Rocky (film)
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| « In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l'unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed, se io riesco a reggere alla distanza e se quando suona l'ultimo gong io sono ancora in piedi, se sono ancora in piedi io saprò per la prima volta in vita mia che, che non sono soltanto un bullo di periferia. » | |
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(Rocky)
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Rocky è un film del 1976 diretto da John G. Avildsen. Sylvester Stallone, allora attore poco conosciuto, ha scritto ed interpretato questo film, grazie al quale è divenuto uno dei volti più amati di Hollywood. Il film vinse tre premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regia davanti a film come Taxi Driver, Quinto potere, Pasqualino Settebellezze Tutti gli uomini del presidente, Questa terra è la mia terra, L'immagine allo specchio e registi del calibro di Martin Scorsese, Sidney Lumet, Lina Wertmuller, Alan J. Pakula, Hal Ashby, Ingmar Bergman.
Realizzato con un budget di soli 1,2 milioni di dollari, ne incassò al botteghino 117,2. Il film ha avuto 5 seguiti: II, III, IV, V e Rocky Balboa.
Il film venne girato in soli 28 giorni nel 1976 a Filadelfia, USA.
Grazie a Rocky, Stallone divenne il terzo uomo nella storia del cinema dopo Charlie Chaplin e Orson Welles a ricevere, per lo stesso film, la nomination all'Oscar sia come sceneggiatore che come attore.
Nel 2006 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Indice |
[modifica] Trama
[modifica] Introduzione: Rocky Balboa
La storia comincia il 25 novembre 1975. Al “Cambria Fight Club” di Philadelphia si sta disputando un cruento incontro di pugilato fra Rocky Balboa e Spider Rico.
Molti hanno scommesso per la vittoria di Rocky, molti altri per quella di Rico.
Quest’ultimo appare più convinto dell’avversario e lo mette sottotorchio, ma al 2° round Spider commette una grave scorrettezza: da una testata all’avversario che reagisce d’impeto e si scaglia contro di lui mosso più dal dolore e dalla rabbia che dalla lucidità.
Con pochi ma devastanti colpi di sinistro mette K.O. l’avversario e ciò gli permette di aggiudicarsi l’incontro rimediando un bernoccolo in testa e circa 42 dollari per la vittoria che gli servono per tirare a campare.
Ma quando torna alla palestra dove si è allenato negli ultimi 6 anni scopre che il proprietario della stessa, Mickey Goldmill, lo ha cacciato sequestrandogli l’armadietto perché non vuole più allenarlo a causa della sua scarsa applicazione.
Quando Rocky gli dice di aver battuto Spider Rico, questi risponde che si trattava di un brocco.
Dunque sembra proprio che non possa avere un grande futuro come pugile, anche perché gli incassi sono miseri e gli avversari per lo più dilettanti.
Vive molto di stenti, in una casa piccola e inospitale e anche decisamente disordinata.
L’unico a rispettarlo è Mr. Gazzo (o Gasco), un gangster che comanda in un quartiere di periferia della città che ha prestato del denaro a molti lavoratori del porto occupandosi di “strozzinaggio”. Affida a Rocky l'incarico di esattore: deve cioè riscuotere il denaro dai debitori, e se questi non vogliono pagare lui deve rompere il polso allo sventurato.
Una volta si imbatte in un debitore che lavorava al porto e che non gli aveva dato la cifra pattuita. Questi lo implora di non rompergli il dito e Rocky, che infondo è uno buono e a cui non riesce affatto di fare il “duro”, lo "risparmia".
Mr. Gazzo gli da una paga di 50 dollari quando sa che Rocky dovrà uscire, per il Thanksgiving Day, con una ragazza del quartiere, Adrian Pennino, che lavora in un negozio d’animali.
Questa ragazza, molto timida che non esce mai di casa, piace a Rocky che ogni giorno si reca al negozio di animali per prendere (e spesso non lo paga) il mangime per le sue tartarughe, che si chiamano “Tarta” e “Ruga”; le racconta una barzelletta per provare a farle colpo ma la ragazza non le capisce e per timidezza non gli risponde neanche, rifiutando sempre di farsi accompagnare a casa.
