Rogoredo (quartiere di Milano)

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Coordinate: 45°25′54″N 9°14′41″E / 45.431573°N 9.244738°E / 45.431573; 9.244738

Vista del quartiere
« Questa che sont dree a cuntav, l’è ona storia vera,
de vun che l’è mai staa bon de dì de no;
I s’eren conossu visin a la Breda;
lee l’era de Rogoréd e lu... el soo no! »
(Enzo Jannacci, Andava a Rogoredo[1])

Rogoredo (Rogoréd in dialetto milanese) è un quartiere, sito nella periferia di Milano, amministrativamente compreso nella zona 4, distante dai 6 ai 7 km a sud-est del centro milanese. Esso confina coi quartieri di Nosedo a est, Morsenchio a nord e Corvetto a nord-ovest, e col comune di San Donato Milanese a sud-est; si trova a poca distanza dall'Abbazia e dal cimitero di Chiaravalle.

Indice

[modifica] Storia dei collegamenti alla città

Antico "loco" citato in un diploma del re d'Italia Carlomanno dell'anno 880 (il suo nome deriva dal latino tardomedievale robur, rovere, a significare "bosco di roveri"), lambito dalla Strada Romana e appartenente alla parrocchia di Nosedo. Dall'editto di Maria Teresa del 1755 si apprende che il compartimento del ducato milanese era suddiviso in pievi e Rogoredo apparteneva alla pieve di San Donato (17esima), denominata "Plebe Sandonatese" e comprendente anche Zelo, Vigentino, Vaiano, Chiaravalle, Nosedo, Morsenchio, Foramagno, ecc. Con decreto napoleonico dell'8 novembre 1811, San Donato e quindi anche Rogoredo, vennero annessi al Comune di Viboldone, per poi separarsi nuovamente con il Regno Lombardo-Veneto: dal 1816 Rogoredo appartenne al Comune di Nosedo, quindi, con questa località, unito a Chiaravalle Milanese (in applicazione del R.D. 9 giugno 1870) e infine aggregato al Comune di Milano col Regio Decreto del 9 settembre 1923, assieme ad altri 20 comuni limitrofi al capoluogo lombardo[2].

Rogoredo, fin dal 14 agosto 1880 collegata a Porta Romana dalla tranvia a vapore Milano–Lodi, conobbe a partire dalla fine del XIX secolo un imponente processo di industrializzazione e poi di deindustrializzazione: trovarono qui sede, infatti, uno stabilimento per la lavorazione dell'acciaio (le Acciaierie Redaelli) e un impianto della Società Italiana Prodotti Esplosivi, poi Appula S.A. successivamente assorbita dalla Montecatini Montedison, che di fatto separavano l'abitato dalla città con una vasta area di impianti situati tra il quartiere stesso e quello di Morsenchio; furono proprio gli insediamenti industriali ad aumentare notevolmente la popolazione del quartiere[3]..

Fino agli ottanta la vita del quartiere girò dunque attorno all'attività delle grandi industrie, che si avvalevano della stazione, situata sulla linea ferroviaria che da Milano porta a Pavia e a Piacenza, e del suo scalo merci (uno dei più grandi della città, esteso fino a Ortica-Lambrate).

Con l'espansione edilizia milanese, si rese necessario un potenziamento della tratta di penetrazione urbana (Rogoredo–Porta Romana): la società privata T.I.P.(Tramways InterProvinciali), nel 1918, provvedette ad integrare il servizio tranviario a vapore per Lodi con un servizio "locale" a trazione elettrica, trasformando alcune rimorchiate preesistenti in elettromotrici. La gestione del servizio locale passò dopo alcuni anni all'azienda municipale di trasporto pubblico, l'ATM, che la inserì nella rete urbana come linea 32, arretrando il capolinea da Porta Romana a piazzale Corvetto. La tranvia urbana restò a binario semplice, caso unico nella rete cittadina.

Dopo la costruzione del Cavalcavia Pontinia, il passaggio a livello venne mantenuto per il solo tram a vapore, ancora gestito dalla T.I.P., fino alla sostituzione con "autotreni" avvenuta il 3 marzo 1937 (anch'essi gestiti da ATM dal 1939). Il tram urbano rimase in funzione fino al 1960 quando, per poter realizzare l'ingresso autostradale, fu sostituito dalla filovia (poi linea automobilistica) n.84, su un percorso che consentiva di collegare Rogoredo e la sua stazione al centro città passando per la zona di piazzale Cuoco. Nel 1967 un'altra filovia, la n.95 (anch'essa poi automobilistica) mise in diretto collegamento la stazione di Rogoredo con gli altri quartieri a Sud / Ovest di Milano. Oltre la ferrovia, l'abitato di Rogoredo venne servito dalla linea 41, dapprima con minibus (anni '70), poi con autobus e infine sostituita da prolungamenti della linea 84. La principale innovazione avvenne però nel 1991, col capolinea sud della linea 3 della metropolitana, le cui strutture, nonostante il nome di San Donato, non sconfinano dal territorio del Comune e rientrano a tutti gli effetti nel quartiere di Rogoredo.

