Roberto Longhi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'ingegnere progettista aeronautico, vedi Roberto Longhi (ingegnere).
Roberto Longhi

Roberto Longhi (Alba, 28 dicembre 1890Firenze, 3 giugno 1970) è stato uno storico dell'arte italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque ad Alba nel 1890 da una famiglia della piccola borghesia emiliana: suo padre, Giovanni, insegnava discipline di base (italiano, storia, geografia e aritmetica) e dava lezioni di contabilità agraria presso la locale Regia Scuola Enologica; sua madre, Linda Battaglia, era stata maestra elementare, prima di abbandonare la carriera scolastica per dedicarsi all'educazione dei suoi tre figli (Cornelia, Elvio e Roberto). Sin dall'infanzia Roberto Longhi maturò curiosità per l'Arte visiva: nacque nella patria di Macrino d'Alba (cui dedicò il suo primo scritto) e quotidianamente gli si presentavano innanzi opere quali la Madonna di Barnaba da Modena (conservata nella chiesa parrocchiale) e il Concertino di Mattia Preti (nel municipio cittadino).

Dopo gli studi secondari condotti sotto la guida di Umberto Cosmo, conseguita la maturità classica, si iscrisse all'Università di Torino, dove fu allievo di Pietro Toesca, col quale si laureò nel 1911 discutendo una tesi sul Caravaggio. Si trasferì poi a Roma, dove si diplomò presso la locale Scuola di Perfezionamento in Storia dell'Arte sotto la guida di Adolfo Venturi, del quale divenne discepolo e stretto collaboratore alla rivista L'Arte, da lui diretta.

Attratto dall'arte di Gustave Courbet e Pierre-Auguste Renoir, colpito dalle opere di Eugène Fromentin e Walter Pater (che ebbe modo di osservare alla Biennale di Venezia), rimase affascinato dalla lettura di Charles Baudelaire e Stéphane Mallarmé; avvicinatosi all'estetica crociana, se ne distaccò presto rimproverandogli una certa refrattarietà nel non distinguere i "campi intuitivi dell'Arte".

Nel 1912 seppe mettersi in mostra offrendosi a Bernard Berenson come traduttore italiano del suo Italian Painters of the Renaissance.

Nel 1924 si sposa con Anna Banti, di cui era stato professore di liceo.

Come commediografo, collaborò con diverse testate specializzate, tra cui la Voce di Giuseppe Prezzolini, una delle principali riviste culturali italiane dell'inizio del '900, L'Arte, Vita artistica e Paragone, da lui fondato nel 1950. Fu docente di Storia dell'arte prima presso l'Università di Bologna (dove insegnò, tra gli altri, a Pier Paolo Pasolini, influenzandone la formazione estetica) poi in quella di Firenze, città dove si spense nel 1970.

Si impegnò nella rivalutazione internazionale di Caravaggio e nella valorizzazione della sua influenza sulla pittura barocca del ‘600. Celebri le due mostre milanesi da lui curate sull’artista bergamasco e sui suoi seguaci, “Caravaggio e i caravaggeschi” nel 1951[1] e “I pittori della realtà in Lombardia” nel 1953.

Intenso anche il suo impegno nel diffondere l'opera di Piero della Francesca, grazie alla pubblicazione nel 1927 dell’omonima monografia tradotta in francese ed inglese[2].

Attento all'arte contemporanea (soprattutto ai futuristi).

Fu anche critico d’arte moderna, tenendo in particolar stima l’opera del pittore metafisico bolognese Giorgio Morandi, del quale è opera fondamentale la sua monografia Giorgio Morandi al “Fiore”[3]. In contatto dal 1927 con l'artista Antonietta Raphael, diede una prima definizione al movimento pittorico della scuola romana, chiamandola inizialmente Scuola di via Cavour.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Breve ma veridica storia della pittura italiana, 1914 [ripubblicata nel 1961]
  • Gentileschi padre e figlia, in «L'Arte» n.19, pp. 235-314, 1916
  • Piero de' Franceschi, Roma, 1927
  • Officina ferrarese, Roma, 1934 [ripubbl. e riveduto in Opere Complete, V; Firenze 1963]
  • Ultimi studi sul Caravaggio e la sua cerchia, in Proporzioni, 1943
  • Giudizio sul Ducento, in Proporzioni, II, 1948
  • Caravaggio, Milano, 1952
  • Piero della Francesca: 1927: con aggiunte fino al 1962, Nuova ed., Firenze, Sansoni, 1963
  • Opere Complete, Firenze, 1963
  • Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, Sansoni [ripubblicata nel 1992]
  • Giorgio Morandi al Fiore, Milano, Electa, 1990
  • Da Cimabue a Morandi: saggi di storia della pittura italiana, Milano, Mondadori, 1978
  • Lettere e scartafacci: 1912-1957: i carteggi tra Roberto Longhi e Bernard Berenson, Milano, Adelphi, 1993
  • 50 documenti primari

Mostre curate[modifica | modifica sorgente]

Lista incompleta della mostre curate.

  • Mostra della pittura Bolognese del '300, Bologna 1948
  • Mostra di Caravaggio e dei Caravaggeschi, Milano 1951
  • Pittori della realtà, Milano 1953
  • Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, Milano 1958

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 30 dicembre 1969[4]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1961[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roberto Longhi, Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi : Milano, Palazzo Reale, aprile-giugno 1951 : catalogo, Firenze, Sansoni, 1951
  2. ^ Piero della Francesca: 1927: con aggiunte fino al 1962, Nuova ed., Firenze, Sansoni, 1963
  3. ^ Giorgio Morandi al Fiore, Milano, Electa, 1990
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • S. Facchinetti, voce Longhi, Roberto, in Dizionario Biografico degli Italiani,Roma, 2005, pp. 669-676 (con ampia bibliografia precedente).
  • voce Longhi, Roberto, in Biografie e bibliografie degli Accademici Lincei, Roma, Accademia dei Lincei, 1976, pp. 1029-1032.
  • Carlo Ludovico Ragghianti, “Roberto Longhi”, in AA.VV., Letteratura italiana. I critici, vol. V, Milano, Marzorati, 1987, pp. 3379-3387.
  • "Dizionario della pittura e dei pittori", Einaudi.
  • Arnaldo Di Benedetto, Memoria di un'inimicizia: omaggio a B. Berenson e a R. Longhi, in Poesia e critica del Novecento, Napoli, Liguori, 1994, pp. 219–33.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 39380437 SBN: IT\ICCU\CFIV\012534