Rodolfo Siviero

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Rodolfo Siviero con un'opera recuperata di Pontormo

Rodolfo Siviero (Guardistallo, 24 dicembre 1911Firenze, 26 ottobre 1983) è stato un agente segreto, storico dell'arte e intellettuale italiano, noto soprattutto per la sua importante attività di recupero delle opere d'arte trafugate dall'Italia nel corso della seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Targa sulla casa nativa di Siviero a Guardistallo (PI)
Siviero in una foto degli anni trenta

Figlio del veneziano Giovanni – sottufficiale dei Carabinieri e comandante della stazione di Guardistallo – e della senese Caterina Bulgarini,[1] si trasferisce dalla provincia di Pisa a Firenze nel 1924. Prosegue gli studi in ambito artistico-letterario all'Università di Firenze con l'obiettivo di diventare un critico d'arte.

Intorno agli anni trenta diventa un agente segreto per il Servizio Informazioni Militare italiano. Aderisce al fascismo con la convinzione che solo un regime totalitario possa rivoluzionare il paese per renderlo migliore. Nel 1937 parte alla volta di Berlino – sotto la copertura di una borsa di studio in storia dell'arte – per raccogliere informazioni sul regime nazista.

Dopo l'8 settembre 1943 Siviero si schiera con il fronte antifascista. Si occupa prevalentemente di monitorare il corpo militare nazista detto Kunstschutz, corpo istituito originariamente con lo scopo di proteggere il patrimonio culturale dai danni della guerra, ma che sotto le direttive naziste si occupava di trafugare dall'Italia verso la Germania il maggior numero di opere d'arte. Nella casa dello storico dell'arte ebreo Giorgio Castelfranco sul lungarno Serristori di Firenze – oggi nota come Casa Siviero – Siviero si occupa di coordinare alcune delle attività partigiane di intelligence.

Dall'aprile al giugno 1944 viene imprigionato e torturato dalle milizie fasciste di Mario Carità nella nota Villa Triste di via Bolognese, a Firenze. Resiste agli interrogatori e, grazie all'interessamento di alcuni ufficiali repubblichini che in realtà collaborano con gli alleati, viene rilasciato.

Grazie ai meriti acquisiti nella Resistenza, nel 1946 il Presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi nomina Siviero "Ministro plenipotenziario" affidandogli l'incarico di dirigere una missione diplomatica presso il governo militare alleato in Germania con lo scopo di stabilire il principio della restituzione delle opere trafugate all'Italia.

Riportate in Italia la maggior parte delle opere, Siviero – a partire dagli anni cinquanta – si occupa sistematicamente di ricercare, per conto del Governo, tutte le opere d'arte che vengono rubate ed esportate dall'Italia. Questa intensa attività, che gli vale il soprannome di "007 dell'arte", dura fino alla sua morte nel 1983. In questo periodo Siviero spesso denuncia la poca attenzione che le istituzioni governative dedicano al problema del recupero del patrimonio artistico.

Negli anni settanta diviene presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno, fondata dal granduca Cosimo I de' Medici con la sovrintendenza di Giorgio Vasari e rimarrà tale, organizzando eventi di rilevanza internazionale per la tutela delle opere d'arte, fino al 1983 anno della sua morte. L'Accademia delle arti del disegno deve a lui la sua attuale sede, il mobilio, l'assetto presente. Così grande fu l'attaccamento di Siviero per questa istituzione che decise di essere sepolto nella cappella di proprieà dell'Accademia delle arti del disegno all'interno del convento della Santissima Annunziata di Firenze. L'Accademia ancora oggi conserva una parte del suo archivio e tutti i suoi diari.

