Robert Mugabe
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| Robert Gabriel Mugabe | ||||
| Luogo di nascita | Kutama, Salisbury, Rhodesia Meridionale | |||
| Data di nascita | 21 febbraio 1924 | |||
| Partito politico | ZANU | |||
| Mandato | 31 dicembre 1987 - att | |||
| Professione | Professore universitario | |||
| Vicepresidente | Joseph Msika Joice Mujuru |
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| Predecessore | Canaan Banana | |||
| Successore | in carica | |||
| « Solo Dio può destituirmi. » | |
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(Robert Mugabe)
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Robert Gabriel Mugabe KBE (Kutama, 21 febbraio 1924) è un politico zimbabwese.
È stato Primo Ministro del paese a partire dal 1980 e dal 1987 ricopre la carica di Presidente, è inoltre il leader del partito Zimbabwe African National Union (ZANU).
Spesso accusato di atteggiamento dittatoriale, la sua controversa politica ha portato all'esclusione dello Zimbabwe dal Commonwealth, parimenti è considerato "persona non gradita" e gli è negato l'ingresso nell'Unione Europea e negli Stati Uniti[1] tranne per la partecipazione ad eventi organizzati dalle Nazioni Unite e dai suoi organi (ad esempio ha parlato a Roma alla FAO).
Indice |
[modifica] Biografia
Mugabe nacque nella regione di Fort-Victoria (l'attuale Masvingo), trascorse l'infanzia nella missione di Kutama, (distretto di Zvimba) a nord-ovest di Salisbury (l'attuale Harare). Ebbe un'educazione rigorosamente cattolica, frequentò le scuole presso i gesuiti. A 17 anni frequentò l'università sudafricana di Fort-Hare, proseguì gli studi a Driefontein (1952), a Salisbury (1953), Gwelo (l'attuale Gweru) (1954), in Tanzania (1955 – 1957). Nel periodo compreso tra il 1958 e il 1960 insegnò presso l'università di Accra (Ghana 1958 – 1960), dove conobbe la sua futura moglie Sally Hayfron.
Nel 1984 gli fu conferita la laurea honoris causa dall'università di Edimburgo, Mugabe ebbe anche numerosi altri riconoscimenti accademici alcuni dei quali sono in fase di ritiro. Nel 1994 venne nominato Knight Commander dell'Order of the British Empire (KBE). [2]
[modifica] La battaglia anticoloniale
Nel 1960 rientrò nella colonia della Rhodesia meridionale, convinto nel frattempo dalle teorie marxiste-leniniste, entrò a far parte del Partito Nazionaldemocratico (NDP) che in seguito venne rinominato Zimbabwe African People's Union (ZAPU). Abbandonò il partito nel 1963 per entrare nel Zimbabwe African National Union (ZANU), Ndabaningi Sithole, uno dei fondatori dello ZANU, lo nominò segretario generale del partito.
Nel 1964 venne arrestato insieme ad altri membri del partito e condannato a 10 anni di prigione, durante la detenzione studiò giurisprudenza e dopo il rilascio lasciò il paese per recarsi in Mozambico dove assunse la guida dell'ala paramilitare del partito, lo Zimbabwe African National Liberation Army (ZANLA) impegnato nella lotta contro il governo della minoranza bianca guidato da Ian Smith.
Nel 1975 persero la vita alcuni dei leader del partito e Mugabe assunse unilateralmente il controllo dello stesso. Dopo una lite con Ndabaningi Sithole, Mugabe costituì una sezione militante dello ZANU lasciando a Sithole la guida del più moderato partito Zanu (Ndonga).
Nel 1976 ZANU e ZAPU si unirono e costituirono il Patriotic Front (PF).
[modifica] Primo ministro e presidente
Nel 1979 i britannici sostituirono il regime rhodesiano con un governo coloniale guidato da Lord Soames, governatore britannico. Poco tempo dopo ebbero luogo le elezioni parlamentari per la repubblica dello Zimbabwe; contrariamente alle aspettative che davano come favorito Joshua Nkomo, Robert Mugabe, il 4 marzo 1980, vinse le elezioni e divenne Primo Ministro. Il suo partito, lo ZANU, ottenne 57 dei 100 seggi parlamentari.