[modifica] Rogoredo oggi

Il borgo industriale di Rogoredo è rimasto un nucleo staccato dalla città fino alla fine degli anni ottanta, quando l'apertura della stazione della metropolitana (1991) ampliò la funzione della stazione ferroviaria quale punto di interscambio per molti pendolari, che ogni giorno lavorano in città pur abitando a sud della provincia e oltre (Pavia, Piacenza, Lodi, Voghera).

Fin dalla costruzione del cavalcavia Pontinia che deviò il traffico del vecchio Stradale Piacentino, Rogoredo è rimasto una specie di "villaggio indipendente" in città: l'esistenza di una sola strada per entrare e uscire dall'abitato (ridisegnata nel 2006 con un'insolita e criticata concatenazione di due rotatorie per gestire il crescente traffico che viene da fuori città, dal centro, dal quartiere e dalla Tangenziale) ha per lungo tempo risparmiato Rogoredo dagli stress logistici di un asse importante come quello della via Emilia[senza fonte].

Nel 1988 iniziarono i lavori per la ristrutturazione della stazione, ampliata per l'arrivo del passante ferroviario e della linea ferroviaria ad alta velocità (2008), e per l'aumento massiccio dell'utenza causato oltre che dai pendolari, dal riuso dell'area industriale ex-Montedison ed ex-Redaelli, sulla quale sorge oggi il nuovo quartiere di Santa Giulia. Dell'impianto industriale Redaelli rimane solo un edificio, il Laboratorio di Analisi Chimiche, costruzione a forma di semicerchio destinata, nei progetti, a Centro Civico.

Nell'ambito di questi progetti, l'isolamento di Rogoredo verrà spezzato anche grazie al prolungamento delle attuali vie Pestagalli e San Venerio, oltre che dal prolungamento verso il centro città della Strada statale 415 Paullese.

Unico riferimento al passato boschivo di Rogoredo - peraltro cancellato fin dal Medio Evo dallo sviluppo agricolo dei vasti poderi dell'abbazia di Chiaravalle e della grangia degli Umiliati di Morsenchio - è il parco del quartiere, allestito alla fine degli Anni 60 lungo l'elevazione del cavalcavia Pontinia che sovrasta la ferrovia e sede di un moderno Monumento ai Caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Al margine settentrionale del parco, accanto alla stazione, rimangono alcuni edifici della cinquecentesca Cascina del Carmine o Palma, ultima testimonianza della più che millenaria storia agricola delle "cassine de Rogoré"[senza fonte]. In passato il quartiere era attraversato da una serie di piccole rogge oggi coperte, che drenavano le acque della zona portandole alla Spazzola e alla Vettabia, e si apriva ad est su ampie zone agricole verso Ponte Lambro e Linate, oggi tagliate dalla Tangenziale Est e interessate dalla realizzazione di nuove infrastrutture.

[modifica] Attività produttive

  • Rogoredo è stato il primo quartiere cablato della città, con i primi cavi in fibra ottica già installati a titolo sperimentale nel 2000.[4]
  • Attualmente a Rogoredo è presente la nuova sede di Sky Italia.
  • A Rogoredo ha avuto una delle sue storiche sedi il gruppo Montedison, che qui produceva un insetticida che proprio dal quartiere prese il nome Rogor

[modifica] Curiosità

  • Il cantante milanese Enzo Jannacci nel 1962 pubblica Andava a Rogoredo, una storia d'amore ambientata nel quartiere milanese: in linea con la sua poetica, Jannacci dipinge una periferia al suo tramonto, tra i campi e la Milano edìle che cresce[1].

[modifica] Note

  1. ^ a b Andava a Rogoredo di E. Jannacci
  2. ^ Pietro Solera, "La strada e la porta. Tracce e temi di storia intorno a Rogoredo", Cooperativa Edificatrice di Rogoredo, 2002
  3. ^ http://www.rogoredo84.it/il_quartiere.html
  4. ^ Cablaggio, è corsa all' oro - Repubblica.it » Ricerca

[modifica] Voci correlate

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