Roberto Michelucci

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Roberto Michelucci (Livorno, 29 ottobre 1922Reggello, 13 novembre 2010) è stato un violinista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si diplomò in violino con lode nella classe di Gioacchino Maglioni (1891-1966) nel Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Nel 1950 vinse il primo premio assoluto nella Rassegna Concertisti di Roma.

Le sue registrazioni discografiche hanno ricevuto parole di elogio e ammirazione da critici come: Franco Abbiati ((Milano), Massimo Mila (Torino), Bernard Gavoty (Parigi), E. Moser (Lausanne), E. Muller-More (Ginevra), J. Hawranek (Salisburgo), J. Boehm (Gerusalemme), C. Wilson (Edimburgo), solo per citarne alcuni, inoltre fra i molti premi della sua discografia Philips ricordiamo i più importanti:

Tokio 1972. Roberto Michelucci riceve il Disco D'oro.

Oltre ad essere stato per alcuni anni spalla dei Musici di Roma, ha avuto come collaboratori, fra gli altri, i pianisti Bruno Canino, Maureen Jones, Tullio Macoggi e fra i direttori: Hermann Scherchen, Laszlo Somogji, Bernhard Paumgartner, Lovro von Matacic, Rudolf Kempe, Artur Rodzinsky, Gianandrea Gavazzeni, Ernest Ansermet.

Fu il primo violinista italiano invitato al Festival di Salisburgo eseguendo con la Camerata Accademica del Mozarteum i concerti di Mozart K 219 e K. 211 nell’agosto degli anni 1967 e 1968.

Il suo vasto repertorio comprendeva musiche che vanno dai compositori barocchi ai contemporanei e proprio da questi furono dedicate a lui molte opere, fra cui il Concerto lirico per violino e orchestra di Valentino Bucchi.[1] Presentò per la prima volta in Israele le due Tartiniane per violino ed orchestra (con l'Orchestra Sinfonica di Haifa) di Luigi Dallapiccola, a Ginevra fece conoscere il concerto di Ferruccio Busoni con l’Orchestra della Suisse Romande, al Maggio Musicale Fiorentino presentò le prime per Firenze dei concerti op. 19 di Sergej Sergeevič Prokof'ev, in Re minore di Robert Schumann e in Re min. di Felix Mendelssohn.

Il suo ultimo lavoro è stata l’incisione dell’integrale delle Sonate e Partite per violino solo di Johann Sebastian Bach per la casa discografica Foné.

Oltre ad essere stato membro nelle giurìe di importanti concorsi internazionali e ad aver dato corsi di perfezionamento in molte parti d'Europa, è stato ordinario della cattedra di violino nel Conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia e dal 1960 al 1985 nel Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove ha formato una folta schiera di allievi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Concerto lirico per violino e orchestra di Valentino Bucchi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Vettori: Arte Liutaria N°3 - Dicembre 1985
  • Lexikon der Interpreten klassischer Musik im 20.Jahrhundert von Alain Pàris, dtv/Bärenreiter, ottobre 1992
  • Dizionario degli Interpreti Musicali (Musica Classica e Operistica), TEA I Dizionari UTET, febbraio 1993
  • Archi magazine N. 26 Anno V, novembre - dicembre 2010

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