Robert Hugh Benson

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Robert Hugh Benson

Robert Hugh Benson (Wellington College, 18 novembre 1871Salford, 19 ottobre 1914) è stato uno scrittore e presbitero inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era quarto ed ultimo figlio di Edward White Benson, pastore anglicano e Cancelliere della Cattedrale di Lincoln, ed in seguito arcivescovo di Canterbury, massima autorità della Chiesa d’Inghilterra.

Studiò ad Eton e, dopo aver cercato senza troppa convinzione di entrare nell’Indian Civil Service, si laureò al Trinity College di Cambridge, dove, con sorpresa dei familiari, maturò un interesse per le materie religiose e manifestò il desiderio di studiare teologia per diventare presbitero della Chiesa anglicana. Nel 1894 ricevette l’ordinazione come diacono, iniziando un’attività di predicazione nella Missione di Eton, nell’East End londinese e nel 1895 entrò nel clero anglicano ricevendo l’ordinazione sacerdotale.

Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1896, Benson raggiunse la famiglia in Egitto, dove rimase fortemente colpito dal carattere di provincialità che avvertì nella chiesa d’Inghilterra. Al suo ritorno divenne curato a Kemsing e coinvolse la comunità nel suo interesse per le rappresentazioni teatrali. Nel 1898 entrò nella Comunità della Casa della Resurrezione di Mirfield, un ordine contemplativo anglicano, modellato sulla regola Benedettina, ma senza la necessità di professare voti solenni; qui rimase fino al 1903.

Nel 1902 Benson iniziò a scrivere The Light Invisible, una raccolta di racconti dal gusto soprannaturale narrati da un sacerdote. Come lui stesso racconterà, prima, durante e dopo la scrittura del libro stava divenendo sempre più interessato alla contemplazione mistica, lasciando da parte l’apparato intellettuale della teologia e dei dogmi. Le sue perplessità spirituali sull’autorità della Chiesa anglicana, rafforzate dall’enciclica Apostolicae Curae di Papa Leone XIII, lo portarono ad un sofferto cammino di conversione verso la fede cattolica, raccontato con lucidità nel saggio autobiografico Confessions of a Convert (1913). Entrato nella Chiesa cattolica, iniziò a studiare e venne ordinato sacerdote il 12 giugno del 1904 nella chiesa di San Silvestro a Roma. Nello stesso anno Benson fece ritorno a Cambridge. La sua vivacità intellettuale e le sue doti di empatia gli permisero di stringere amicizia con persone di ogni genere e di entrare in contatto con gli ambienti di pensiero più disparati. La perplessità ed il gusto inquisitivo dell’epoca vittoriana avevano portato alla nascita di molte società interessate allo spiritismo ed ai fenomeni psichici. Lo stesso padre di Benson, Edward, era stato tra i fondatori della Cambridge Ghost Society, insieme a J.B. Lightfoot e B.F. Westcott, anch’essi in seguito figure di rilievo della Chiesa anglicana dell’epoca. Tra le conoscenze di Benson troviamo in questo periodo la scrittrice Marie Corelli ed Austin Osman Spare, legato inizialmente all'Astrum Argentum di Aleister Crowley. Le sue riflessioni sull’occultismo presero forma con rigore nel romanzo The Necromancers (1909), dove lo spiritismo è indagato e valutato come una forma di demonolatria.

Nel 1907 Benson si trasferì nella casa di campagna di Hare Street, dove iniziò un'intensa attività di predicazione, da un capo all’altro del Regno Unito, alternata al lavoro missionario ed alla direzione spirituale.

Nel 1914 sperimentò le avvisaglie di disturbi cardiaci, ma continuò a predicare senza osservare il riposo che gli era stato suggerito. Durante una missione a Salford venne colpito da una crisi cardiaca e tentò di raggiungere la città, ma il dolore non gli permise di muoversi. Condotto in casa del vescovo, morì nel primo mattino del 19 ottobre 1914.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse diversi romanzi storici imperniati sullo scisma anglicano.

Con quale autorità?[modifica | modifica wikitesto]

In Con quale autorità? (By what authority?, 1904), riprendendo le elaborazioni di John Hungerford Pollen, scrisse che la scomunica di Elisabetta, per quanto spiacevole, fosse una sorta di atto dovuto da parte del papa, del quale Benson riconobbe l'approccio disponibile ripagato da ostilità. Si legge nel romanzo: "Non restava altro che riconoscerla e trattarla come una nemica della Fede, un'usurpatrice di prerogative spirituali ed un'apostata"; e più in dettaglio: "sostenere che il papa fosse il solo responsabile della sua persecuzione, era chiudere gli occhi dinanzi al fatto che Elisabetta aveva già apertamente sconfessato e ripudiato la sua autorità"[1]. Come Pollen, Benson richiamò attenzione sul punto dell'aspetto spirituale dell'Oath of Supremacy, che imponeva agli inglesi di scegliere alternativamente fra la lealtà verso il loro sovrano o la lealtà verso Dio.

