Rivolta della prigione di Attica

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Con l'espressione rivolta della prigione di Attica o rivolta di Attica si intende generalmente quella violenta sommossa carceraria scoppiata nel penitenziario statunitense di Attica (New York) il 9 settembre 1971. La rivolta fu inizialmente dettata dalla richiesta generica dei carcerati di ottenere migliori condizioni di detenzione, ma fu in un secondo momento guidata e sfruttata da un piccolo gruppo di detenuti per motivi politici[1].

Il motivo scatenante della rivolta fu la protesta contro l'uccisione, da parte di alcune guardie carcerarie, dell'attivista politico George Jackson, membro del movimento per l'emancipazione dei diritti dei neri Black Panther, avvenuto il 21 agosto precedente nella prigione californiana di San Quintino.

I 1280 rivoltosi, per la gran parte afroamericani e portoricani, presero in ostaggio trentotto persone, tra guardie e impiegati, e il quinto giorno di rivolta uccisero due degli addetti alla sicurezza presi in custodia forzata. Il fatto suscitò abbastanza clamore da concedere via libera alle operazioni delle forze dell'ordine per sanare la situazione e reprimere l'apoteosi di violenza senza precedenti che stava imperversando nel penitenziario[senza fonte].

Durante la rivolta, 1280 dei 2200 detenuti occuparono un'ala del carcere prendendo in ostaggio 33 addetti del personale carcerario e iniziarono le trattative con le autorità. Nonostante si fosse giunti ad un accordo sommario sulla maggior parte delle richieste dei rivoltosi, non fu possibile porre fine alla rivolta a causa del rifiuto in merito alla richiesta di amnistia per i reati commessi dai carcerati durante la rivolta e a quella di destituzione del responsabile del carcere.

Per questo motivo il 13 settembre, su ordine preciso del governatore di New York Nelson Rockefeller, l'esercito e le forze di polizia attaccarono il carcere: dagli elicotteri furono inizialmente lanciati lacrimogeni e poi 500 agenti entrarono nella struttura sparando sui rivoltosi, che non avevano armi da fuoco. Sul campo restarono 39 vittime, di cui dieci secondini e 29 carcerati, e più di 200 prigionieri feriti, di cui 80 in modo grave; ai superstiti, inoltre, furono usate torture e pestaggi[2]. Nei giorni seguenti la stampa locale affermò che le gole degli ostaggi erano state tagliate dai rivoltosi, cosa che risultò del tutto infondata dalle successive autopsie che appurarono che tutti i decessi erano stati provocati dalle pallottole delle forze dell'ordine[3].

Il carcere di Attica[modifica | modifica wikitesto]

La prigione di Attica, situata in una piccola comunità agricola a circa trenta miglia a est di Buffalo, è ospitata in una costruzione molto simile a quella della prigione di Auburn, a partire dal 1931. Dalla fine degli anni sessanta la prigione di Attica aveva ospitato detenuti provenienti per la maggior parte dalle periferie urbane delle grandi metropoli, appartenenti soprattutto ai gruppi etnici di minoranza. Le guardie carcerarie, al contrario, erano composte per la maggioranza da individui di etnia bianca e di estrazione sociale e culturale di stampo rurale, e raggiungevano il numero complessivo di circa 380 effettivi.

All'interno del carcere esistevano gruppi politicizzati di stampo etnico, come gli afroamericani Black Panthers, gli Young Lords portoricani e i Black Muslims che, con lo scopo di attuare un piano d'azione coordinato e unitario, decisero di appianare le proprie differenze ideologiche all'interno del penitenziario. Nonostante le vive preoccupazioni suscitate dalle autorità penitenziarie, il responsabile della Commissione per i servizi penitenziari dello Stato di New York Russell G. Oswald cercò di avviare una operazione di mediazione che non poté portare a termine per motivi di carattere personale.

Lo scoppio della rivolta[modifica | modifica wikitesto]

La rivolta scoppiò l'8 settembre, all'indomani di un incidente nel quale erano rimasti coinvolti due carcerati che vennero posti in isolamento. La rivolta ebbe inizio nel refettorio e rapidamente i carcerati riuscirono a sopraffare i secondini, non sufficientemente addestrati e preparati a fronteggiare una rivolta di questo genere, riuscendo così a prendere il controllo dei quattro blocchi con la cattura di circa quaranta ostaggi tra guardie carcerarie e impiegati del carcere. Molti dei secondini presi in ostaggio vennero fatti oggetto di vessazioni e atti di violenza, ed uno di loro morì per le ferite riportate, mentre tre carcerati, accusati di essere "spie", furono aggrediti e uccisi dai rivoltosi[senza fonte].

Fu per iniziativa dei Black Muslims che il resto degli ostaggi vennero protetti da ulteriori aggressioni, con lo scopo di tutelare i primi tentativi di negoziazione.

Nei pochi giorni della rivolta, non da poco fu gestire l'autogestione dei bracci occupati da tante persone considerate violente. Tra il gruppo di cittadini invitati come osservatori dai detenuti vi era anche Tom Wicher, giornalista del New York Times, che scrisse, nel pezzo A Time to Die: "L'armonia razziale che regnava tra i detenuti era assolutamente stupefacente"[4].

Commissioni d'inchiesta[modifica | modifica wikitesto]

Il padre del regista Doug Liman fece parte della commissione d'indagine incaricata di far luce sugli eventi ed eventuali responsabilità. Il risultato fu la conferma del generale disinteresse dell'allora governatore Nelson Rockefeller e delle autorità dell'ordine, che contribuirono all'esplosione della rivolta e la feroce repressione che ne seguì.

Rimborsi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 le famiglie dei detenuti della rivolta carceraria furono rimborsate. In un duro editoriale, il New York Times ha definito il pagamento "una forma di giustizia ritardataria e limitata per uno degli episodi più vergognosi nella storia dello Stato di New York"[5].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Truth about Attica by an Inmate National Review. Retrieved 2010-07-23
  2. ^ che cosa fu la rivolta di Attica di Elena Favilli|http://www.ilpost.it/2011/09/09/che-cosa-fu-la-rivolta-di-attica/
  3. ^ che cosa fu la rivolta di Attica di Elena Favilli|http://www.ilpost.it/2011/09/09/che-cosa-fu-la-rivolta-di-attica/
  4. ^ ’’Storia del popolo americano dal 1492 ad oggi’’,Howard Zinn,traduzione di Erica Mannucci,Milano,il Saggiatore,2005,512 p, ISBN 88-428-1107-6, p361
  5. ^ Il Corriere della Sera|http://archiviostorico.corriere.it/2000/gennaio/10/Rivolta_Attica_anni_dopo_New_co_0_0001104207.shtml
  6. ^ (EN) http://www.imdb.com/title/tt0109053

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Voices of Freedom: An Oral History of the Civil Rights Movement from the 1950s through the 1980s, eds. Henry Hampton and Steve Fayer

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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