Rino Foschi

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Rino Foschi (Cesena, 11 luglio 1946) è un dirigente sportivo italiano, attuale direttore sportivo del Padova.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Gli inizi

Le prime società per il quale fa da dirigente sono il Messina in Serie C2 nella stagione 1979-1980, quindi Teramo, Ravenna, Avellino e Napoli. Dopo passa 5 anni al Trento in Serie C1 (dal 1986 al 1991).

Nel 1991-1992 passa al Modena, portando nell'organico della squadra canarina l'ex capitano dell'Inter Giuseppe Baresi.

Nel 1994-1995 passa al Ravenna e quindi al Verona sino al 2002, dove vince un campionato di Serie B con Cesare Prandelli agli inizi della carriera di allenatore. In questi anni è artefice dell'acquisto di giocatori come Cristian Brocchi, Vincenzo Italiano, Aimo Diana, Sebastien Frey, Emiliano Bonazzoli, Martin Laursen, Adrian Mutu, Alberto Gilardino, Mauro Germán Camoranesi, Massimo Oddo, Martins Bolzan Adailton, Paolo Cannavaro, Mario Frick.

[modifica] Palermo

Dal 2002 al 2008 è stato il direttore sportivo del Palermo (due anni in Serie B e quattro anni in Serie A) di Maurizio Zamparini che aveva da poco prelevato la presidenza del Palermo.

Sotto la sua direzione, il Palermo raggiunge per tre volte consecutive la qualificazione in Coppa UEFA e sotto la sua supervisione sono stati scoperti e valorizzati giovani giocatori che hanno raggiunto anche la Nazionale italiana, tra i quali i Campioni del Mondo Simone Barone, Andrea Barzagli, Fabio Grosso, Cristian Zaccardo e Luca Toni.

Tra le sue più grandi scoperte c'è anche quella del difensore danese Simon Kjær, scoperto al Torneo di Viareggio 2008 dopo averlo visto all'opera da spettatore, pagando regolarmente il biglietto per non farsi riconoscere.[1]

[modifica] Genoa

Il 30 giugno 2008, scaduto il contratto di direttore sportivo del Palermo, il presidente Zamparini gli propone una nuova carica societaria riguardante la dirigenza, che Foschi non accetta.

Il 16 luglio 2008, il presidente del Genoa Enrico Preziosi annuncia che Rino Foschi sarà il nuovo direttore sportivo del grifone, carica che Foschi ricoprirà solamente fino alla fine del calciomercato.

[modifica] Torino

Il 19 gennaio 2009 diventa il direttore sportivo del Torino;[2] il 6 gennaio 2010 si dimette da questo incarico[3] lasciando il ruolo a Gianluca Petrachi.[4]

[modifica] Padova

Il 30 giugno 2010 diviene il nuovo direttore sportivo del Padova.[5]

Il 13 giugno 2011, il giorno successivo alla finale dei play-off di ritorno di Serie B persa per 2-0 contro il Novara, annuncia di lasciare il Padova in seguito ad irreparabili attriti con la vice-presidentessa Barbara Carron e con il giornalista Leandro Barsotti.[6]. Tuttavia il 18 giugno rinnova il suo contratto fino al giugno 2013 assieme all'allenatore Alessandro Dal Canto.[7]

[modifica] Coinvolgimento in Calciopoli

Foschi è stato al centro di una polemica dovuta alla pubblicazione delle trascrizioni di intercettazioni telefoniche relative a comunicazioni intercorse tra lui e Luciano Moggi nel marzo del 2007. In queste conversazioni l'allora ds del Palermo difende Moggi ("il calcio lo avete chiamato Moggiopoli...ma Moggi ha solo avuto l'accuratezza di essere un dirigente colto e di difendersi come sto facendo in questo momento", dà del deficiente all'amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola, discute di un possibile acquisto della società rosanero da parte di Flavio Briatore, e incassa una rassicurazione da Moggi: "Tu sei pupillo mio. Io le persone non le tradisco mai."[8][9][10][11]

[modifica] L'inibizione del 2010

Il 9 giugno 2010 la Commissione Disciplinare della FIGC ha sanzionato Foschi con un'inibizione di tre mesi.[12][13] I fatti contestatigli risalgono al periodo 2003-2006, durante il quale lui era dirigente del Palermo e la società ha beneficiato degli ammortamenti derivanti da presunte plusvalenze fittizie nell'ambito del trasferimento di calciatori[14] in particolare con la Roma per i cartellini di Franco Brienza e Davide Bombardini (valutati 11 milioni di euro ciascuno) avvenuti però nel periodo 2001-2002.[15] Il 13 luglio 2010 la Corte ha annullato tale sanzione.[16]

[modifica] Note

[modifica] Collegamenti esterni

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