Ritt Bjerregaard

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Ritt Bjerregaard
Ritt Bjerregaard portrait.JPG

Commissario europeo per l'ambiente
Durata mandato gennaio 1995 –
16 settembre 1999
Presidente Jacques Santer
Manuel Marín
Predecessore Ioannis Paleokrassas
Successore Margot Wallström

Jytte Ritt Bjerregaard (Copenaghen, 19 maggio 1941) è una politica danese, esponente dei Socialdemocratici. È stata più volte ministro e commissario europeo ed è stata la prima donna sindaco di Copenaghen. Nella sua carriera politica si è occupata in modo particolare di istruzione, ambiente e pari opportunità.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Estrazione e formazione[modifica | modifica sorgente]

Il padre di Bjerregaard era un muratore e la madre una ragioniera[1][2]. Entrambi erano militanti comunisti[2].

Bjerregaard ha ricevuto una formazione come insegnante, laureandosi nel 1964[1]. Per mantenere gli studi lavorò presso le poste[3]. Nel 1966 e 1967 svolse uno studio post-laurea in storia sociale[1]. Tra il 1964 e il 1970 operò come insegnante di scuola elementare, trasferendosi a Odense nel 1966[1][3]. Ha inoltre curato e pubblicato una serie di libri di testo[2]. Durante questo periodo Bjerregaard si avvicinò alla politica e cominciò ad impegnarsi con i socialdemocratici nella politica locale e nel sindacato[1]. Nel 1969 fu eletta membro dell'esecutivo dell'Unione danese degli insegnanti e nel 1970 divenne membro della direzione locale della società di formazione dei lavoratori dell'isola di Funen[1].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1969 Bjerregaard fu nominata presidente del comitato del partito socialdemocratico per la politica educativa e fu candidata alle elezioni parlamentari, ma non fu eletta[2]. Nel 1970 fu eletta membro del consiglio comunale di Odense, di cui fece parte fino al 1973[4]. Bjerregaard fu eletta per la prima volta al Folketing nel 1971 nel collegio di Otterup[2][4]. Fu riconfermata nelle elezioni successive ed ha fatto parte del Folketing ininterrottamente fino al 1995[4].

Nel 1973 Bjerregaard fu nominata ministro dell'istruzione[4]. Nel periodo precedente si era opposta all'ingresso della Danimarca nelle Comunità europee ed aveva espresso solidarietà con le manifestazioni studentesche[2]. Bjerregaard svolse il medesimo incarico di governo tra il 1975 ed il 1978[4]. Realizzò una riforma dell'istruzione pubblica, modificò le norme sulla rappresentanza universitaria e introdusse una legge che consentiva controlli sull'accesso alle università[2].

Nel dicembre 1978 Bjerregaard si dimise dall'incarico di ministro dell'istruzione e 1979 fu nominata ministro degli affari sociali[2][4]. Ricoprì l'incarico fino al 1981[4]. Nel 1981 Bjerregaard fu eletta presidente del gruppo parlamentare dei socialdemocratici[4]. Dal 1982 al 1987 fu vicepresidente del gruppo, e dal 1987 al 1992 presiedette nuovamente il gruppo parlamentare del suo partito[4]. Nel 1992 fu nominata vicepresidente dell'Internazionale delle donne socialiste[4]. Dal 1990 al 1994 ha presieduto anche la commissione parlamentare per il bilancio[4].

Per vari anni Bjerregaard fu portavoce del suo partito per gli affari esteri[3]. Nel 1990 Bjerregaard fu nominata membro dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e nel 1992 vicepresidente dell'assemblea parlamentare dell'OSCE[4]. Dopo avere abbandonato l'iniziale euroscetticismo, tra il 1992 ed il 1994 presiedette il Movimento europeo della Danimarca[4]. Bjerregaard ha fatto parte della Commissione Trilaterale[3].

