Roberto Durán

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Roberto Durán
Roberto-Duran-1994.png
Dati biografici
Nome Roberto Carlos Durán Samaniego
Nazionalità Panamá Panamá
Altezza 172 cm
Peso 60,4–79,8 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi leggeri, welter, superwelter, medi, supermedi
Carriera
Incontri disputati
Totali 119
Vinti (KO) 103 (70)
Persi (KO) 16 (4)
Pareggiati 0
Palmarès
1972→1979 Titolo mondiale WBA Leggeri
1978 Titolo mondiale WBC Leggeri
1980 Titolo mondiale WBC Welter
1983 Titolo mondiale WBA Superwelter
1989 Titolo mondiale WBC Medi
2000 Titolo NBA Supermedi
 

Roberto Durán Samaniego, detto "Manos de Piedra" (Mani di Pietra) (Panamá, 16 giugno 1951), è un ex pugile panamense.

Nel 2001, Ring Magazine lo ha eletto il peso leggero più forte di tutti i tempi[1]. Nel 2002, sempre Ring Magazine, lo ha collocato tra i cinque migliori pugili degli ultimi ottanta anni, preceduto solamente da Sugar Ray Robinson, Henry Armstrong, Muhammad Ali e Joe Louis[2]. Nel 2006 è entrato a far parte della World Boxing Hall of Fame[3], nel 2007 della International Boxing Hall of Fame[4]. Duran è stato campione del mondo in quattro diverse categorie di peso: leggeri (1972–1979), welter (1980), superwelter (1983–1984), medi (1989-1990). Proprio l'incontro del 1989, che gli valse il titolo dei pesi medi, contro Iran Barkley, venne giudicato da Ring Magazine l'incontro dell'anno (Ring Magazine fight of the year)[5].

La carriera[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Roberto Duran debuttò come pugile professionista a soli sedici anni ed otto mesi, nella categoria dei pesi gallo, vincendo ai punti contro Carlos Mendoza, altro pugile panamense, al suo secondo incontro e destinato ad una carriera più che dignitosa, che lo vedrà sfidare, il 28 settembre 1979, il campione del mondo dei supergallo, Wilfredo Gomez, perdendo alla 10ª ripresa, per KO tecnico.

Nei primi anni di carriera, anche a causa della sua giovanissima età, Duran passò rapidamente dai pesi gallo ai pesi leggeri, inanellando un record di 28 vittorie su altrettanti incontri, di cui ben 24 prima del limite.

Pesi leggeri[modifica | modifica sorgente]

Il 26 giugno del 1972, al Madison Square Garden di New York, appena ventunenne, Roberto Duran incontrò il britannico Ken Buchanan, campione del mondo WBA dei pesi leggeri, con all'attivo l'impressionante record di 43 vittorie, di cui ben 23 per KO, ed una sola sconfitta. Il pugile panamense stese il campione con un cross destro, proprio all'inizio del primo round, ma il combattimento terminò in maniera controversa: allo scadere del 13º round, Duran, infatti, colpì Buchanan, molto probabilmente, sotto la cintura, ma l'arbitro non fu di questo avviso e, poiché il pugile britannico non riuscì più a proseguire, Manos de piedra si laureò nuovo campione dei pesi leggeri per la WBA[6].

La prima sconfitta per Duran arrivò nello stesso 1972 e sempre al Madison Square Garden, per mano del coetaneo pugile portoricano Esteban De Jesus, detto Vita: campione portoricano dei pesi leggeri, con all'attivo un record di 33 vittorie, di cui 20 prima del limite, ed una sola sconfitta, De Jesus dominò Duran per tutto il match, mandandolo al tappeto già nella 1ª ripresa. Per fortuna del panamense, poiché entrambi i pugili erano fuori dal peso della loro categoria, l'incontro non fu valido per la corona[7].

Duran rimase campione dei pesi leggeri per tutto il 1973, quindi, il 16 marzo del 1974, sfidò, nuovamente, Esteban De Jesus, questa volta in un incontro valido per il titolo a Panama City. Di nuovo, il match si aprì con Duran a tappeto nella 1ª ripresa, tuttavia, una volta rialzatosi, il campione punì duramente Esteban De Jesus, mandandolo KO una prima volta alla 7ª ripresa e poi, definitivamente, alla 11ª.