Inoltre non gli rivolge quasi mai la parola, lo saluta appena e Rocky resta risentito, così cerca di farsi spiegare dal fratello di Adrian perché “non se la fila”.
Adrian è la sorella di Paul “Paulie” Pennino, altro italo americano amico di Rocky, che lavora presso una macelleria e che incontra spesso al bar del quartiere.
Paulie gli ha presentato Adrian che vive con lui e lo invita a trascinarla un po’ fuori perché la sorella all’età di 25 anni non esce mai e a suo dire sembra una mummia.
Così per il giorno del ringraziamento, il 27 novembre, Rocky viene invitato a cena da Paulie con la scusa di farlo uscire con Adrian. Ma proprio nel momento in cui alla televisione viene data la notizia che il campione del mondo di pugilato Apollo Creed sta cercando un nuovo sfidante per il combattimento in programma il 1° gennaio, Adrian si rifiuta di uscire e Paulie reagisce andando su tutte le furie.
Rocky però riesce a convincerla parlando attraverso la porta della stanza in cui Adrian si è nascosta in lacrime: escono e lui la porta a pattinare in un pala ghiaccio dove si conoscono meglio, raccontandosi alcune vicende della loro vita.
Rocky prende più coraggio e alla fine la invita a casa sua. Dopo vari tentativi di farla sedere sul divano vede che la ragazza si imbarazza quando si toglie il maglione, così da rimanere in canottiera.
Tenta di fuggire, ma lui la implora di restare. Le toglie il cappello e gli occhiali e la bacia mostrandosi sorprendentemente dolce quanto muscoloso.
Adrian finalmente vince un po’ parte della sua timidezza e dopo qualche giorno decide di fidanzarsi con Rocky.
[modifica] L'occasione
Nel frattempo a Philadelphia è giunto da un paio di giorni il campione del mondo dei pesi massimi, l’imbattuto Apollo Creed. Questi e i suoi procuratori hanno organizzato una campagna pubblicitaria faraonica per dare vita all’evento del secolo che si terrà a Philadelphia il prossimo 1° gennaio e cioè un match per festeggiare la ricorrenza del Bicentenario degli Stati Uniti D’America.
In questa occasione, il campione del mondo dei pesi massimi metterà in palio il suo titolo in un match che si preannuncia spettacolare. Il suo sfidante è l’irlandese Mac Lee Green, ma questi purtroppo e proprio nel giorno del ringraziamento, si è fratturato la mano mentre si allenava, e darà forfait.
I manager e i procuratori di Apollo non riescono a trovare un sostituto, neanche fra i pugili più accreditati del momento, anche perché alcuni sono fuori forma e non riuscirebbero a preparate l’incontro in così breve tempo (mancano infatti solo 35 giorni, cioè cinque settimane), altri invece hanno proprio paura di vacillare di fronte a tutto il mondo sotto i colpi dell’imbattibile Creed. D’altronde i soldi spesi in pubblicità sono davvero tanti e non vale la pena annullare l’evento.
Serve un’idea e subito e la trova Apollo: offrirà ad un pugile di Philadelphia l’opportunità di battersi per il titolo suscitando così l’immaginazione e i desideri della gente, e ovviamente ne avrebbe guadagnato in popolarità acquisendo la fama del sentimentale. Così cerca sull’annuario dei pugili di Philadelphia… e l’occhio cade su “Lo Stallone Italiano”, il soprannome di Rocky Balboa. Questi è un pugile sconosciuto, ma ad Apollo, per questioni di nazionalismo, piace l’idea di battersi con un discendente di Colombo che era italiano e che aveva scoperto l’America.
Nel frattempo una sera Rocky accompagna a casa Merie, una ragazzina di 12 anni presa per poco di buono dagli amichetti del quartiere. Arrivata a casa questa gli dice “Faffanculo rompipalle” e rincasa; la rivedremo da grande nel capitolo finale.