Il padrone del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il padrone del mondo (Robert Hugh Benson).

Scritto nel 1907 e pubblicato l'anno successivo, Il padrone del mondo (Lord of the World) è un romanzo distopico che narra le vicende di diversi personaggi: padre Percy Franklin, il deputato massone Oliviero Brand con sua moglie Mabel, e Giuliano Felsemburgh.

Il romanzo è ambientato in una realtà che ha raggiunto un forte progresso materiale e intellettuale, dove tutto ruota intorno a un unico grande disegno, il trionfo dell'umanitarismo. Nel libro emerge anche il tema della lotta tra materialismo e fede e di come il loro scontro provochi inevitabilmente grossi problemi politici, anche su scala mondiale.

Nel romanzo vi è un tema tipico dell'escatologia cattolica: la lotta tra l'Anticristo, Giuliano Felsemburgh, e l'Ultimo Papa, Percy Franklin, eletto col nome di Silvestro III (fino ai primi anni del XX secolo Papa Silvestro III non era considerato legittimo, bensì un antipapa), successore di Giovanni XXIV (gli antipapi Alessandro V e Giovanni XXIII, invece, fino ad allora erano considerato veri papi). Nella prima edizione italiana del romanzo, del 1920, il traduttore Corrado Raspini, curiosamente, non rende "Pope John XXIV" in "Papa Giovanni XXIV" ma "Papa Benedetto XVI". Ciò può essere spiegato, forse, col fatto che il papa regnante allora era Benedetto XV e Giovanni XXIII era di ben cinque secoli prima.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Elenco parziale.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Fantascienza[modifica | modifica wikitesto]

Testi fantapolitici-apologetici

Romanzi storici[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

  • The Light Invisible, Isbister & Company Ltd., 1903 (raccolta di racconti)
  • The Sentimentalists, Sir Isaac Pitman and Sons Ltd., 1906
  • The Conventionalists, Hutchinson & Co., 1908.
  • I necromanti (The Necromancers, 1909), Verona, Fede & Cultura, 2012. Testo originale in Progetto Gutenberg.
  • The Winnowing, B. Herder, 1910.
  • None other gods, B. Herder, 1911. Testo originale in Progetto Gutenberg.
  • The Coward, B. Herder, 1912.
  • An Average Man, Dodd, Mead & Company, 1913.
  • Loneliness?, Dodd, Mead & Co., 1915.

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • L'amicizia di Cristo (The Friendship of Christ, 1913), Brescia, Morcelliana, 1931; Milano, Jaca Book, 1989
  • Cristo nella Chiesa (Christ in the Church: A Volume of Religious Essays, 1911), Brescia, Morcelliana, 1936
  • Paradossi del Cattolicismo (Paradoxes of Catholicism, 1913), Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1923. Paradoxes of Catholicism in Progetto Gutenberg.
  • Confessioni di un convertito (Confessions of a Convert, London, Longmans, Green & Co., 1913), Milano, Gribaudi, 1995
  • Religion of the Plain Man

Libri per l'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alphabet of Saints, , illustrato da L. D. Symington, Burns, Oates & Washbourne, 1905 (con Reginald Balfour e Charles Ritchie)
  • A Child's Rule of Life, illustrato da Gabriel Pippet, London, Longmans, Green and Co., 1913.
  • Old Testament Rhymes, illustrato da Gabriel Pippet, 1913

Drammi[modifica | modifica wikitesto]

  • Cost of a Crown, a Story of Douay & Durham; a Sacred Drama in Three Acts
  • A Mystery Play in Honour of the Nativity of Our Lord, Longmans, Green, and Co., 1908
  • The Upper Room, a drama of Christ's passion

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C.C. Martindale, The life of Monsignor Robert Hugh Benson (Longmans, Green & Co., 1916)
  • Blanche Warre Cornish, Memorials of Robert Hugh Benson (Burns and Oates, 1915)
  • Sr. M.R. Monaghan, Monsignor Robert Hugh Benson (Boolarong Publications, 1985)
  • Janet Grayson, Robert Hugh Benson: Life and Works (University Press of America, 1998)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brani tradotti da come riportati in John Vidmar, English Catholic Historians and the English Reformation, 1585-1954: 1585-1954, Sussex Academic Press, 2005 - ISBN 1-84519-007-6. Testo preso a fonte per le altre informazioni di questo paragrafo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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