Riserva naturale di Monte Catillo

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Riserva naturale di Monte Catillo
Riserva naturale del Monte Catillo.JPG
Panorama della Riserva naturale di Monte Catillo
Tipo di area Riserva naturale
Codifica EUAP EUAP1038
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Province Roma Roma
Comuni Comune di Tivoli
Superficie a terra 1.319,00 ha
Provvedimenti istitutivi L.R. 29, 06.10.97
Gestore Provincia di Roma
Mappa Riserva naturale di Monte Catillo.png
Sito istituzionale

La riserva naturale di Monte Catillo è un'area naturale protetta istituita nel 1997, nella regione Lazio. Occupa una superficie di 1.319 ha[1] sui monti di Tivoli nella provincia di Roma.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Flora[modifica | modifica sorgente]

Trattandosi di una zona ecotonale, quindi un luogo di sovrapposizione e intersezione tra due ecosistemi differenti, la Riserva del Monte Catillo presenta una grandissima e preziosa diversità floristica. Le specie vegetali si raggruppano a formare praterie, cespuglieti e boschi dalla composizione e struttura più varia. Caratteristico è il bosco di sughere (Quercus suber) con un sottobosco molto povero. Sparsi tra la riserva anche alcuni rari esemplari di Quercus crenata. Di grande interesse botanico la particolare presenza di specie balcano orientali quali lo storace (Styrax officinalis), l'albero di Giuda (Cercis siliquastrum), la marruca (Paliurus spina-christi) e il carpino orientale (Carpinus orientalis). Nelle zone più interne della riserva e nei versanti esposti a nord più freschi e umidi stazionano specie spiccatamente mesofile. Domina il bosco di cerro (Quercus cerris) con alcuni esemplari secolari. Il sottobosco è composto da specie vegetali quali carpino orientale, biancospino selvatico (Crataegus oxyacantha), orniello (Fraxinus ornus), corniolo (Cornus mas), acero campestre (Acer campestre). Si osserva raramemente anche qualche esemplare di castagno (Castanea sativa) e pioppo tremulo (Populus tremula).

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente.

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