Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco
Coordinate: 37°59′13″N 12°30′39″E / 37.98694°N 12.51083°E
| Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco |
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|---|---|
| Tipo di area | Riserva Regionale |
| Codifica EUAP | EUAP1110 |
| Class. internaz. | ZPS, SIC, ZU, IBA, ZR |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Comuni | Trapani, Paceco |
| Superficie a terra | 910,60 ha |
| Provvedimenti istitutivi | DD.AA. 275/44 dell'11.05.95 |
| Gestore | WWF Italia |
| Sito istituzionale | |
La Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco è una riserva naturale regionale della Sicilia.[1]
Indice |
[modifica] Storia
Di origine fenicia, il geografo arabo al-Idrīsī documenta la presenza delle saline già nel periodo della dominazione normanna in Sicilia. Sotto il regno di Federico di Svevia fu istituito il monopolio di Stato sulla produzione del sale, che si protrasse anche durante la dominazione angioina. Furono in seguito gli aragonesi a sancire il ritorno alla proprietà privata, ma fu sotto la corona spagnola che l'attività di produzione del sale raggiunse la sua acme, trasformando il porto di Trapani nel più importante centro europeo di commercio del prezioso elemento. Dal 1861 con l'Unità d'Italia queste saline non furono nazionalizzate, e furono le uniche a superare il monopolio del sale da parte dello Stato, esportandolo in diversi paesi [2]. Dopo la prima guerra mondiale con la concorrenza delle saline industrializzate di Cagliari iniziò la decadenza delle saline trapanesi, accentuata dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e dalla concorrenza straniera con il salgemma. Molte delle saline furono dismesse o abbandonate.
Restano i caratteristici mulini a vento, utilizzati nel tempo, per una duplice funzione: alcuni per la macinazione del sale, altri per il pompaggio dell'acqua salata da una vasca all'altra.
Ma dopo la istituzione della Riserva, avvenuta con decreto dell’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione siciliana n.257 dell’11 maggio 1995, ed il suo affidamento in gestione al WWF Italia, si è assistito ad un nuovo rilancio delle attività produttive e della lavorazione del sale, da parte della Sosalt, che è il principale produttore, con l'approvazione di interventi di restauro e recupero degli impianti abbandonati. Il sale marino trapanese è oggi inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che nell'aprile 2011 ne ha anche riconosciuto la IGP con la donominazione Sale marino di Trapani [3].
Nel 2011 le saline di Trapani hanno ottenuto il riconoscimento di zona umida Ramsar, con decreto del ministero dell'Ambiente [4] .
[modifica] Territorio
La Riserva comprende una fascia costiera estesa quasi mille ettari, suddivisi in zona A di Riserva (707 ha) e zona B di Pre-Riserva (278,75 ha), tra i comuni di Trapani e Paceco.
Gran parte della Riserva è costituito da saline di proprietà privata, in cui viene tuttora praticata la estrazione del sale secondo le tecniche tradizionali in uso da secoli. Di notevole impatto paesaggistico la presenza di numerosi mulini a vento utilizzati per pompare l'acqua tra i bacini.
Al di la di questa valenza etno-antropologica, il sito si caratterizza per il fatto di essere una delle più importanti aree umide costiere della Sicilia occidentale, ambiente di sosta di numerose specie di uccelli migratori.
[modifica] Flora
L'ambiente delle saline, fortemente salmastro, ospita numerose specie erbacee o arbustive adattatesi alle condizioni ambientali estreme che questa area presenta.
Lungo gli argini delle vasche prosperano diverse specie di Chenopodiaceae, tra le quali meritano un cenno particolare la salicornia strobilacea (Halocnemum strobilaceum), specie suffruticosa descritta in poche altre stazioni in Sicilia e Sardegna, e l'Halopeplis amplexicaulis.
Tra le altre specie significative vanno segnalate: la Calendula maritima, un raro endemismo il cui areale è limitato alla zona costiera compresa tra lo Stagnone di Marsala e il Monte Cofano; l'enula marina (Limbarda crithmoides); il cosiddetto fungo di Malta (Cynomorium coccineum), presente, oltre che in quest'area, in ristrette aree costiere della Sardegna e della Basilicata.
Altri endemismi meritevoli di menzione sono il Limonium densiflorum, il Limonium lojaconoi, il Limonium avei, il Limonium ferulaceum, l'Euphorbia pithyusa subsp. cupanii, la Cressa cretica, l'Aeluropus lagopoides e il Limoniastrum monopetalum.
[modifica] Fauna
L'area della Riserva riveste un particolare interesse ornitologico in quanto costituisce una area di sosta sulla rotta delle migrazioni verso l'Africa. Considerando sia le specie nidificanti che quelle svernanti sono state censite 196 differenti specie di uccelli tra cui l'Avocetta, eletta a simbolo della Riserva, il Fenicottero, la Spatola, l'Airone bianco maggiore, la Garzetta, il Tarabuso, il Gabbiano roseo, il Martin pescatore, il Falco di palude, il Cavaliere d'Italia, il Fraticello, il Fratino, la Calandrella e varie specie di anatidi .
Sono inoltre presenti numerose specie di insetti rari quali i coleotteri Cicindela circumdata e Cicindela litorea, l'ortottero Platycleis elymica e la farfalla Teia dubia.
Merita infine un cenno la presenza nelle pozze salmastre della Artemia salina, un piccolo crostaceo dell'ordine degli Anostraca, adattato a condizioni di vita estreme, oggetto di numerose ricerche scientifiche.
[modifica] Strutture ricettive
Presso il Mulino Maria Stella, sulla strada provinciale n.21 Trapani-Marsala, è attivo un centro di accoglienza per i visitatori ove è disponibile materiale informativo (guide, cartine) sulla Riserva.
È possibile prenotare visite guidate prendendo contatto con il WWF-Italia al numero di tel. 0923-867700 o contattando l'ente gestore wwfsalineditrapani@wwf.it.
[modifica] Note
- ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
- ^ [1]
- ^ [2]
- ^ Gazzetta ufficiale
[modifica] Galleria fotografica
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Lungo gli argini crescono diverse specie di Chenopodiaceae
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L'endemica Calendula maritima
[modifica] Bibliografia
- Gesualdo Bufalino, Salvatore Costanza, Saline di Sicilia, Sellerio, 1988
- Giuseppe Mondini, Le saline delle provincia di Trapani, B.d.P., 1999
- Angelo Troia, Saline di Trapani e Paceco - Guida alla Storia Naturale, Ed. Anteprima, 2005 ISBN 88-88701-14-1.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco
[modifica] Collegamenti esterni
- sito ufficiale RNO Saline di Trapani e Paceco
- Scheda su Riserva Saline di Trapani e Paceco - www.parks.it, il Portale dei Parchi italiani
- La pista ciclabile come elemento di riqualificazione della Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco
- Atti del convegno "Il patrimonio naturalistico delle Saline di Trapani e Paceco: stato delle conoscenze" (PDF)
- Il Museo del Sale
- Trapani. Riqualificazione paesaggistica per la fruizione del mare nei pressi della Torre di Nubia (PDF) in Premio di Architettura Portus. URL consultato il 12-06-2007.
- (DE) Naturreservat: Salinen von Trapani und Paceco
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