Il giorno appresso Rocky si dirige alla palestra di Mickey che gli dice che i manager di Creed lo hanno cercato. Poi lo tratta di nuovo in malo modo: Rocky se ne va via molto arrabbiato urlandogli contro il suo disappunto.
Si dirige così allo studio dei manager di Creed pensando che lo abbiano cercato per fargli fare il partner per gli allenamenti del campione.
Invece Mr. Jerkens, un famoso organizzatore di eventi sportivi a livello mondiale che ha organizzato il combattimento di Apollo con Lee Green, lo riceve e gli dice che Apollo Creed, per la sfida del 1° gennaio, ha scelto proprio lui lasciandolo a bocca aperta per la grande sorpresa.
Sicuramente un'occasione unica destinata a cambiare le sorti per una vita povera di soddisfazioni per il giovane pugile, anche redditizia da un punto di vista economico perché la borsa si aggira sui 150.000 $.
Così compare alla stampa e alla TV e viene presentato come lo sfidante del campione comparendo davanti alle telecamere al fianco di Creed in persona.
Purtroppo viene trattato abbastanza in malo modo dai giornalisti che quasi non lo fanno parlare,ma fa in tempo a salutare la fidanzata Adrian dalla TV.
A questo punto, saputa la grande notizia, il suo ex allenatore Mickey Goldmill va a trovarlo a casa (è la prima volta in sei anni che viene) e gli propone di fargli da manager in quanto, da ex pugile ha una grande esperienza da insegnargli.
Rocky, ancora incavolato per il fatto che Mickey lo ha cacciato e perché alcuni anni prima ha rifiutato di aiutarlo quando aveva bisogno, si rifiuta e lo caccia chiudendosi in bagno urlando contro di lui.
Poi però, compreso di aver bisogno di qualcuno che lo alleni a dovere, si pente e si riappacifica con l'anziano manager andandogli incontro.
Goldmill è un ex pugile, ha grande esperienza e metodi di allenamento molto artigianali ma efficaci.
Non è mai riuscito a sfondare per sfortuna o infortuni, ma adesso è entusiasta perché Rocky ha l'opportunità che lui non ha mai avuto: combattere tra i professionisti veri.
[modifica] L'allenamento
Comincia così ad allenarsi pesante: sveglia alle quattro del mattino, colazione veloce con cinque tuorli d’uovo in un bicchiere da mandar giù in un sol colpo, corsa lenta per le strade ancora buie e assonnate di Philadelphia fino alla scalinata del Museum of Art, allenamenti in palestra e... in macelleria.
Si perché Paulie, per guadagnarsi un po’ di soldi con il nome di Rocky, convince il padrone a farlo allenare nel frigorifero della macelleria dove sono appesi i quarti di bue.
Così lui si mette a dare pugni violentissimi ai quarti di bue e Paulie fa pubblicità alla macelleria in TV, che va vedere come Rocky si allena lasciando impressionato per la potenza dei colpi Duke, il trainer di Apollo Creed che lo osserva dalla televisione.
Ma Apollo è il campione e non sembra preoccuparsene tanto, intento com’è a mandare fiori alla moglie del sindaco e farsi pubblicità. All’inizio gli allenamenti sono estenuanti, Rocky non è affatto in forma e arriva in cima alla scala del museo senza fiato.
Inoltre deve assolutamente astenersi dal sesso.
L’amore fra lui e Adrian sboccia, ma il giorno di Natale la ragazza litiga pesantemente con suo fratello e questi la sbatte fuori di casa.
Va così a dormire (e guai a fare altro!) da Rocky che dorme sul divano.
Qualche giorno dopo Paulie va in palestra a scusarsi con Rocky che sta finendo un allenamento col sacco e che finalmente ha raggiunto un ottimo livello di forma grazie agli allenamenti quotidiani.
Alla fine riesce nell’impresa di correre da casa sua fino alla cima della scalinata del museo e la storica corsa si conclude con Rocky esultante e ancora pieno di energie per aver superato questa dura prova.
