Rivoluzione diplomatica

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Le alleanze formatesi come risultato della Rivoluzione diplomatica.

La Rivoluzione diplomatica del 1756 è un termine applicato all'improvviso cambiamento di alleanze che perduravano da lungo tempo (dalla Guerra di Successione austriaca) e che mutarono con lo scoppio della Guerra dei Sette anni; lo spostamento era anche conosciuto come "grande cambiamento dei partner". L'essenza della rivoluzione può così essere riassunta: Gran Bretagna e Austria contro Francia e Prussia divenne Francia e Austria contro Gran Bretagna e Prussia. Fu parte della quadriglia degli stati che spostò le alleanze durante tutto il XVIII secolo.

Sfondo storico[modifica | modifica sorgente]

Il cambio diplomatico fu dovuto essenzialmente alla separazione degli interessi tra Austria, Gran Bretagna e Francia. La Pace di Aix-la-Chapelle dopo la Guerra di Successione austriaca nel 1748 lasciando l'Austria conscia dell'alto prezzo pagato dall'avere la Gran Bretagna come alleata. Maria Teresa d'Austria aveva preteso il trono asburgico ed aveva visto infine suo marito, Francesco Stefano, incoronato imperatore nel 1741, ma era stata costretta a rinunciare a diversi territori nel processo. Su pressione diplomatica inglese, Maria Teresa aveva rinunciato a gran parte della Lombardia ed aveva occupato la Baviera. Gli inglesi costrinsero poi a cedere Parma alla Spagna e soprattutto ad abbandonare la Slesia all'occupazione prussiana. Durante la guerra, Federico II di Prussia aveva assediato la Slesia, una delle terre della corona di Boemia. L'acquisizione di questo territorio fece diventare la Prussia una delle principali potenze europee. La crescita del potere della Prussia, sebbene pericoloso per l'Austria, venne ben visto dalla Gran Bretagna che lo vide come utile per bilanciare il potere francese.

Convenzione di Westminster[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alleanza anglo-prussiana (1756).

I risultati della Guerra di Successione austriaca erano ormai chiari: la Gran Bretagna non vedeva più l'Austria come grande potenza e preferiva allevare favorevolmente uno stato nascente come la Prussia. Per questo, Gran Bretagna e Prussia nella Convenzione di Westminster (16 gennaio 1756) si accordarono affinché la Gran Bretagna coinvolgesse l'Austria in un nuovo conflitto per la Slesia, mentre la Prussia avrebbe difeso l'Hannover dai francesi. La protezione dell'Hannover era un punto fondamentale per la Gran Bregtagna i cui re discendevano appunto dalla linea dei Brunswick-Luneburg che ivi regnavano. La Gran Bretagna riteneva infatti che la crescente potenza della Prussia nel nord della Germania fosse una potenza più forte dell'Austria per difendere l'Hannover. Nel frattempo l'Austria era determinata a reclamare la Slesia, e pertanto i due alleati si trovarono con un interesse di conflitto. Maria Teresa, riconoscendo la futilità del rinnovo di un'alleanza con la Gran Bretagna, si portò ad allinearsi al fianco della Francia. Maria Teresa sapeva che, senza un potente alleato come la Francia, ella non sarebbe mai riuscita a riottenere la slesia da Federico il Grande. L'accordo venne seguito da una più diretta Convenzione anglo-prussiana nel 1758.

Il Primo Trattato di Versailles[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trattato di Versailles (1756).

Maria Teresa inviò il suo ministro degliesteri, il conte Wenzel Anton von Kaunitz, in Francia per assicurarsi l'alleanza tra Austria e Regno di Francia per reclamare la Silesia. Ad ogni modo, Luigi XV di Francia si mostrò inizialmente riluttante nei confronti della proposta del Kaunitz. Solo con le rinnovate aggressioni tra Francia e Gran Bretagna, re Luigi venne costretto ad allearsi con l'Austria pur con scopi unicamente difensivi. In risposta alla Convenzione di Westminster, i ministri di Luigi XV e Kaunitz conclusero il Primo Trattato di Versailles (1 maggio 1756), ove entrambe le potenze si dichiararono neutrali e si impegnarono a provvedere l'un l'altra 24.000 uomini nel caso in cui l'una o l'altra parte fossero entrate in conflitto con una terza parte.

Il Secondo Trattato di Versailles[modifica | modifica sorgente]

I diplomatici di Maria Teresa, dopo essersi assicurati la neutralità della Francia, iniziarono attivamente a formare una coalizione anti-prussiana. Le azioni dell'Austria allertarono Federico II, che decise di colpire per primo invadendo la Sassonia, dando inizio alla Guerra dei Sette anni (1756–1763). Le azioni di Federico iniziarono anche a preoccupare la Russia che supportava l'Austria (i due paesi avevano già stretto un'alleanza difensiva dal 1746). Ad ogni modo, con l'invasione della Sassonia, Federico non aveva fatto altro che infiammare i suoi nemici e la Russia, guidata dall'imperatrice Elisabetta, inviò 80.000 uomini all'Austria. Ad un anno dalla firma del Primo Trattato di Versailles, Francia ed Austria firmarono una nuova alleanza il 1 maggio 1757, ma questa volta per scopi bellici. Nel Secondo Trattato di Versailles, l'Austria promise alla Francia i Paesi Bassi austriaci, ma in cambio Maria Teresa avrebbe ottenuto Parma e 129.000 soldati francesi oltre a 12.000.000 di lire francesi all'anno sino al ritorno della Slesia all'Austria

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Come risultato della rivoluzione diplomatica, Gran Bretagna e Prussia si scontrarono con Austria. Francia e Russia. Malgrado le diverse alleanze, gli antagonismi di base rimasero tali: la Prussia contro l'Austria e la Gran Bretagna verso la Francia. Tutte queste tensioni portarono alla Guerra dei Sette anni, di cui la rivoluzione diplomatica è considerata generalmente un preludio.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Charles W. Ingrao, The Habsburg Monarchy (Cambridge: Cambridge University Press, 2000), 157-177.
  • Judith G. Coffin and Robert C. Stacy, Western Civilizations Volume II (USA: W. W. Norton & Company, Inc, 2005), 568-570.