamente impossibile visto che Virgilio scrisse l'opera decenni dopo, su commissione dello stesso Ottaviano
  • Sempre nella seconda stagione il senatore Marco Tullio Cicerone viene assassinato per mano di Tito Pullo mentre soggiornava nella sua villa di Tusculum. Sebbene il senatore avesse una villa a Tusculum evidenti fatti storici riportano che Cicerone è stato assassinato nella sua villa a Formiae per mano dei sicari di Marco Antonio il 7 dicembre 43 a.C. Oltre a ciò, poco prima di uccidere Cicerone, Tito Pullo chiede il permesso a Cicerone stesso di cogliere delle pesche da un albero. La cosa sarebbe stata impossibile dato che Cicerone è morto in dicembre.
  • Nel terzo episodio della prima serie appare un carro trainato da buoi con un collare rigido a spalla, una briglia inventata solo nell'XI secolo.
  • La madre di Ottaviano, Azia maggiore, viene presentata come una donna subdola e meschina, sempre pronta al raggiro e al tradimento. Nonostante sia lei stessa a riconoscere l'improbità del suo comportamento, soprattutto verso Servilia, giustificandolo come un atto necessario alla salvaguardia della sua famiglia. Nella realtà storica si parla di Azia come di una donna eccezionalmente decorosa, vera Matrona romana e degna madre di Ottaviano, che aveva una personalità integerrima e devota alla tradizionale moralità degli antenati. Tra l'altro non vi è alcuna traccia nelle fonti del suo rapporto amoroso con Marco Antonio. Azia, poi, morì nel 43 a.C., l'anno dopo l'uccisione di Cesare, mentre nella serie tv appare anche dopo la battaglia di Azio.
  • Marco Porcio Catone Uticense è rappresentato come un uomo di età avanzata, sebbene egli fosse più giovane dello stesso Cesare. L'errore è probabilmente dovuto al fatto che un suo antenato di nome Marco Porcio Catone, soprannominato il Censore, morì in veneranda età. È possibile quindi che gli autori della serie si siano ispirati a Marco Porcio Catone il Censore, invece che al reale personaggio storico, Marco Porcio Catone Uticense.
  • Alla morte di Cleopatra, Cesarione è rappresentato come un bambino di 12-13 anni. Quando fu ucciso su ordine di Ottaviano aveva 17 anni.
  • Quando Lucio Voreno distrugge la statua della Concordia asserisce di fregarsene di essa essendo figlio di Ade invece che del suo corrispettivo romano Plutone. È inoltre molto probabile che un soldato romano di truppa, quindi difficilmente istruito, ignorasse il fatto che la religione romana derivasse da quella greca.

Home video[modifica | modifica sorgente]

In Italia è possibile acquistare il cofanetto in DVD della prima stagione di Roma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gaio Giulio Cesare, De bello Gallico, libro V, 44.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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