Robert Redeker

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Robert Redeker (Lescure, 27 maggio 1954) è uno scrittore francese.

Ha insegnato filosofia alla scuola secondaria Pierre-Paul-Riquet di Saint-Orens-de-Gameville ed alla École nationale de l'aviation civile di Tolosa. Dal 2006 vive sotto protezione della polizia per le minacce ricevute da fondamentalisti islamici dopo la pubblicazione di un suo articolo critico verso l'Islam su Le Monde.

Fa parte del comitato di redazione delle riviste Les Temps modernes e Des Lois et des Hommes, del comitato scientifico del C.A.L.S. (Université Toulouse-le-Mirail) e della commissione «philosophie-sciences religieuses-psychanalyse» del Centre national du Livre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primo di quattro fratelli, i suoi genitori erano braccianti agricoli nel sud-est della Francia. Sua madre era figlia di un politico tedesco della destra cattolica filo francese, favorevole al passaggio alla Francia della Renania oltre che contrario al nazismo. Per questo era stato imprigionato e, evaso, si era trasferito in Francia. Suo padre aveva servito nell'Afrikakorps.

Diplomatosi nel 1974, diventa insegnante di filosofia nel 1980. Nel 2002 è nominato presidente del comitato pro-Jean-Pierre Chevènement.

Nel 2006 è fatto oggetto di minacce di morte tramite il web all'indomani della pubblicazione di un suo editoriale sul quotidiano francese Le Figaro[1]. Da allora vive in anonimato e sotto la protezione della polizia.

Il 20 gennaio 2007 Robert Redeker ha dichiarato a France Info (informazione rilanciata dall'agenzia AFP lo stesso giorno) che il precedente 17 gennaio il ministro dell'educazione Gilles de Robien gli ha offerto di lavorare per il CNRS e per questo ha rinunciato ad insegnare nei licei.

Di fronte alle intimidazioni islamiste che deve fare il mondo libero?[modifica | modifica wikitesto]

Prendendo lo spunto dalla Controversia con l'Islam sulla lezione di Ratisbona di Papa Benedetto XVI del 16 settembre 2006, Robert Redeker scrive un articolo di appoggio al Papa pubblicato il successivo 19 settembre su Le Figaro intitolato "Face aux intimidations islamistes, que doit faire le monde libre ?" (Di fronte alle intimidazioni islamiste che deve fare il mondo libero?)[2] dove, tra l'altro, affermava:

  • «Le reazioni suscitate dall'analisi di Benedetto XVI su Islam e violenza sono da ascrivere al tentativo di quell'Islam di soffocare ciò che l'Occidente ha di più prezioso e che non esiste in alcun paese musulmano: la libertà di pensare e di esprimersi[3].»;
  • «L'Islam cerca di imporre all'Europa le sue regole: apertura di piscine a certe ore solo per le donne, interdizione di caricature su quella religione, richiesta di un regime alimentare particolare per i bambini musulmani nelle mense, richiesta di indossare il velo a scuola, accusa di islamofobia contro gli spiriti liberi. Come spiegare il divieto dei tanga a Paris-Plage quest'estate?[4]»;
  • «Odio e violenza sono nel libro nel quale ogni musulmano è educato, il Corano[5]»;
  • «Esaltazione della violenza: signore della guerra spietato, razziatore, massacratore di ebrei e poligamo, così si mostra Maometto attraverso il Corano[6]» ;
  • «Invece la storia del cristianesimo è macchiata dalla violenza quando i cristiani si sono allontanati dall'insegnamento del Messia, Gesù Cristo[7]».

