Ritratto del vescovo Bernardo de' Rossi

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Ritratto del vescovo Bernardo de' Rossi
Ritratto del vescovo Bernardo de' Rossi
Autore Lorenzo Lotto
Data 1505
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 54,7 cm × 41,3 cm 
Ubicazione Museo di Capodimonte, Napoli

Il Ritratto del vescovo Bernardo de' Rossi è un dipinto a olio su tavola (54,7x41,3 cm) di Lorenzo Lotto, datato al 1505 e conservato nel Museo di Capodimonte a Napoli. Il ritratto aveva anticamente un coperchio protettivo decorato dall'Allegoria della Virtù e del Vizio, oggi nella National Gallery di Washington.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera anticamente aveva una coperta, o custodia, con un'iscrizione nel rovescio dove si chiariva il soggetto, il vescovo di Treviso Bernardo de' Rossi, la sua età al momento del ritratto (36 anni) e la data del 1505[1]. A quel tempo il giovane pittore veneziano frequentava la piccola corte vescovile trevigiana, tra letterati e artisti, per la quale dipinse altre opere. L'antica custodia è stata identificata con la Allegoria della Virtù e del Vizio oggi conservata alla National Gallery di Washington. Perduta l'iscrizione in successive manomissioni, il suo contenuto è comunque stato tramandato da trascrizioni attendibili.

Il ritratto fu portato a Parma dallo stesso vescovo, quando vi si rifugiò nel 1524, e in seguito entrò nelle collezioni Farnese che, come è noto, vennero trasferite a Napoli nel 1760.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentato a mezza figura, col busto di tre quarti e il volto girato verso lo spettatore, il giovane vescovo è ritratto con un vivo realismo, che si sofferma su particolari come l'incarnato rubicondo, le occhiaie appena accennate, le leggere imperfezioni della pelle. Dalla berretta nera sporgono alcuni riccioli castano chiaro, che evidenziano il fisiotipo nordico, così come gli occhi azzurri ed espressivi. La mantella rossa spicca sullo sfondo scuro, una tenda verde qua e là increspata, tipica dell'arte veneziana a cavallo tra Quattro e Cinquecento.

La mano destra, vicino al bordo, è ornata da anelli e stringe con fermezza un rotolo manoscritto, un gesto rivelatore dell'energia e determinazione del soggetto. Ciò riecheggia le suggestioni psicologiche di Antonello da Messina, mentre la saldezza plastica della figura, la luce forte e incidente, che crea ombre profonde, e l'attenzione al dettaglio sono legati alle suggestioni dell'arte nordica, in particolare Dürer, che forse Lotto aveva conosciuto in maniera indiretta, tramite disegni. Il rotolo forse contiene la condanna verso la congiura organizzata nei suoi confronti nel 1503.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "BERNARD. RVBEVS / BERCETI COM. PONT / TARVIS. NAT. / ANN. XXXVI. MENS. X.D.V. / LAVRENT . LOTVS P. CAL. / IVL. M.D.V." (D. Alan Brown, in Lorenzo Lotto. Il genio inquieto del Rinascimento, a cura di D. Alan Brown, P. Humfrey, M. Lucco, Milano, 1998, pp. 76-80, n. 3)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Pirovano, Lotto, Electa, Milano 2002. ISBN 88-435-7550-3
  • Roberta D'Adda, Lotto, Skira, Milano 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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