Richard White (rugbista)

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Richard White
Dati biografici
Nome Richard Alexander White
Paese Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 188 cm
Peso 101 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Seconda linea
Ritirato 1957
Carriera
Attività provinciale
1949-57 Poverty Bay Poverty Bay
Attività da giocatore internazionale
1949-56 Nuova Zelanda Nuova Zelanda 23 (9)

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 15 dicembre 2012

Richard Alexander "Tiny" White (Gisborne, 11 giugno 192510 marzo 2012) fu un rugbista a 15, politico e dirigente sportivo neozelandese, seconda linea degli All Blacks tra il 1949 e il 1956.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Nato a Gisborne, nella regione omonima, nel 1925, Richard White crebbe in una fattoria del villaggio rurale di Ngapata[1]; dopo la fine della seconda guerra mondiale servì nel contingente dell'esercito neozelandese che prese parte all'occupazione del Giappone[1]. Alla fine del servizio militare il Governo gli garantì un appezzamento di terreno coltivabile e nel 1949 si sposò; dal matrimonio sono nati tre figli e due figlie[1].

In parallelo all'attività di agricoltore, fu impegnato nel rugby, disciplina nella quale rappresentò la provincia neozelandese di Poverty Bay durante tutta la sua carriera agonistica, guadagnandosi il soprannome di Tiny (piccolo) come ironico contraltare alla sua statura (188 centimetri) e alla stazza (un quintale di peso)[1].

Disputò il suo primo test match per gli All Blacks il 3 settembre 1949 a Wellington, contro l'Australia per la Bledisloe Cup, e fu presente in tutti i tour disputati fino al 1956, imponendosi come seconda linea di personalità[1].

Nel corso del tour del Sudafrica del 1956 disputò i suoi ultimi incontri internazionali; l'ultimo assoluto fu il 1º settembre ad Auckland, allorché fu colpito in una mischia dal pilone degli Springbok Jaap Bekker alla schiena [2]; Bekker intendeva vendicarsi del trattamento subìto nel test match precedente dal neozelandese Kevin Skinner, il quale era stato richiamato in squadra due anni dopo il suo ritiro per opporsi al gioco intimidatorio dei sudafricani[2], e che aveva trattato con le maniere forti sia Bekker che il suo compagno di reparto Chris Koch[2]. Durante una mischia Bekker tirò un calcio a Skinner, ma per errore prese White, che fu costretto a uscire dal campo in barella[2] e non giocò più in Nazionale; un anno più tardi, per i postumi di quel colpo ricevuto, smise anche di giocare a livello di club. Bekker ammise solo nel 1999, poco tempo prima di morire, di essere stato lui l'autore della scorrettezza ai danni di Richard White[1].

Tornato alla sua attività di agricoltore, fu per 15 anni fiduciario del Queen Elizabeth II National Trust, organizzazione di difesa e tutela del paesaggio[1], e a cavallo tra gli anni settanta e ottanta fu anche sindaco di Gisborne[1].

Uno dei suoi figli, David, fu rugbista per Canterbury[1], e non accettò, nel 1981, l'invito di scendere in campo contro una selezione non ufficiale del Sudafrica ad Auckland per protesta contro la politica di apartheid all'epoca vigente in quel Paese[1]; un altro figlio, Chris, fu membro della squadra olimpica di canottaggio e medaglia di bronzo nel Quattro Con a Seul nel 1988[1].

Morì a Gisborne, sua città natale, il 10 marzo 2012 a 86 anni[1]; dal 1999 era insignito della medaglia del Queen's Service Order per i servigî resi alla sua comunità nei varî incarichi ricoperti.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Companion of Queen's Service Order - nastrino per uniforme ordinaria Companion of Queen's Service Order
«Per i servizi resi alla collettività[3]»
— 31 dicembre 1998

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Tom Donoghue, Richard's legacy is anything but "Tiny" in Stuff, 22 marzo 2012. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  2. ^ a b c d (EN) The Day the All Blacks Pushed Back in Queenston News, 15 agosto 2008. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  3. ^ (EN) New Year Honours List 1999, Department of the Prime Minister and the Cabinet of New Zealand, 31 dicembre 1998. URL consultato il 16 dicembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]