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Tunisia e l'Egitto hanno protestato ufficialmente ritirando dalle edicole il numero de Le Figaro che pubblicava l'articolo di Robert Redeker. A seguito di ciò, Robert Redeker è stato fatto oggetto di minacce attraverso un sito web che la DTS (il servizio di informazioni del Ministero degli interni) e DCRG (il servizio di informazioni della polizia francese) reputa vicino ad al-Qaida. Secondo Le Monde, la DST avrebbe individuato contributi a forum islamisti jihadisti in inglese con foto, indirizzo e piantine per raggiungere il domicilio di Redeker che, per questa ragione, è stato posto sotto la protezione della polizia, ha dovuto lasciare il suo domicilio e non insegna più dal 20 settembre 2006. La sua situazione è, secondo le sue stesse parole, «catastrophique» (catastrofica).

Caroline Fourest, il 18 ottobre sul blog della rivista Prochoix[8], denunciò la condanna dell'editoriale di Redeker da parte dell'imam Youssef al-Qaradawi sulla catena televisiva Al Jazeera, giudicando un suo commento sulla questione paragonabile ad una fatwa e confrontando il caso Redeker a quello Rushdie[9]. In precedenza (30 settembre) sul quotidiano Libération aveva già affermato[10]:

« siamo passati da un caso Rushdie ogni dieci anni ad un affare Rushdie l'anno o quasi al mese. All'epoca, quando l'Ayatollah Komeini lanciò la sua fatwa contro lo scrittore, la sinistra era solidale nella difesa della libertà d'espressione e la destra sul diritto di offendere le religioni. Oggi sono divise per la paura di sembrare islamofobi o razzisti[11] »

Chantal Delsol se la prende invece contro la mancata presa di posizione delle rappresentanze musulmane francesi[12][13][14][15]

« Io sono stupita nel non vedere le autorità musulamane del nostro paese indignarsi per prime e correre in soccorso del proscritto. Questi silenzi suonano come approvazioni.[16] »

Altri[17], smentiscono la Fatwa: "mai Al-Kardaoui ha additato il «filosofo» francese per una vendetta, contrariamente a quanto hanno affermato alcuni e la stessa stampa[18]" fornendo anche il link alla trasmissione archiviata (in arabo)[19]. In effetti Robert Redeker non è mai menzionato e neppure la parola fatwa.

Pierre Tevanian, professore di filosofia ed attivista di diverse associazioni[20] qualifica come ingiurie razziste ed islamofobe le opinioni di Redeker[21]. Commentandole si chiede se: «I nostri ministri, editorialisti, sindacalisti e specialisti dell'oscurantismo avrebbero espresso allo stesso modo le loro riserve, prese di distanza, disaccordo o antipatie verso un autore che avvesse spiegato che «l'ebraismo provoca la paralisi dell'intelligenza in ogni ebreo», che «Gesù è un maestro di amore e Mosè maestro di odio», o ancora che «l'odio e la violenza sono nel libro con cui tutti gli ebrei sono cresciuti, la Torah», infise se «in tali casi, avrebbero concluso altrettanto unanimemente e solennemente sul primato e sul carattere intoccabile ed indivisibile della libertà di espressione»[22]

Justin Vaïsse, autore di un libro sull'Islam in Francia difende il principio della libertà di espressione ma aggiunge che l'articolo di Redeker è guidato da «propositi anti-islamici» e che l'articolo è «stupido, politicamente irresponsabile, intellettualmente inconsistente ed inoltre di grande debolezza[23]»[24]

La Ligue française pour la défense des droits de l'homme et du citoyen ha condannato le minacce di morte, ma il presidente del MRAP ha paragonato Robert Redeker a Ben Laden.