I due si incontrarono di nuovo nel 1978. Esteban De Jesus, nel frattempo, aveva tentato la scalata al titolo WBA dei pesi superleggeri, perdendo ai punti, nel 1975, contro il campione Antonio Cervantes,detto Kid Pambelé, ma aveva poi vinto, l'anno successivo, il titolo WBC dei pesi leggeri, sconfiggendo il campione Guts Ishimatsu con verdetto unanime. Dunque, il terzo incontro tra i due valeva l'unificazione dei titoli dei pesi leggeri.

Il match si disputò il 21 gennaio al Cesar Palace di Las Vegas e, dopo un incontro molto equilibrato, Duran mise fine alle velleità di De Jesus alla 12ª ripresa, quando, dopo che il pugile portoricano si era rialzato da un atterramento, i suoi secondi decisero di gettare la spugna.

Pesi welter[modifica | modifica sorgente]

Nonostante quello con De Jesus fosse, di fatto, l'ultimo incontro disputato tra i pesi leggeri, Duran abbandonò i titoli di campione solo nel gennaio dell'anno dopo, quando aveva già disputato diversi incontri come peso welter, categoria nella quale arrivò a sfidare il campione della WBC, Sugar Ray Leonard, il 20 giugno del 1980. Il match vedeva di fronte due dei migliori pugili del momento, se da un lato, infatti, c'era l'ex campione indiscusso dei pesi leggeri ed uno dei più grandi picchiatori che fossero mai saliti sul ring, dall'altra parte c'era un predestinato, Sugar Ray Leonard, infatti, aveva disputato da dilettante 145 incontri, vincendone 140, di cui 75 per KO ed aveva subito solo 5 sconfitte. Nel 1973 aveva vinto i Golden Gloves tra i pesi leggeri e nel 1974 tra i pesi superleggeri. Sempre tra i pesi superleggeri, l'anno successivo, aveva vinto i Giochi Panamericani e nel 1976 la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Montreal. Passato al professionismo nel 1977, allenato da Angelo Dundee, già allenatore di Muhammad Ali, aveva conquistato la corona WBC dei pesi welter nel 1979, sconfiggendo niente meno che La Bibbia della boxe, l'imbattuto Wilfred Benitez, il più giovane campione del mondo nella storia del pugilato, avendo conquistato il titolo dei pesi superleggeri a soli diciassette anni e sei mesi[8]. Leonard sconfisse Benitez con un KO tecnico alla 15ª ripresa.

L'incontro tra Leonard e Duran si disputò proprio all'Olympic Stadium di Montreal, dove, quattro anni prima, Sugar Ray aveva vinto la sua medaglia d'oro. Il pugile statunitense guadagnò una borsa di circa 7.5 milioni di dollari, la cifra più alta mai ottenuta sino ad allora per un incontro di pugilato[9]. Leonard era dato favorito 9 a 5, ma, a vincere, con verdetto unanime, fu proprio Roberto Manos de piedra Duran.

Alla fine dell'incontro Sugar dichiarò di non aver mai incontrato un pugile duro come Duran[10], mentre all'entrata sul ring del pugile panamense il giornalista del New York Times Dave Anderson, avendo chiesto a Joe Frazier, che era a bordo ring per commentare l'incontro, se Duran gli ricordasse qualcuno, si sentì rispondere da Smokin' Joe che gli ricordava Charles Manson[11]

No Más[modifica | modifica sorgente]

La rivincita si tenne il 25 novembre dello stesso anno, al Superdome di New Orleans e questa volta, con 8 milioni di dollari di borsa, fu Duran a battere il record di guadagno per un singolo incontro anche se, il favorito, era ancora Leonard 6 a 5[12].

