Robin Hood - Un uomo in calzamaglia

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Robin Hood - Un uomo in calzamaglia
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Scena del film
Titolo originale Robin Hood: Men in Tights
Paese di produzione USA, Francia
Anno 1993
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Mel Brooks
Soggetto Evan Chandler, J.D. Shapiro
Sceneggiatura Mel Brooks, Evan Chandler, J.D. Shapiro
Produttore Mel Brooks
Fotografia Michael D. O'Shea
Montaggio Stephen E. Rivkin
Musiche Mel Brooks, Hummie Mann
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Robin Hood - Un uomo in calzamaglia è un film del 1993 diretto dal regista Mel Brooks.

Buona parte del film è una parodia di Robin Hood - Principe dei ladri (1991) di Kevin Reynolds, con Kevin Costner. Non mancano comunque riferimenti ad altri film, quali Il padrino (1972) di Francis Ford Coppola, Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974) e La pazza storia del mondo dello stesso Mel Brooks.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il prode Robin di Locksley, tornato a nuoto dalla Terrasanta fino al suo castello in Inghilterra dopo essere fuggito dalle prigioni di Gerusalemme, si trova davanti ad un'amara sorpresa: le terre della sua famiglia, che nel tempo della sua permanenza all'estero è stata sterminata da un'incredibile congiuntura di eventi sfortunati, sono state infatti espropriate dai creditori in pagamento delle tasse arretrate. Dopo aver salvato un ragazzo di colore, Etcì, figlio del suo compagno di fuga Starnit e in Inghilterra, ed aver recuperato il suo fedele servitore cieco Bellosguardo, Robin si rivolta contro il piagnucoloso principe Giovanni e il suo fidato tirapiedi, lo sceriffo Smerdino di Ruttingham, e chiama a raccolta i popoli oppressi dalla tirannia del principe. Nascono così gli "Allegri Compagni della Foresta", capitanati da Robin Hood e dal suo fido secondo, il tonto Little John.

Frattanto, alla corte del principe Giovanni, la nobile Lady Marian di Batman sogna l'arrivo dell'uomo che le ruberà il cuore e, soprattutto, le porterà finalmente la chiave della sua cintura di castità in acciaio inossidabile. Resistendo ai rozzi tentativi di corteggiamento da parte dello sceriffo di Ruttingham, la fanciulla si innamora di Robin e tenta di salvarlo dalla trappola che lo sceriffo ha ordito per catturarlo: con l'aiuto del mafioso Don Giovanni (parodia di Marlon Brando nel famoso film de Il padrino), Ruttingham trama infatti di attirare Robin in un torneo di tiro con l'arco e di farlo uccidere a tradimento dai sicari di Don Giovanni.

Naturalmente, Robin non è in grado di resistere alla sfida e partecipa al torneo, durante il quale viene catturato e condannato a morte. Pur di salvargli la vita, Lady Marian si offre però di sposare lo sceriffo di Ruttingham, matrimonio che sfuma quando Robin viene liberato dai suoi compari. Nel duello fatale che ne consegue, Ruttingham viene trapassato a morte dalla spada di Robin, ma l'orrenda maga del castello, Latrina, lascivamente innamorata di lui, gli offre la salvezza in cambio della promessa di sposarla. Durante il duello si scopre che la chiave che Robin aveva ricevuto in eredità dal padre, e che si diceva aprisse "il più grande tesoro di tutto il reame", si rivela essere proprio della misura giusta del lucchetto della cintura di Marian.

Il film si chiude sulla scena della prima notte di nozze di Robin e Marian, ma pur avendo in mano la chiave giusta, il lucchetto della cintura di castità non funziona come dovrebbe...

Citazioni da altre opere di Mel Brooks[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film raccoglie le idee seminate nel 1975 da Mel Brooks nel suo telefilm Le rocambolesche avventure di Robin Hood contro l’odioso sceriffo.
  • Mel Brooks, nei panni del Rabbino Tuckman, nella scena finale mentre Re Riccardo bacia Lady Marian, dice la battuta che era solito dire quando vestiva i panni de Re Luigi XVI nel film La pazza storia del mondo: "È bello essere il re".
  • Lo sceriffo di Ruttingham chiede al principe Giovanni se l'enorme neo che ha sul viso (sopra il labbro) non si trovasse, precedentemente, sull'altro lato del volto: tale neo infatti cambia posizione più volte nel corso del film. Il principe inoltre risponde perplesso "E chi l'ha spostato?". Una gag simile è rappresentata in Frankenstein Junior, altro film di Mel Brooks, del 1974, in cui è la gobba di Igor a risultare peregrina. Similmente il Dottor Frederick Frankenstein confesserà ad Igor le medesime perplessità circa le precedenti locazioni della gobba; un altrettanto perplesso Igor gli risponderà: "Quale gobba?".
  • Quando Etcì viene nominato da Robin nuovo sceriffo, tutti i presenti dicono "Uno sceriffo negro?!". Etcì risponde riferendosi a un altro sceriffo di colore presente in un'altra opera di Brooks, Mezzogiorno e mezzo di fuoco del 1974.

Citazioni di altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • In lingua originale il nome completo del personaggio di Will è Will Scarlett O'Hara. Nel film Robin Hood - Principe dei ladri c'è un personaggio che si chiama Will Scarlett e in lingua originale la protagonista di Via col vento si chiama Scarlett O'Hara (italianizzato nel doppiaggio del film in "Rossella O'Hara") . Quindi il nome di Will è una doppia parodia, cosa che nel doppiaggio italiano si è perso. Nella versione originale, inoltre, egli dichiara di venire dalla Georgia (stato in cui è ambientato Via Col Vento); nella versione italiana viene dal Mississippi.
  • Il ragazzino che all'inizio del film dice "Devo dire a mia mamma che ho perso l'aereo" è un chiaro riferimento a Mamma ho perso l'aereo (uscito proprio in quegli anni).
  • Durante l'intrusione al castello del principe Giovanni, Cary Elwes esclama (nell'adattamento italiano) "Io sono diverso dagli altri Robin Hood, non sono uno che balla con i lupi", chiaro riferimento al film Robin Hood - Principe dei ladri e al suo interprete, Kevin Costner. La battuta in versione originale suonava "Io sono diverso dagli altri Robin Hood perché posso parlare con accento britannico", in riferimento al fatto che Cary Elwes è stato il primo attore inglese ad interpretare Robin Hood, a differenza dei suoi predecessori che imitavano soltanto l'accento britannico pur provenendo da altre nazioni.
  • La scena dell’arrivo al castello di Robin, che si insinua tra i tavoli durante un banchetto ricalca il Robin Hood di Errol Flynn La leggenda di Robin Hood.
  • Matthew Porretta, che qui interpreta Will Rossella O'Hara, è stato Robin Hood nelle prime due stagioni del telefilm Le nuove avventure di Robin Hood.

Parodie[modifica | modifica wikitesto]

  • Il discorso di Robin ai contadini, nella versione originale, è una parodia del discorso We shall fight on the beaches di Winston Churchill. Nel doppiaggio italiano, invece, Robin si ritrova a fare una parodia di Benito Mussolini, con tanto di richiami alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 (Vincere e vinceremo!) e la battuta Meglio un giorno da cinghiale che cento da porchetta (parodia dello slogan Meglio un giorno da leone che cento da pecora, largamente usato durante il Ventennio fascista).
  • Il discorso di Etcì ai contadini, successivo a quello di Robin, è invece chiara parodia dei discorsi di Malcolm X.

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