In un articolo de Le Parisien del 3 ottobre 2006,[25], Soheib Bencheikh, già mufti di Marsiglia e direttore dell'Institut des sciences islamiques, scrive: «Riguardo a Robert Redeker dico: lasciatelo parlare! Coloro che non sono d'accordo con lui non hanno che da rispondergli per iscritto ed argomentando[26]» Si esprime anche per una libera critica dell'Islam: «Non criticare l'Islam sarebbe una forma di segregazione. Invece bisogna dire: Maometto è un essere umano. È debole ed il suo messaggio è interpretabile[27]»

Numerose petizioni sono state raccolte a sostegno di Redeker. Una di queste era titolata Contre la barbarie, le soutien à Robert Redeker doit être sans réserve[28] che ha tra i firmatari Michel Onfray (filosofo), Corinne Lepage (presidente di Cap 21), Alain Finkielkraut (filosofo) e Yvette Roudy (ex ministro) che non temono di esporsi. La rivista Le Meilleur des Mondes è stata la prima a mobilitarsi già il 1º ottobre raccogliendo le adesioni di numerosi intellettuali quali Elisabeth Badinter, André Glucksmann, Claude Lanzmann e Bernard-Henri Lévy, poi pubblicata su le Monde il 3 ottobre 2006. Questo è lo stesso gruppo di scrittori della redazione del Meilleur des Mondes che poi organizzera a Tolosa, insieme a SOS Racisme et CRIF, il primo incontro di solidarietà verso Redeker che così ebbe modo, dopo settimane, di mostrarsi in pubblico.

Il 15 novembre 2006 su le Figaro un gruppo di professori di filosofia delle scuole secondarie superiori pubblicano un articolo dal titolo «La philo de Redeker, pensée ou provocation ?» in cui annunciano una serata a sostegno di Robert Redeker organizzata per il giorno successiva a la Maison du Barreau di Parigi, con l'appoggio di Licra e la partecipazione di Soheib Bencheikh, Pascal Bruckner, Alain Finkielkraut, Élisabeth de Fontenay, Blandine Kriegel, Claude Lanzmann, Hélène Roudier de Lara, Philippe Val, ed altri.

Il 3 ottobre 2006 un gruppo di illustri intellettuali francesi pubblicò un "appel en faveur de Robert Redeker" (appello di solidarietà con Robert Redeker) su Le Monde. Tra di loro c'erano Elisabeth Badinter, Alain Finkielkraut, André Glucksmann, Claude Lanzmann (insieme alla redazione de "Les Temps Modernes") e Bernard-Henri Lévy. Essi affermavano di vedere le loro libertà più basilari messe a rischio da un pugno di fanatici con il pretesto di di leggi religiose, criticano la tendenza in atto in Europa di evitare "provocazioni" per non offendere supposte sensibilità straniere.[29] La gran parte delle reazioni ufficiali furono però ostili: incluso quella de 'Le Monde' che qualificò l'articolo di Redeker come “eccessivo, ingannoso ed insultante".