Il match passò alla storia come l'incontro del no mas: alla 8ª ripresa, infatti, quando Leonard era in vantaggio ai punti e stava dominando il round, Duran si ritirò tra lo stupore del pubblico e dei suoi secondi, pronunciando la famosa frase "No mas"[13]. In seguito, fornì diverse versioni dell'accaduto, prima disse di essersi ritirato per dolori allo stomaco, quindi, di aver detto ai suoi secondi "No quiero pelear con el payaso" (non voglio combattere con quel pagliaccio)[14]. Tuttavia, è opinione comune, a partire dagli uomini del suo stesso team, che si fosse ritirato perché frustrato dall'incapacità di colpire Leonard[15].

Pesi superwelter[modifica | modifica sorgente]

Il secondo match con Leonard fu l'ultimo di Duran disputato, come peso welter. Dall'anno successivo, infatti, salì alla categoria dei pesi superwelter, tentando la conquista del titolo, versione WBC, nel 1982, proprio contro Wilfred Benitez, la cui unica sconfitta in carriera era stata ad opera di Sugar Ray Leonard, ma venne battuto con verdetto unanime. L'incontro successivo, sempre nello stesso anno, si risolse in un'ennesima sconfitta, anche se per split decision, contro il poco più che mediocre Kirkland Laing, detto The Gifted One. Il match fu giudicato da Ring Magazine il risultato a sorpresa dell'anno (Ring Magazine Upset of the year)[16].

Ormai trentunenne, Roberto Manos de piedra Duran, sembrava al tramonto della carriera, ma, nel 1983, proprio, nel giorno del suo trentaduesimo compleanno, sconfisse l'imbattuto campione del mondo WBA dei pesi superwelter Davey Moore, che vantava un record di 12 vittorie su altrettanti match disputati, di cui 9 prima del limite, con un perentorio KO tecnico alla 8ª ripresa, divenendo, così, campione del mondo in tre diverse categorie di peso.

Pesi medi[modifica | modifica sorgente]

Nello stesso anno, pur mantenendo il titolo conquistato, Duran passò ai pesi medi, per sfidare il campione in carica, uno dei più forti pugili in circolazione, Marvin Hagler, The Marvelous, che aveva un record di 57 vittorie, di cui ben 48 prima del limite, 2 pareggi e 2 sole sconfitte, subite contro due pugili, Bobby Watts e Willie Monroe, che aveva poi provveduto a mandare a tappeto nelle rispettive rivincite. Era campione del mondo dei pesi medi dal 1980 ed era stato il primo pugile ad unificare le tre cinture WBA, WBC, IBF. Inoltre, se la Cabala può avere un senso, proveniva da Brockton, Massachusetts, la città di Rocky Marciano. Duran cercava, invece, di diventare campione del mondo in due diverse categorie contemporaneamente. Hagler era dato favorito 4 a 1[17].

Sebbene, per la prima volta, da quando era campione, il pugile statunitense venne costretto da Duran ad arrivare al verdetto dei giudici, risultò, comunque, seppur di stretta misura, vincente all'unanimità.

Il ritorno ai superwelter[modifica | modifica sorgente]

Fallito il tentativo di conquistare la corona dei pesi medi, nel 1984, Duran tornò ai pesi superwelter, ma per sfidare il nuovo campione della WBC: Il Cobra di Motor City, Thomas Hearns, The Hitman. Al momento dell'incontro, Hearns aveva un record di 38 vittorie, di cui 32 prima del limite ed una sola sconfitta, proprio ad opera del solito Sugar Ray Leonard. Poiché, per disputare questo incontro, Manos de piedra non incontrò lo sfidante ufficiale, della WBA, l'imbattuto Mike McCallum, The Bodysnatcher, la federazione lo destituì del titolo[18].

L'incontro si disputò il giorno prima del trentatreesimo compleanno di Duran, ma, questa volta, contro il ventiseienne Hearns, il pugile panamense rimediò la sua più brutta sconfitta: venne messo KO per ben due volte nel corso della 1ª ripresa, quindi, al suono del gong, si diresse all'angolo neutro, costringendo uno dei suoi secondi a riportarlo al proprio angolo. Dopo un nuovo atterramento nella 2ª ripresa, l'arbitro interruppe l'incontro[19].

