Rivalta (Reggio Emilia)
| Rivalta frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°39′20″N 10°34′20″E / 44.65556°N 10.57222°ECoordinate: 44°39′20″N 10°34′20″E / 44.65556°N 10.57222°E | ||||
| Altitudine | 100 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 13,829 km² | ||||
| Abitanti | 6 142 (31/12/2009 (FONTE: Comune di Reggio nell'Emilia)) | ||||
| Densità | 444,14 ab./km² | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 42123 | ||||
| Prefisso | 0522 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | rivaltesi | ||||
| Patrono | sant'Ambrogio | ||||
| Giorno festivo | 24 novembre (San Prospero, Patrono della città di Reggio Emilia) | ||||
| Localizzazione | |||||
Rivalta (Rivêlta in dialetto reggiano) è una grossa frazione del comune di Reggio Emilia, posta 6 km a sud del centro della città. La villa confina con i comuni di Quattro Castella e Albinea e si estende su un'area che comprende diverse località: San Rigo, Ghiarda, il Casale di Rivalta, il centro e la zona Peep.
Indice |
[modifica] La villa ducale di Rivalta
A Rivalta fu edificata una residenza ducale tra il 1724 e il 1727, quando venne costruito un notevole palazzo con grande parco e parterre ispirati, in scala e con stili decisamente minori, alla reggia di Versailles, per impulso della principessa francese Carlotta Aglae d'Orléans, sposa dell'erede del ducato Francesco Maria d'Este. Rivalta a quel tempo veniva considerato una piccola "villa" - frazione rurale - a sud di Reggio. Nel 1788 il palazzo fu collegato alla città, nella parte iniziale del percorso, da un viale alberato tuttora riconoscibile nel tracciato di viale Umberto I, dotato di fontane e obelischi decorativi ed affiancato all'epoca da filari di pioppi cipressini, oggi scomparsi e sostituiti da tigli. Un ponte, costruito nello stesso anno, agevolava il passaggio del torrente Crostolo.
Nel 1796, a seguito dell'ingresso e dell'avanzata dell'esercito francese in Italia, la villa ducale venne occupata dai distaccamenti dell'armata napoleonica nel suo transito lungo la pianura padana. Vi vennero alloggiati ufficiali e truppe e fu base del comando militare di zona. Al termine dell'occupazione funzionale, usuale per un esercito in marcia, la villa ducale, ancora integra seppur con i segni dell'occupazione ed orfana di alcune tele scomparse in quell'occasione, venne consegnata ad un comitato di cittadini. Fu la consegna alla cittadinanza a determinare la rovina della villa. Tre lati dell'edificio, ivi incluso il prospetto principale verso i giardini, vennero infatti abbattuti e l'intero giardino ducale venne pressoché cancellato, onde far posto a campi per il pascolo delle vacche. Da quella rovina si trassero materiali edili per costruzioni private, mentre gli arredi e le capriate si trasformarono in legna da ardere distribuita a chi ne presentasse richiesta. L'ala residua, del tutto minore rispetto a quelle dei prospetti anteriore e posteriore - distrutte - era probabilmente destinata alla servitù. Permane anche la cappella, anch'essa in rovina e inglobata in edifici agricoli successivi. Del parco e dei giardini con giochi d'acqua, costruiti utilizzando l'acqua del vicino torrente Crostolo, sono rimasti solo il perimetro cintato, una vasca ovale in parziale rovina e presumibilmente una vasca lobata pur anch'essa ormai priva di riferimento all'originario contesto. Delle numerose statue che ornavano i giardini, molte furono distrutte mentre alcune vennero tolte e ricollocate nel cosiddetto Parco del Popolo, attuale parco civico nel centro città; altre due furono collocate sul ponte del Crostolo - in località San Pellegrino - mentre una si trova, in evidenza, nella centrale piazza Prampolini.
Solo nel 2005 i resti della villa e del giardino sono stati acquisiti dal comune di Reggio Emilia, che ha avviato per essi un percorso volto a recuperarli e a valorizzarli. La villa ducale di Rivalta, localmente nota con l'impropria definizione di "reggia", faceva parte di un più vasto complesso che comprendeva, a monte, anche la villa di Rivaltella (ora sede di un'industria di salumi) e la "vasca" di Corbelli, come poi fu chiamato il bacino artificiale che alimentava il sistema delle fontane e che conteneva, al suo interno, un'isola destinata agli svaghi e un bell'edificio tardo barocco ancora ottimamente conservato. Quest'ultimo oggi ospita una residenza privata e una pizzeria. Lo specchio d'acqua è stato affittato per la pesca sportiva ed è aperto alle passeggiate dei visitatori.
In questo paese crebbero i calciatori Luca Cigarini, centrocampista dell'Atalanta, e Andrea Costa (calciatore), difensore della Sampdoria.
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Torrente Crostolo
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