Roberto de Nobili

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Roberto de Nobili (Montepulciano, settembre 1577Madras, 16 gennaio 1656) è stato un gesuita e missionario italiano.

Educazione e vocazione[modifica | modifica sorgente]

Nato in una potente famiglia dell'aristocrazia toscana nel settembre del 1577, entrò nella Compagnia di Gesù a Napoli nel 1596 ed ebbe un'approfondita educazione filosofica e scientifica prima di partire come missionario per l'India meridionale nell'ottobre del 1604.

La missione in India[modifica | modifica sorgente]

Sbarcato a Goa nel 1605, dopo un breve soggiorno a Kochi e nella Costa dei Pescatori, giunse a Madurai l'anno successivo e si convinse presto che i sistemi usati fino ad allora nell'opera di evangelizzazione erano sbagliati. Per convertire le gente di cultura e di religione induista, secondo de Nobili, bisognava infatti entrare nel loro modo di vivere e di pensare, essere "indus inter indos".

Per questo, secondo de Nobili, i preti cristiani dovevano evitare le tonache nere (guardate con diffidenza in India) e decise di vestirsi come un sadhu, ossia uno dei monaci indiani. Successivamente si rese conto che come sadhu non poteva accedere all'ascolto dei ceti dei proprietari terrieri, così, facendo anche riferimento alle proprie nobili origini, si presentò come brahmino e lentamente conquistò sempre maggiori fiducia ed ascolto fra i diversi ceti delle popolazioni locali.

Fu il primo europeo a imparare perfettamente il sanscrito, il tamil ed il telugu, in modo da poter predicare il Cristianesimo spiegandolo ai locali nella loro lingua e controbattendo le argomentazioni degli altri brahmini.

I suoi metodi destarono la reazione di molti altri missionari, compresi i gesuiti, ma nel 1623 de Nobili ottenne da Gregorio XV l'approvazione pontificia con l'emissione della costituzione apostolica "Romanae sedis Antistes" (31 gennaio 1623).

Morì quasi cieco a Mylapore, dopo una vita di studi.

L'eredità culturale e gli scritti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1659 la Chiesa cattolica adottò il metodo de Nobili come politica ufficiale dei missionari, invitandoli a rispettare gli usi e i costumi delle popolazioni locali.

Il suo Tractatus de Brachmanum Theologia è considerato una delle opere più interessanti sugli studi indologici del XVII secolo. Tradusse e fu autore in linguaggio sanscrito e tamil di altre numerose opere cattoliche, fra le quali spiccano un "Compendio della dottrina cristiana" ed una "Vita della nostra Signora".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Falorni. Senesi da ricordare – Brevi cenni sulla biografia e le opere dei principali personaggi storici senesi dalle origini ai nostri giorni. Siena. Pericoli,1982.
  • (EN) Vincent Cronin. A Pearl to India: The Life of Roberto de Nobili. 1959. ISBN 0-246-63709-9
  • S. Rajamanickam. The first Oriental Scholar, Tirunelveli, 1972.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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