Pesi supermedi[modifica | modifica sorgente]

Dopo la brutta sconfitta contro Thomas Hearns, Roberto Duran rimase lontano dal ring per un anno, ma, invece di ritirarsi, tornò a combattere nel 1986, all'età di trentacinque anni, nella categoria dei pesi supermedi. Tra i supermedi, combatté sino al 1988, incontrando tutti pugili mediocri ed ottenendo 7 vittorie, di cui 3 per KO, ed 1 sconfitta per split decision, ad opera di Robbie Sims, fratellastro di Marvin Hagler[20].

Il ritorno ai medi[modifica | modifica sorgente]

Duran sembrava, ormai, uno dei tanti, troppi pugili, che hanno la sfortuna di sopravvivere alla propria boxe, quando, nel 1989, già trentasettenne, ebbe l'opportunità di sfidare il nuovo campione dei pesi medi versione WBC, il ventinovenne Iran Barkley, detto Blade. Invero, prima di ottenere la cintura, Barkley non aveva mostrato grandi doti pugilistiche: nel 1987 aveva perso ai punti contro Sumbu Kalambay per il titolo vacante WBA e l'unica vittoria degna di nota era stata contro l'ex campione USBA Wilford Scypion, ottenuta nel 1985. Tuttavia, il 6 giugno del 1988, con un incontro che fu l'Upset of the year di Ring Magazine[21], Barkley sconfisse il campione del mondo Thomas Hearns, con un sorprendente KO tecnico alla terza ripresa, nella quale il campione del mondo terminò al tappeto per ben due volte, prima dell'interruzione.

L'incontro tra Barkley e Duran fu durissimo e molto equilibrato, Manos de Piedra si rivelò essere ancora un combattente incredibile e, seppur per split decision, il panamense ottenne il quarto titolo, in altrettante categorie di peso. L'incontro venne giudicato da Ring Magazine fight of the year[22]

Il ritorno ai supermedi[modifica | modifica sorgente]

Tutt'altro che appagato, Duran rilanciò, cercando l'impresa storica. Soltanto dieci mesi dopo la conquista del titolo, passato di nuovo ai pesi supermedi, sfidò, di nuovo, il pugile che, per certi versi, lo aveva umiliato: Sugar Ray Leonard, il quale, nel 1988, era divenuto campione WBC della categoria, con un KO tecnico alla 9ª ripresa contro il canadese Donny Lalonde, detto Golden Boy. Se Duran avesse vinto, sarebbe divenuto campione del mondo in due diverse categorie di peso contemporaneamente, come già aveva provato a fare nel 1983.

L'incontro tra i due campioni si tenne il 7 dicembre del 1989 al Mirage Hotel & Casino di Las Vegas e venne pubblicizzato come Uno Mas (ancora uno), in riferimento al famoso No Mas pronunciato da Duran nove anni prima[23]. Come per i due precedenti, anche questa volta Leonard era dato favorito, in questo caso 9 a 5 e, effettivamente, dominò il match dall'inizio alla fine, vincendo con verdetto unanime[24].

L'incontro fu fischiato dalla folla per la sua mancanza di spettacolarità, tanto che Pat Putnam, in difesa di Leonard, scrisse su Sports Illustrated: "Leonard ha dato loro perfezione artistica, quando loro volevano un'accesa battaglia e lo hanno fischiato a squarciagola. La maggior parte dei fans del pugilato, non spenderebbe un centesimo per guardare Van Gogh dipingere I girasoli, ma riempirebbe lo Yankee Stadium per vederlo tagliarsi l'orecchio"[25].

Dopo la sconfitta con Leonard, Duran, nuovamente, si fermò per un anno, ma, ancora una volta, nel 1991, tornò sul ring, all'età di quaranta anni, perdendo per KO tecnico alla 6ª ripresa contro Pat Lawlor.

Dopo qualche incontro con pugili di secondo livello, nel 1994, sfidò il campione della sigla minore IBC, Vinny Pazienza, The Pazmanian Devil, già campione dei pesi leggeri nel 1987 e dei pesi superwelter nel 1991. Il panamense perse ai punti con verdetto unanime e allo stesso modo finì la rivincita dell'anno successivo.