La polizia individuò subito sul web minacce di morte molto precise contro Robert Redeker (incluso indirizzo, foto sue e della sua casa corredate da cartine) che da allora vive nascosto.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ « Il paie cache » Libération
  2. ^ testo in francese dell'articolo di Robert Redeker
  3. ^ Les réactions suscitées par l’analyse de Benoît XVI sur l’islam et la violence s’inscrivent dans la tentative menée par cet islam d’étouffer ce que l’Occident a de plus précieux qui n’existe dans aucun pays musulman : la liberté de penser et de s’exprimer
  4. ^ L’islam essaie d’imposer à l’Europe ses règles: ouverture des piscines à certaines heures exclusivement aux femmes, interdiction de caricaturer cette religion, exigence d’un traitement diététique particulier des enfants musulmans dans les cantines, combat pour le port du voile à l’école, accusation d’islamophobie contre les esprits libres. Comment expliquer l’interdiction du string à Paris-Plages, cet été?
  5. ^ Haine et violence habitent le livre dans lequel tout musulman est éduqué, le Coran
  6. ^ Exaltation de la violence: chef de guerre impitoyable, pillard, massacreur de juifs et polygame, tel se révèle Mahomet à travers le Coran.
  7. ^ Et que au contraire, si l’histoire du christianisme est entachée de violence, c’est quand les chrétiens s’éloignent de l’enseignement de leur messie, Jésus Christ
  8. ^ L'islam face à la critique, un débat de Mots croisés - Prochoix, la revue pour le droit de choisir
  9. ^ [1]
  10. ^ Pourquoi est-ce difficile de critiquer l'Islam? Liberation del 30 settembre 2006
  11. ^ «Nous sommes passés d’une affaire Rushdie tous les dix ans à une affaire Rushdie tous les ans, voire maintenant quasiment tous les mois. A l'époque, quand l'ayatollah Khomeiny lança sa fatwa contre l'écrivain, la gauche était soudée pour défendre la liberté d'expression et le droit d'offenser les religions. Aujourd'hui, elle est divisée de peur d'apparaître islamophobe ou raciste.»
  12. ^ Affaire Redeker» : en démocratie, le débat ne se contrôle pas, par Chantal Delsol, Le Figaro. 05/10/2006
  13. ^ Vedi anche l'editoriale su Evariste. Robert Redeker : première victime de la fatwa en France. ReSPUBLICA n° 474, du 29 septembre 2006.
  14. ^ Vedi anche la trasmissione C dans l'air del 6 ottobre, Le Temps des fatwas.
  15. ^ Vedi anche la trasmissione Ripostes dell'8 ottobre, Peut-on critiquer l'islam ?.
  16. ^ Mais alors je m'étonne de ne pas voir les autorités musulmanes de notre pays s'indigner les premières et voler au secours du banni. Il y a des silences qui sont des acquiescements.
  17. ^ www.legrandsoir.info
  18. ^ "À aucun moment, Al-Kardaoui n’a désigné le « philosophe » français à la vindicte, comme l’ont affirmé des personnes et médias français"
  19. ^ Archive de l'émission sur laquelle est apparue al-Qaradawi
  20. ^ Tra l'altro è uno degli animatori del collettivo «Les mots sont importants», voir le site
  21. ^ Dix remarques sur un "collègue", réflexions sur "l'affaire Redeker", article de Pierre Tévanian
  22. ^ «nos ministres, éditorialistes, syndicalistes et spécialistes de l’obscurantisme auraient exprimé avec autant de retenue leurs réserves, distances, désaccords ou antipathies face à un auteur qui expliquerait que « le judaïsme installe la paralysie de l’intelligence au plus intime de chaque juif », que « Jésus est un maître d’amour et Moïse est un maître de haine », ou encore que « la haine et la violence habitent le livre dans lequel tout juif est éduqué, la Torah ». enfin si, « en pareil cas, ils auraient aussi unanimement et solennellement conclu à la primauté et au caractère intouchable ou indivisible de la liberté d’expression.»
  23. ^ stupide, politiquement irresponsable, intellectuellement inconsistent et par ailleurs d'une grande faiblesse
  24. ^ French philosophy teacher in hiding after attack on Islam The Guardian, 4 octobre 2006
  25. ^ On a le droit d'être hostile à cette religion, Le Parisien
  26. ^ Concernant Robert Redeker, je dis : Laissez-le parler ! Ceux qui ne sont pas d'accord avec lui n'ont qu'à lui répondre par écrit, en argumentant.
  27. ^ Ne pas critiquer l'islam est une forme de ségrégation. Or, il faut le dire : Mahomet est un humain. Il est faillible et son message est interprétable.
  28. ^ Pétition Contre la barbarie, le soutien à Robert Redeker doit être sans réserve
  29. ^ "Un appel en faveur de Robert Redeker", Le Monde, 3 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'auteur d'une tribune sur l'islam menacé, nouvelobs.com, 28 septembre 2006 [2]
  • Un professeur de philosophie menacé de mort pour une tribune sur l'islam, Le Monde, 29 septembre 2006
  • Robert Redeker, un électron libre entravé, Le Monde, 4 octobre 2006 [3]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 75039557 LCCN: n2002095869

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