L’ultimo dell’anno (e cioè il giorno prima dell’evento) Rocky non riesce a dormire, lascia Adrian e si reca allo “Spectrum”, teatro dell’evento.
Qui incontra Jerkens e gli fa notare che hanno sbagliato a colorargli i pantaloncini.
L’organizzatore risponde che non è un dettaglio rilevante, anche perché (anche se non glielo dice) il campione che conta d’altronde non è lui ma Creed.
Rocky torna a casa come se si fosse svegliato da un sogno e a letto assieme ad Adrian prova molta sfiducia in sé stesso, anche perché non è mai stato nessuno ed è chiaro che non può vincere contro il campione, ma poiché nessuno ha mai resistito 15 round contro Creed, allora dice ad Adrian che proverà il tutto per tutto per resistere in piedi per 15 riprese… almeno così diventerà qualcuno.
[modifica] L'incontro
Arriva il gran momento e il 1° gennaio del 1976 si apre con lo “Spectrum” di Philadelphia gremito in ogni ordine di posto. L’evento sarà seguito in tutto il mondo, in occasione della festa dei duecento anni dell’America.
Rocky, prima del match, si trova negli spogliatoi.
Prega e saluta Adrian poi si dirige con una vestaglia gialla verso lo stadio, in cui appare il nome del mattatoio in cui lavora Paulie. I telecronisti lo presentano come un pugile mancino semisconosciuto e soprannominato “Lo Stallone Italiano” che ha in attivo 64 incontri, di cui 44 vittorie (di cui 38 per KO) e 20 sconfitte. Inoltre sottolineano, come in effetti evidente, che “difficilmente stasera potrà ritoccare il record di vittorie”.
A questo punto entra il campione in carica dei pesi massimi Apollo Creed, che inscena uno sfarzoso siparietto in cui fa il suo ingresso nei panni prima di George Washington (lanciando dollari al pubblico) e poi dello Zio Sam, due icone della storia americana.
Rocky non è minimamente considerato dai pronostici dei bookmaker che lo vedono KO già entro la terza ripresa.
In effetti lo stesso Creed entra e fa con le dita il numero “3” e cioè ha pensato di far durare l’incontro per tre riprese.
All’inizio del match si verifica un inatteso cameo: il pugile Joe Frazier (vero ex campione del mondo e all’epoca il più grande sfidante di Muhammad Alì) viene presentato e va a salutare i due pugili.
Frazier ad Apollo dice: “Hai avuto paura a non scegliere me!” e Creed inscena una specie di scherzosa pantomina come a dire “Quando vuoi".
Apollo scherza anche con Rocky e lo tratta da perfetto imbecille, ma lui rimane concentrato.
Inizia il match e Apollo comincia a punzecchiare con il jab Rocky saltellandogli attorno; naturalmente non fa sul serio, ma appronta il match come una specie di gioco.
Ma dopo meno di un minuto è già clamorosamente a tappeto centrato da un sinistro micidiale di Rocky: per la prima volta il campione viene messo a terra.
Apollo si agita e comincia a colpire con più impeto, ma sempre facendo capire di voler fare spettacolo e in questo modo Rocky riesce a rimanere in piedi fino alla fine dei tre minuti.
Terminata la prima ripresa, nell’angolo l’allenatore Duke, che ha assistito agli allenamenti da “macellaio” di Balboa, lo mette in guardia dicendo ad Apollo che il suo avversario non ha capito che fa scena e che può diventare pericoloso, così lo invita a chiudere subito il match.
Ma il combattimento va avanti anche oltre la terza ripresa, Apollo inizia a fare sul serio e riempie di colpi l’avversario che più volte finisce al tappeto e rischia di capitolare (a metà del match viene salvato dalla campana), ma resiste.
Giunti al 14° round Apollo colpisce fino a metterlo al tappeto; crede di aver vinto e alza le mani al cielo, ma caparbiamente Rocky si rialza di nuovo, ormai con gli occhi chiusi e il naso rotto per i colpi presi e ancora stoicamente incita Apollo a venire avanti. Il pubblico è estasiato dalla determinazione dello sfidante che ha resistito al massacro per oltre mezz’ora e che ha ancora la forza di combattere.
