Roberto Peci

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Roberto Peci (Ripatransone, 2 luglio 1956Roma, 3 agosto 1981) è stato un operaio italiano ucciso dalle Brigate Rosse.

Il sequestro[modifica | modifica sorgente]

In seguito al pentimento del fratello Patrizio, esponente di spicco dell'organizzazione terroristica, Roberto Peci, fu sequestrato il 10 giugno 1981 a San Benedetto del Tronto da un commando di quattro terroristi.

L'omicidio di Roberto Peci, fratello di Patrizio primo pentito delle BR, fu deciso dall'ala movimentista delle Brigate Rosse, guidata da Giovanni Senzani, molto probabilmente, per "una feroce vendetta trasversale, dietro la quale si intravedeva un messaggio a tacere sui misteri del caso Moro, rivolto agli altri brigatisti arrestati e divenuti collaboratori di giustizia"[1].

Il "processo" delle Brigate Rosse[modifica | modifica sorgente]

Peci fu accusato di tradimento e delazione, conseguenza dell'arresto e del pentimento del fratello Patrizio, e nei 55 giorni di prigionia fu spesso sottoposto a interrogatorio dai suoi sequestratori, capeggiati da Giovanni Senzani.

L'interrogatorio fu filmato ed inviato agli organi di stampa.[2]. Prima dell'interrogatorio, Senzani chiese a Peci di mostrarsi, nel video, molto addolorato durante la lettura della sentenza di morte, assicurandogli falsamente che essa non sarebbe stata eseguita[3].

La Rai, allora guidata da Sergio Zavoli, sebbene la messa in onda del filmato fosse richiesta dai brigatisti come condizione necessaria per la liberazione del prigioniero, decise di non mandarlo in onda.[senza fonte]

L'esecuzione[modifica | modifica sorgente]

Roberto Peci fu assassinato il 3 agosto del 1981, dopo 55 giorni di prigionia.

Lo stesso Giovanni Senzani filmò il momento dell’esecuzione, avvenuta con 11 colpi di arma da fuoco, in un casolare abbandonato nella campagna romana, in via Fosso dello Statuario.

La durata della sua prigionia (55 giorni) e le modalità della sua esecuzione (11 colpi di mitra), coincidono con quelle subite dall'onorevole Aldo Moro, rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio 1978, sempre con 11 colpi di mitra.[4].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Secondo quanto scrive il fratello Patrizio nel suo memoriale, Roberto aveva davanti a sé una buona carriera di calciatore, ma dovette smettere proprio per le conseguenze che la famiglia Peci ebbe, in seguito all'ingresso di Patrizio nelle file del Partito Armato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il libro nero della prima repubblica - Rita di Giovacchino, pp.439
  2. ^ Video dell'interrogatorio di Peci da LINEA ROSSA
  3. ^ Come riportato da Veltroni in un'intervista
  4. ^ BrigateRosse.org - I Personaggi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Guidelli: Operazione Peci. Storia di un sequestro mediatico.
  • Walter Veltroni: L'inizio del buio. Alfredino Rampi e Roberto Peci soli sotto l'occhio della tv.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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