Ritratto di Caracalla

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Ritratto di Caracalla
Ritratto di Caracalla
Copia del Museo Puskin, Mosca
Autore sconosciuto
Data 211 d.C
Materiale marmo
Dimensioni 60 cm 
Ubicazione Musei Vaticani, Roma

Il più celebre ritratto di Caracalla è quello con la torsione della testa, conservato ai Musei Vaticani e del quale si conoscono varie repliche. È alto 60 cm.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'occasione del ritratto, a giudicare dalle numerose copie e dai confronti con i coni medievali, dovette essere l'assunzione di tutte le responsabilità dell'impero dopo l'uccisione di Geta (212). L'atteggiamento del giovane imperatore è raffigurato con l'insolita torsione del capo verso sinistra e con un'accentuazione dei caratteri psicologici, ispirati a prototipi ellenistici ma rivisitati secondo il sentire romano.

Il busto è dovuto a un'integrazione settecentesca, ma non deve differire molto da quello antico. La testa è composta con forte cura alla composizione del volume, con capelli folti e raggrumati in corti ricci e una barba dall'andamento mosso e confuso. L'intensa espressione è evidenziata da alcuni tratti fisionomici dell'imperatore, quali la fronte corrugata a "V", gli occhi infossati, le ciglia increspate, le labbra serrate dal taglio lungo. Il contenuto che sembra voler suggerire è quello di un'intensa spiritualità, tipica del III secolo, ma anche una recalcitranza iraconda, schiva, non benevola.

A questo ritratto si ispirò Michelangelo nello scolpire il Ritratto di Bruto al Bargello di Firenze.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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