Finito il 14° round, Rocky non ci vede più, ma si fa liberare l’occhio destro malandato per continuare a combattere; anche Apollo è ridotto male, soprattutto ha subito un trauma al fianco destro, ma non ha intenzione di mollare, come dice sofferente a trainer Duke. Inizia l’ultimo round: Creed è stremato ma attacca ancora. Rocky raccoglie le energie, incassa alla fine attacca Creed con tutte le sue forze.
Il campione sta per barcollare.
Ma il tempo finisce e stavolta la campana salva Creed.
I due si abbracciano e Apollo, in affanno, dice a Rocky: “Non ci sarà rivincita…” e Rocky risponde “E chi la vuole!”.
[modifica] Epilogo
Il pubblico, in visibilio per il grande spettacolo applaude il fino ad allora sconosciuto concittadino Balboa e lo stesso Mr. Jerkens al microfono battezza questo incontro come “uno dei più memorabili incontri nella storia della boxe”.
Sta per dare il verdetto mentre Rocky, ancora malconcio quando viene intervistato, cerca Adriana fra la folla.
Alla domanda del giornalista sul suo futuro risponde: “Non mi frega niente del futuro, vattene via!!!” e nella confusione più totale continua a chiamare il nome della sua amata.
Viene dato il verdetto: Creed vince ai punti e conserva il titolo di campione del mondo, ma il pubblico continua a gridare forte il nome di Rocky.
Adrian corre verso il ring e, grazie anche a Paulie che elude i poliziotti, raggiunge Rocky.
I due si abbracciano e si dichiarano amore coronando in un concentrato di emozioni il giorno più bello della loro vita, anche se non sanno quanti avversari dovrà ancora affrontare Rocky.
[modifica] Produzione
[modifica] Origini
Prima dell'avvio alla produzione, Sylvester Stallone era un attore di basso rilievo, dopo varie partecipazioni in film tra cui Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen. Il 24 marzo del 1975, il manager Don King organizza un incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner. L'incontro, sebbene alla fine vinto dal campione, è rimasto famoso nella storia pugilistica per aver visto Ali più volte in seria difficoltà, adirittura al tappeto durante la nona ripresa. Tra gli spettatori di quell'incontro c'era anche Stallone, il quale una volta tornato a casa ha un'ispirazione e in soli tre giorni scrive una stesura, poi cambiata più volte prima di arrivare a quella definitiva, dedicata proprio a quel pugile sconosciuto che tanto l'aveva colpito.
Una sceneggiatura che gli cambierà per sempre la vita; e così dalla sua penna nasce Rocky, un ragazzo italo-americano cresciuto nella dura realtà della periferia di Filadelfia, che riesce a farsi strada nella vita grazie al pugilato.
[modifica] Post-Produzione
Stallone riesce alla fine ad entrare in contatto con i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff, che decidono di scommettere sulla sceneggiatura dell'attore. Stallone, però, capisce che se fosse dovuto entrare nella produzione avrebbe anche dovuto intepretare il ruolo del protagonista. I produttori furono subito in disaccordo con lui, in quanto pensavano per la parte a degli attori già consolidati come Ryan O'Neal, Burt Reynolds e James Caan. Alla fine Stallone fu accontentato, dopo essergli stata offerta una notevole e sempre crescente somma di denaro per cedere lo script.
La colonna sonora fu composta da Bill Conti. La canzone di tema principale, "Gonna Fly Now" fu composta in una sola settimana dal 2 luglio a 8 luglio 1977. La colonna sonora completa fu rilasciata nel 1988 da EMI su CD e cassetta. Inseguito Bill Conti sarà anche il compositore della saga di Rocky, ad eccezione del quarto film.