Il governo di coalizione costituito con Nkomo fu disciolto nel 1982 con il pretesto di un presunto tentativo di un rovesciamento in preparazione da parte del ZAPU; inoltre Nkomo dovette abbandonare il governo. Seguì una persecuzione ai danni di tutti i membri dello ZAPU. La famigerata quinta brigata di Mugabe attuò l' Operazione Gukurahundi, una pulizia etnica nella regione di Matabeleland che uccise più di 20000 persone appartenenti all'etnia Ndebele, che appoggiavano Nkomo. Mugabe sfruttò la frattura della coalizione per rafforzare il suo potere. Dopo la sua rielezione del 1985 concluse un accordo con Nkomo che pose termine alla rivalità ZANU-ZAPU e riportò Nkomo al governo come vicepresidente. Nel 1987 fu abolito il ruolo del primo ministro e Mugabe divenne il presidente del paese. La carica gli venne riconfermata nelle elezioni del 1990 e del 1996.
All'inizio del suo mandato Mugabe si propose di migliorare la qualità della vita della popolazione di colore, sviluppò il sistema della pubblica istruzione che divenne uno dei migliori in Africa. Dal 1991 iniziò delle riforme economiche introducendo l'economia di mercato: nonostante questi provvedimenti i 2/3 dei bianchi presenti nel paese erano emigrati nel Sudafrica, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Nel 1997 il restante 1/3 della componente bianca dello Zimbabwe, subì i feroci raid di Chenjerai Hunzvi, un reduce della guerra civile rhodesiana e presidente della Zimbabwe Liberation War Veterans Association, che occuparono ed espropriarono le fattorie e le loro imprese produttive. Significativo è il nome di battaglia scelto da Hunzvi durante questa campagna: "Hitler".
Contestualmente iniziò una forte campagna contro l'omosessualità che era punita con pene detentive fino ai 10 anni. Mugabe usò come giustificazione quella della lotta contro l'AIDS; il paese iniziò però a perdere di credito presso l'opinione pubblica straniera. Nel tentativo di recuperare in immagine, Mugabe intervenne nella guerra civile in Congo, provocando un drastico aumento delle spese militari.
Alle elezioni del 2000 l’MDC, il artito d'opposizione di Tsivingari, conquistò 57 dei 120 seggi del parlamento, e secondo tutti gli osservatori internazionali, in realtà sarebbe stato, senza i massicci brogli elettorali, il vincintore della consultazione. Nel 2005 si svolsero in un clima di forte intimidazione, le nuove elezioni che fecero scendere i deputati dell'MDC a 41. L'opposizione rimase forte nelle principali città e nelle bidonville, dove la propaganda di Mugabe non riusciva ad arrivare; il governo per eliminare questo problema lanciò allora l’ Operazione Murambatsvina( in lingua shona significa «spazzar via») che ripulì tutte le periferie cittadine dalle baraccopoli con la scusa di voler preservare l'igiene e l'ordine pubblico. Nel 2007 fece modificare la Costituzione, abolendo il limite di 4 mandati presidenziali in modo da poter partecipare alle elezioni presidenziali del 29 marzo 2008. Nonostante che il regime, con l'operazione Murambatsvina avesse ributtato 2,4 milioni di persone nelle campagne, al fine di poter manipolare le votazioni, l'MDC di Tsvangirai, ha ottenuto 99 seggi parlamentari contro i 97 del partito Zanu-PF, di Mugabe, innaugurando un periodo di governo di unità nazionale.
Le organizzazioni per i diritti umani denunciano da anni i reati di cui si sarebbe macchiato Mugabe: la persecuzione e la tortura degli avversari politici, le violenze sistematiche, l'appropriazione degli aiuti internazionali alle popolazioni del paese.
[modifica] Note
- ^ http://www.spiegel.de/international/spiegel/0,1518,378506,00.html
- ^ http://www.registry.ed.ac.uk/staff/Graduations/Honorary_Grads/1981_1990.htm
[modifica] Altri progetti
Articolo su Wikinotizie: Zimbabwe: 21 mila contagiati di colera e inflazione alle stelle 19 dicembre 2008
Articolo su Wikinotizie: Zimbabwe al ballottaggio, Robert Mugabe contro la diplomazia 27 giugno 2008
Articolo su Wikinotizie: Zimbabwe: Gordon Brown a Mugabe «Quando è troppo, è troppo» 6 dicembre 2008