Attività di recupero e di preservazione[modifica | modifica wikitesto]

Roma (1944), soldati tedeschi della divisione Hermann Göring in posa di fronte a Palazzo Venezia con un quadro prelevato nella Biblioteca del Museo Nazionale di Napoli prima dell'ingresso delle truppe alleate nella città, durante la cerimonia di restituzione delle opere alla RSI[2]
Roma (1943), soldati tedeschi trasportano casse piatte di legno contenenti opere d'arte prelevate nella Biblioteca del Museo Nazionale di Napoli durante la cerimonia di restituzione alla RSI

Selezione di opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • Siviero, R. (1936) La selva oscura, Firenze, Le Monnier

Monografie[modifica | modifica wikitesto]

  • Siviero, R. (1948) Sulle opere d'arte italiane recuperate in Germania, Roma, Accademia nazionale dei Lincei
  • Siviero, R. (a cura di) (1954) Gli ori e le ambre del museo nazionale di Napoli, Firenze, Sansoni
  • Siviero, R. (1960) Viaggio nella Russia di Krusciov, Firenze, Sansoni
  • Siviero, R. (1976) La difesa delle opere d'arte: testimonianza su Bruno Becchi, Firenze, Accademia delle Arti del Disegno (s.d.)
  • Siviero, R. (1984) L'arte e il nazismo: esodo e ritrovo delle opere d'arte italiane, 1938-1963, Firenze, Cantini

Cataloghi curati[modifica | modifica wikitesto]

  • Siviero, R. (a cura di) (1950) Seconda Mostra Nazionale delle opere d'arte recuperate in Germania, Firenze, Sansoni
  • Siviero, R. (a cura di) (1950) Second national exhibition of the works of art recovered in Germany, Firenze, Sansoni
  • Siviero, R. (1964) Le statue dell'Universita inaugurate nel secondo centenario della restaurazione dell'Ateneo, 1764-1964, Sansoni, Firenze
Casa Siviero

Casa Siviero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo Casa Rodolfo Siviero.

Rodolfo Siviero lascia, per disposizione testamentaria, la sua casa e tutti i beni in essa contenuti alla Regione Toscana la quale, dopo 8 anni dalla sua morte, la trasforma in un museo. Dal 1998 il museo Casa Siviero è gestito dalla Regione Toscana in collaborazione con l'associazione "Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini".

Il primo piano è aperto al pubblico mentre il secondo, che per volontà dello stesso Siviero era stato dato in usufrutto alla sorella, non è ancora agibile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ettore Vittorini, L'agente segreto dell'Arte che salvò migliaia di opere in Via Palestro 24, vol. 3, nº 2, aprile 2007, p. 8. URL consultato il 2010-02-06.
  2. ^ Antonio Spinosa, Salò. Una storia per immagini, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1992, p. 57. ISBN 978-88-04-55907-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bravi, F. (1965) Fiorentini in Alto Adige nell'età di Dante, Bolzano, Centro Studi Atesini
  • Collotti, E.; Mariani, R. (s.d.) The water colours of Hitler. L'opera ritrovata. Omaggio a Rodolfo Siviero, Firenze, Alinari I.D.E.A., ISBN 978-88-7292-368-9
  • Paolucci, F. (2003) Catalogo del Museo Casa Rodolfo Siviero di Firenze. La raccolta archeologica, Firenze, Olschki, ISBN 978-88-222-5237-1
  • Sanna, A. (2006) Catalogo del Museo Casa Rodolfo Siviero di Firenze. Pitture e sculture dal Medioevo al Settecento, Firenze, Olschki, ISBN 978-88-222-5498-6
  • Martinelli, M. (2007) L'immagine del guerriero attraverso Europa, Africa, Asia, Firenze, Centro stampa Giunta Regione Toscana
  • Sanna, A. (2007) Quando penso a te che sei mio amico. Rodolfo Siviero e Giacomo Manzù, Firenze, Centro stampa Giunta Regione Toscana
  • Bottari,F. (2013) Rodolfo Siviero, avventure e recuperi del più grande agente segreto dell'arte, Roma, ed.Castelvecchi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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