Commissario europeo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994 Bjerregaard fu indicata dal governo danese come commissario europeo della Danimarca e si dimise dagli incarichi che rivestiva[4]. Tra il gennaio 1995 e il settembre 1999 Bjerregaard fu commissario europeo per l'ambiente nell'ambito delle commissioni Santer e Marín. Durante il suo mandato fu firmato il Protocollo di Kyoto. Bjorregaard si impegnò inoltre per controllare lo smaltimento dei rifiuti tossici ed evitare il loro trasferimento nei paesi in via di sviluppo[3].

Nel 1999 Bjorregaard fu eletta nuovamente al Folketing[3]. Dal 2000 al 2001 Bjerregaard è stata ministro per il cibo, l'agricoltura e la pesca e si è occupata in particolare di qualità e sicurezza alimentare e di ecologia[3][4]. Nel 2001 è stata nominata portavoce dei socialdemocratici per la politica alimentare[4].

Sindaco di Copenaghen[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2006 Bjerregaard è stata eletta membro del consiglio comunale di Copenaghen e successivamente è stata nominata sindaco della città[4]. Ha svolto l'incarico fino al 31 dicembre 2009[3].

Durante il suo mandato Bjerregaard ha promosso politiche per la riduzione dell'impatto ambientale, promuovendo l'uso delle biciclette e la sostenibilità degli edifici[5]. Nel 2009 Copenaghen ha ospitato la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Durante il mandato da sindaco Bjorregard ha inoltre lanciato la campagna "Daddy forever", per incentivare i dipendenti maschi del comune a prendere il congedo parentale e favorire le pari opportunità[6].

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Rapport fra en "Kaffeklub": socialdemokratisk kulturpolitik, con Klaus Rifbjerg, 1977[4]
  • Strid, 1979[4]
  • Til venner og fjender af dansk socialpolitik, con Lars Lundgaard, 1982[7]
  • Heltindehistorier, 1983[4]
  • I opposition, 1987[4]
  • Utfordringen, 1988[4]
  • Frihed, lighed og broderskab - et debatoplæg, 1989[4]
  • Danmark 1-10, con Søren Mørch, 1989[7]
  • Fyn med omliggende øer, con Søren Mørch, 1989[7]
  • Verden er så stor så stor, con Sven Burmester, 1991[7]
  • Ministeren, Vilkår for politisk ledelse, con Palle Simonsen, Mogens Bundgaard-Nielsen, Bo Smith e Michael Christiansen, 1994[7]
  • Mine Æbler, 2003[7]
  • Mit København, 2005[4]
  • Min mor er død, con Christine Antorini, Hanne-Vibeke Holst e Anne Murray[7]
  • Ritt og Søren: Samtaler om Krig og Kærlighed, con Søren Mørch e Martin Krasnik[7]

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Bjerregaard è la maggiore di tre fratelli[3]. È sposata con lo scrittore e storico danese Søren Mørch[4].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Bjorregaard ed il marito sono appassionati di agricoltura biologica. Dal 1987 possiedono una coltivazione di mele[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f (DE) Ritt Bjerregaard, Munzinger. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  2. ^ a b c d e f g h (DA) Ritte Bjerregaard, Den Store Danske. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j (DA) Information om Ritt Bjerregaard, Sito personale di Ritt Bjerregaard. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y (EN) Curriculum vitae di Ritt Bjerregaard, Comune di Copenaghen. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  5. ^ (EN) Ritt Bjerregaard, Great Danes, New Statesman, 17 settembre 2009. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  6. ^ (EN) Ulla Plon, Ritt Bjerregaard, Time, 30 aprile 2007. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  7. ^ a b c d e f g h (DA) Foredrag med Ritt Bjerregaard, Sito personale di Ritt Bjerregaard. URL consultato il 4 gennaio 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Commissario europeo per l'ambiente Successore Flag of Europe.svg
Ioannis Paleokrassas gennaio 1995 -16 settembre 1999 Margot Wallström
Predecessore Commissario europeo della Danimarca Successore Flag of Denmark.svg
Henning Christophersen gennaio 1995 -16 settembre 1999 Poul Nielson

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