Roger the Engineer

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Roger the Engineer
Artista The Yardbirds
Tipo album Studio
Pubblicazione 1966
Durata 35 min : 52 s
Dischi 1
Tracce 12 (edizione U.K.)
10 (edizione U.S.A.)
Genere Blues rock
Rock psichedelico
Pop rock
Etichetta Columbia Gran Bretagna, Epic Stati Uniti, Capitol Canada
Produttore Paul Samwell-Smith, Simon Napier-Bell
The Yardbirds - cronologia
Album precedente
(1965)
Album successivo
(1967)

Roger the Engineer (o Yardbirds) è il terzo album in studio della band britannica The Yardbirds, pubblicato nel 1966.

Il Disco[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto dal bassista Samwell-Smith e da Simon Napier-Bell, questo album è importante per varie ragioni: innanzitutto è il primo realizzato dal complesso inglese, dall'abbandono del precedente chitarrista solista Eric Clapton, sostituito in questo ruolo da Jeff Beck. Inoltre è il primo vero e proprio lavoro in studio della discografia britannica del gruppo[1], in quanto le precedenti pubblicazioni in origine erano antologie, realizzate esclusivamente per il mercato statunitense[1], successivamente rivalutate convenzionalmente da pubblico e critica come album ufficiali, per l'importanza attribuita al loro contenuto. Infine va sottolineato che questo disco presenta solo brani originali, composti dai membri del gruppo[2].

In realtà, l'album fu originariamente pubblicato col semplice titolo di "The Yardbirds". In seguito, per lo stesso meccanismo avvenuto con altri dischi (ad esempio lo White Album dei Beatles), per identificarlo si ricorse al nome, soltanto semiufficiale, di "Roger the Engineer", chiaramente riferito all'ingegnere del suono Roger Cameron graficamente raffigurato sulla copertina del disco, in una caricatura opera del batterista Jim McCarty[1]. Negli Stati Uniti e gran parte dell'Europa, invece, il disco venne pubblicato con il titolo di "Over Under Sideways Down", ma anche in questi paesi tale titolo è stato in breve rimpiazzato nell'immaginario comune da Roger the Engineer.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 349º posto della sua lista dei 500 migliori album.

Lista tracce[modifica | modifica wikitesto]

Edizione originale (Gran Bretagna)[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. "Lost Woman" – 3:16
  2. "Over, Under, Sideways, Down" – 2:24
  3. "The Nazz Are Blue" – 3:04
  4. "I Can't Make Your Way" – 2:26
  5. "Rack My Mind" – 3:15
  6. "Farewell" – 1:29

Lato B

  1. "Hot House of Omagarashid" – 2:39
  2. "Jeff's Boogie" – 2:25
  3. "He's Always There" – 2:15
  4. "Turn into Earth" – 3:06
  5. "What Do You Want" – 3:22
  6. "Ever Since the World Began" – 2:09

Edizione originale (Stati Uniti)[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. "Lost Woman" – 3:16
  2. "Over, Under, Sideways, Down" – 2:24
  3. "I Can't Make Your Way" – 2:26
  4. "Farewell" – 1:29
  5. "Hot House of Omagarashid" – 2:39

Lato B

  1. "Jeff's Boogie" – 2:25
  2. "He's Always There" – 2:15
  3. "Turn into Earth" – 3:06
  4. "What Do You Want" – 3:22
  5. "Ever Since the World Began" – 2:09

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) dati ricavati dalla scheda dell'album sul sito Exito.0 [1], URL consultato il 18/11/2014..
  2. ^ (EN) dati ricavati dalla scheda dell'album sul sito Allmusic [2].

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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