Di nuovo nei Pesi medi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996, Duran tornò tra i pesi medi per contendersi il titolo vacante della IBC contro un'altra leggenda del ring, anch'essa nella fase discendente della carriera: il portoricano Hector Macho Camacho, ormai trentaquattrenne, ma già campione dei pesi superpiuma, versione WBC, nel 1983, dei pesi leggeri, sempre WBC, tra il 1986 ed il 1987, e dei pesi superleggeri, versione WBO, dal 1989 al 1992. Camacho arrivava all'incontro con un record di 58 vittorie, di cui 29 prima del limite, 1 pareggio e solo 3 sconfitte, delle quali, la prima subita contro Greg Haugen, che aveva, poi, battuto nella rivincita, e le altre due inflittegli da due grandi della boxe, la leggenda Julio Cesar Chavez ed il talento puro e suo connazionale Felix Trinidad.

Duran perse ai punti con verdetto unanime.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'ennesima sconfitta tornò ai pesi supermedi, dove sono da ricordare i due incontri del 1997 con Jorge Fernando Castro, detto Locomotora, già campione dei pesi medi tra il1994 ed il 1995, il primo perso ed il secondo vinto ai punti con verdetti unanimi. Quindi, nel 1998, di nuovo tra i pesi medi, rimediò una dura sconfitta per KO tecnico alla 3ª ripresa, contro il campione WBA William Joppy, pugile ventottenne che vantava un record di 25 vittorie, di cui 19 per KO, 1 pareggio, ed una sola sconfitta contro Julio Cesar Green, che, peraltro, aveva, poi, sconfitto nella rivincita. Ma neanche questa dura punizione bastò a far desistere Duran, il quale, nel 2000, nel giorno del suo quarantanovesimo compleanno, sconfiggendo Pat Lawlor ai punti, in una sorta di rivincita dell'incontro del 1991, conquistò il titolo della federazione minore dei pesi supermedi NBA, titolo che, però, gli venne strappato già nel 2001, quando aveva ormai cinquanta anni, proprio da Hector Camacho con verdetto uanime, per quello che fu l'ultimo, inglorioso, incontro di Manos de piedra. Dopo aver perso la rivincita contro il portoricano, infatti, Duran rimase coinvolto in un grave incidente stradale, che lo indusse ad annunciare il definitivo ritiro dalla boxe.

Roberto Manos de piedra Duran ha terminato la carriera con il ragguardevole record di 103 vittorie, di cui ben 70 per KO e 16 sconfitte.

Nel febbraio 2007 è stato nominato Ambasciatore dello Sport dal governo panamense.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il suo profilo su Boxrec.com
  2. ^ Gli 80 migliori pugili degli ultimi 80 anni per Ring Magazine
  3. ^ I membri della World Boxing Hall of Fame
  4. ^ I membri della International Boxing Hall of fame dal 1943
  5. ^ Iran Barkley Vs Roberto Duran
  6. ^ Ken Buchanan Vs Roberto Duran
  7. ^ Roberto Duran Vs Esteban De Jesus
  8. ^ Profilo di Wilfred Benitez su Boxrec.com
  9. ^ Sugar Ray Leonard Vs Roberto Duran
  10. ^ Sugar Ray Leonard Vs Roberto Duran
  11. ^ Lawrence Journal World del 21 giugno 1980
  12. ^ Roberto Duran Vs Sugar Ray Leonard II
  13. ^ The New York Times del 25 novembre 1980
  14. ^ Sports Illustrated dell'8 dicembre 1980
  15. ^ Roberto Duran Vs Sugar Ray Leonard II
  16. ^ Roberto Duran Vs Kirkland Laing
  17. ^ Marvin Hagler Vs Roberto Duran
  18. ^ Thomas Hearns Vs Roberto Duran
  19. ^ Thomas Hearns Vs Roberto Duran
  20. ^ Profilo di Robbie Sims su Boxrec.com
  21. ^ Thomas Hearns Vs Iran Barkley
  22. ^ Iran Barkley Vs Roberto Duran
  23. ^ Sugar Ray Leonard Vs Roberto Duran III
  24. ^ Sugar Ray Leonard Vs Roberto Duran III
  25. ^ Sugar Ray Leonard Vs Roberto Duran III

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Christian Giudice, Mani di pietra. La vita e la leggenda di Roberto Durán, Castelvecchi, 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]