Ripple mark

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Ripple marks fossili nella Formazione di Werfen (Trentino)
Ripple marks fossili nella Moenkopi Formation (Triassico (Utah)
Ripple marksattuali su una spiaggia, parzialmente rimodellati dall'azione eolica

In sedimentologia si definiscono ripple marks o ripples (non esiste uno specifico termine in italiano italiano per questi oggetti, talvolta chiamati genericamente ondulazioni[1]) delle particolari strutture sedimentarie di origine trattiva, derivate cioè dall'azione di trazione delle particelle di sedimento sul fondale, esercitata da correnti unidirezionali o dalle oscillazioni del moto ondoso.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di increspature cicliche che si formano sulla superficie del sedimento inconsolidato, approssimativamente organizzate in ripetizioni cicliche di allineamenti subparalleli coalescenti fra loro, orientati in posizione perpendicolare alla direzione della corrente che li genera, in cui si riconoscono creste e depressioni la cui lunghezza d'onda può variare da 2-3 centimetri fino a 2-3 decimetri nel caso dei megaripples. Internamente, i ripples sono costituiti da lamine di spessore millimetrico; se osservati in sezione trasversale, si nota che le lamine sono inclinate nel verso della corrente.

Questi ripple mark si possono rinvenire in tutti gli ambienti sedimentari in cui sono attive correnti acquee, sia in ambito continentale, come nel caso di ambiente fluviale, transizionale (deltizio e piane di marea), costiero e di piattaforma continentale; per la loro conservazione è necessaria l'assenza di bioturbazioni.

Simili ripples si ritrovano anche in ambiente subaereo desertico, sopra superfici sabbiose, dove sono formati da correnti aeree.

In presenza di moto oscillatorio, derivante dall'azione delle onde, si possono però avere ripples simmetrici, caratterizzati dall'inclinazione opposta delle lamine sulle due superfici del ripple. Il riconoscimento di questo tipo di ripple fornisce una chiara indicazione di ambiente sedimentario di acque basse, il cui fondo è sottoposto all'azione delle onde.

Su Marte[modifica | modifica sorgente]

Ripple marks giganteschi (25 m tra una cresta e l'altra) sono diffusissimi sul pianeta Marte. Si veda, per esempio, l'immagine ad altissima risoluzione PSP_009538_1975[necessario rimandare con un link alla foto o ad un modo per rendere verificabile l'informazione] trasmessa dal satellite NASA in orbita polare MRO/HiRISE. In essa è possibile notare dei ripple marks formati dalle tempeste di vento marziane, sia lungo il bordo di due enormi frane (parzialmente sovrapposte) sia sul fondo dei vari crateri meteorici che hanno bucherellato il paesaggio. Questi ripple marks sono relativamente più giovani sia rispetto alle frane che ai crateri meteorici. Quindi, la sequenza cronologica è la seguente: crateri meteorici antichi, frane, crateri meteorici sulle frane (pertanto più recenti delle frane stesse), ripple marks. Circa l'età assoluta di queste formazioni, si può dire che appartengano al periodo amazzoniano, l'ultimo dell'evoluzione geologica del pianeta rosso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Geologia. URL consultato il 2010-10-26.

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