Il film viene girato in pochi giorni e a basso costo nella città di Filadelfia, anche se vengono chiamati attori di primaria grandezza come Burgess Meredith, Talia Shire, che per la sua interpretazione ricevette una nomination all'Oscar e al Golden Globe 1977 come migliore attrice protagonista, e Burt Young. Dopo l'uscita del film, questo viene candidato ai premi Oscar, tra cui Stallone per "miglior attore protagonista" e "miglior sceneggiatura".
[modifica] Successo
Alla sua uscita nella sale americane, il film ottenne un grade successo, incassanto 177 milioni di dollari contro un budget di 1,2 milioni. Nel giro di pochissimi mesi si rivela un successo di pubblico e critica, con tre Oscar vinti (miglior film, miglior regia e miglior montaggio) e ben sei nomination, tra cui quelle per Stallone come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, diventando la terza persona al mondo, dopo Chaplin e Orson Welles, ad avere queste due candidature nello stesso anno; inoltre vince il David di Donatello come miglior attore straniero.
I tre oscar ottenuti appaiono ancora più sorprendenti se si pensa che nel 1977 erano in concorso film del calibro di Taxi Driver, con Robert De Niro e diretto dal regista Martin Scorsese, Quinto potere e Tutti gli uomini del Presidente, con la coppia Dustin Hoffman e Robert Redford.
[modifica] Vittoria agli Oscar
Nel 1977 il film ottiene ben 3 statuette, competendo con Taxi Driver, Quinto potere, Tutti gli uomini del presidente e Questa terra è la mia terra . Annunciato da Jack Nicholson, i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoffsi si avviano trionfanti verso i due Oscar, accompagnati dall'attore Sylvester Stallone, sotto una colonna sonora di Bill Conti. Oltre al premio per il miglior film, Rocky si aggiudica l'Oscar per la miglior regia e per il miglior montaggio. All'uscita del film, Rocky si aggiudica un ottimo incasso e una buon critica.
[modifica] Doppiaggio italiano
- In questo film della serie Stallone è doppiato da Gigi Proietti, invece che dallo storico doppiatore Ferruccio Amendola.
- Nell'edizione italiana dei film alcuni nomi sono stati cambiati: il nome originale di Adriana è "Adrian", quello dell'allenatore di Apollo Creed è "Duke" anziché "Tony", mentre il nome di Gazzo è stato cambiato in "Gasco".
[modifica] Curiosità
- Parecchi membri della famiglia Stallone sono stati coinvolti nella produzione: suo padre Frank è il cronometrista dell'incontro e suo fratello Frank Jr. ha una piccola parte (è il ragazzo che Rocky saluta per strada quando torna a casa sua per la prima volta con Adriana). Nel film vi è persino il suo cane Butkus (chiamato Birillo nel doppiaggio italiano).
- Il film si ispira alla vera storia del pugile Chuck Wepner, che infatti è stato sopranominato "Il vero Rocky", per aver resistito 15 round contro il fenomeno Muhammad Ali.
- Il budget del film è stato di circa 1.1 milioni di dollari. Complessivamente ha incassato 117.2 milioni di dollari.[1]
- Il finale prevedeva in origine che Rocky vincesse ai punti, ma Stallone decise di cambiarlo perché secondo lui questo finale più "buono" per Rocky avrebbe reso l'esito finale del film banale sia per la critica sia per il pubblico.
- Nel doppiaggio italiano c'è un errore: quando va a casa di Rocky per diventare suo manager, Mickey afferma che "io ho 76 anni". Ma nella scena della sepoltura dello stesso Mickey, (Rocky 3) si evince che egli sia nato nel 1905; Essendo il primo Rocky ambientato negli anni 70, presumibilmente nel 1976 - anno di uscita del film, il vecchio allenatore potrebbe avere al massimo 71 anni. Curiosamente, nello spazio temporale dei tre episodi in cui è coinvolto la sua vita dura appunto 76 anni (1905-1981).
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Rocky (film)
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Rocky dell'Internet Movie Database
- Scheda su Rocky de Il mondo dei doppiatori
- (EN) Sito su cui è possibile reperire la trama di ogni film della serie, i trailer e tanto altro materiale su Rocky Balboa
- Sito amatoriale in italiano su Rocky Balboa
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