Ritratto di Oswolt Krel

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ritratto di Oswolt Krel
Ritratto di Oswolt Krel
Autore Albrecht Dürer
Data 1499
Tecnica olio su tavola di tiglio
Dimensioni 50 cm × 39 cm 
Ubicazione Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

Il Ritratto di Oswolt Krel è un dipinto a olio su tavola (50x39 cm) di Albrecht Dürer, datato 1499 e conservato nell'Alte Pinakothek a Monaco di Baviera. È composto a trittico con due sportelli con due Uomini selvatici con gli stemmi di Oswolt e Agathe Krel, misuranti 49x16 cm ciascuno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera segna il culmine della ritrattistica dell'aristocrazia di Norimberga da parte di Dürer allo scadere del secolo. Oswolt Krel era il rappresentante a Norimberga di un'importante impresa commerciale di Ravensburg. Fu un personaggio inquieto e temerario (alcuni hanno anche letto segni di squilibrio psichico nel suo ritratto), che per un certo periodo arrivò a essere pure imprigionato per un mese, per aver pesantemente deriso un notabile della città.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Sullo sfondo di uno sgargiante velo rosso, dove si trova impresso il nome dell'effigiato e la data del ritratto, la mezza figura di Oswolt Krel si staglia con forma, vestito aristocraticamente in nero, con una casacca molto scollata (sotto la quale si intravede la camicia bianca e un cordone legato al collo) e di un grosso manto con bordo di pelliccia. La mano destra è appoggiata a un invisibile parapetto, secondo l'iconografia sviluppata nelle Fiandre, e indossa un anello, mentre un altro è all'indice della sinistra. Lo sguardo e la postura sembrano far trasparire la tracotanza e la beffardia del soggetto, coi tratti marcati del volto, incorniciati da una folta capigliatura ondulata. Lo sguardo serio e acuto sembra accentuarsi aggressivo nel rosso vivo dello sfondo.

A sinistra si apre lo spazio per un lontano paesaggio, da allora in poi sempre più raro nei ritratti dureriani. I rami degli alberi sembrano più cifre grafiche che non una restituzione naturalistica, e non hanno certo la ricchezza e l'accuratezza che presentano i paesaggi ad acquerelli realizzati da Dürer negli anni successivi al suo ritorno dall'Italia.

I due sportelli laterali, che originariamente si chiudevano sulla tavola, vennero riconosciuti come tali sono nel 1907 da Braune, che ne aveva trovato traccia negli inventari dei principi Öttingen-Wallerstein. Mostrano le insegne araldiche di Oswolt Krel e quelle della sua sposa, nata Esendorf. I due scudi araldici sono retti da due Uomini delle selve armati di clava e collocati sotto un intreccio di rami di gusto tardogotico, che dà alle scenette un'atmosfera di favola. La scelta degli Homini selvatici, così curiosa, è forse da mettere in relazione con la personalità irruente di Krel e forse rimanada anche al soggetto araldico dello scudo dello sportello di destra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantino Porcu (a cura di), Dürer, Rizzoli, Milano 2004.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]