Richard Ramirez

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Ricardo Leyva Muñoz Ramirez
Richard Ramirez 2007.jpg
Richard Ramirez nel 2007
Altri nomi Richard Ramirez
Soprannomi The Night Stalker
The Walk-in Killer
Il cacciatore della notte
Nascita El Paso, 29 febbraio 1960
Vittime accertate 14+
Periodo omicidi 17 marzo 1985-24 agosto 1985
Luoghi colpiti Los Angeles, San Francisco (California)
Metodi uccisione Strangolamento, assalto con arma bianca (coltello, martello) e da fuoco
Altri crimini Atti di mutilazione, violenza sessuale, sodomia, tortura
Arresto East Los Angeles, 31 agosto 1985
Provvedimenti Condanna a morte

Ricardo "Richard" Ramirez nato Ricardo Leyva Muñoz Ramírez (El Paso, 29 febbraio 1960Carcere di San Quintino, 7 giugno 2013) è stato un serial killer statunitense.

Soprannominato dai media "Night Stalker", il cacciatore della notte, uccise almeno 14 persone dal 1984 al 31 agosto 1985, anno della sua cattura. Il serial killer è stato condannato nel 1989 alla camera a gas per 41 crimini, tra cui 13 delitti. La sua esecuzione doveva avvenire nell'estate 2006 tramite iniezione letale, ma la Corte Suprema, nel 2007 ha negato l'ultimo appello di Ramirez e fatto slittare l'esecuzione in data da designarsi, esecuzione mai avvenuta vista la prematura morte dell'assassino. Anche Ramirez ha trascorso gli anni in prigione, come John Wayne Gacy, dipingendo quadri molto richiesti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Julian e Mercedes Ramirez ebbero cinque figli, e il quinto nato fu Richard Ramirez. La madre era cattolica, e suo padre un ex poliziotto in seguito passato a lavorare come operaio sull'autostrada di Santa Fe. Il padre di Richard credeva fermamente nelle punizioni corporali come metodo educativo.

Ramirez potrebbe essere stato influenzato verso l'assassinio da suo cugino, Mike, un veterano della Guerra del Vietnam che spesso si vantava con lui di aver ucciso e torturato decine di nemici, mostrandogli anche delle foto Polaroid delle vittime. Queste includevano immagini di svariate teste decapitate di donne vietnamite, con le quali in altre foto Mike faceva del sesso orale. Ramirez era presente la notte in cui Mike sparò alla moglie uccidendola. Richard aveva 13 anni all'epoca.[1]

Carriera criminale[modifica | modifica sorgente]

Il 17 marzo 1985, Ramirez attaccò la ventiduenne Angela Barrios fuori dalla sua abitazione, sparandole prima di entrare nella casa della ragazza. Dentro trovò Dayle Okazaki, 34 anni, che Ramirez uccise immediatamente. La Barrios invece sopravvisse. Il proiettile sparatole da Ramirez era rimbalzato sopra le chiavi di casa che la ragazza aveva istintivamente portato al petto per proteggersi dal colpo. Dopo circa un'ora dall'omicidio della Okazaki, Ramirez colpì nuovamente all'interno del Monterey Park. Assalì la trentenne Tsai-Lian Yu, trascinandola fuori dalla sua auto e sparandole due colpi di arma da fuoco prima di fuggire. La ragazza venne ritrovata ancora in vita da un poliziotto, ma spirò poco prima dell'arrivo dell'ambulanza. I due omicidi ebbero una grossa risonanza nei media locali, scatenando il panico tra i residenti delle zone colpite.

Il 27 marzo, Ramirez sparò a Vincent Zazarra, 64 anni, e a sua moglie Maxine, 44. Il corpo della signora Zazzara fu mutilato con diverse coltellate e le venne incisa la lettera T sul seno sinistro, mentre le furono cavati anche gli occhi. I cadaveri di Vincent e Maxine furono scoperti nella loro abitazione di Whittier dal figlio della coppia, Peter. L'autopsia determinò che le varie mutilazioni erano avvenute post-mortem. Ramirez lasciò delle impronte sul luogo del delitto, che la polizia fotografò ed archiviò. All'epoca questi erano gli unici indizi in possesso della polizia. I proiettili trovati sulla scena del crimine furono confrontati con quelli rinvenuti durante i precedenti omicidi, e gli agenti capirono di trovarsi di fronte un serial killer. Gli omicidi erano infatti opera della stessa persona.

Due mesi dopo l'uccisione degli Zazarra, Ramirez attaccò una coppia di cinesi: Harold Wu, 66 anni, e sua moglie, Jean Wu, 63. L'uomo venne ucciso con un colpo di pistola alla testa, mentre la donna venne picchiata, legata, e ripetutamente violentata. Per ragioni sconosciute, Ramirez decise di lasciarla in vita. Gli impulsi omicidi di Ramirez si facevano di giorno in giorno più violenti. Lasciava dietro di sé sempre più indizi, e fu in questo periodo che venne soprannominato "The Night Stalker" dai mass media. Le vittime sopravvissute descrivevano il killer come un uomo alto di etnia ispanica con lunghi e ricci capelli neri, il viso scarno e allungato, e i denti guasti.

Il 29 maggio 1985, Ramirez assaltò Malvial Keller, 83 anni, e la di lei sorella disabile, Blanche Wolfe, 80 anni, picchiandole entrambe con un martello. Ramirez cercò anche di violentare la Keller, senza però riuscirvi. Utilizzando un rossetto disegnò un pentacolo sulla parete della stanza da letto e su una coscia dell'anziana donna. Blanche sopravvisse all'attacco. Il giorno seguente, Ruth Wilson, 41 anni, fu legata, picchiata, e sodomizzata da Ramirez, mentre il figlioletto dodicenne della donna era stato rinchiuso nell'armadio dal killer.

Durante giugno e luglio, altre tre donne furono uccise. Due ebbero la gola tagliata, una picchiata a morte, tutte e tre furono assalite nelle loro case. Il 5 luglio Whitney Bennett, 16 anni, e Linda Fortuna, 63, furono attaccate da Ramirez, ma riuscirono entrambe a sopravvivere. Il 20 luglio Ramirez colpì addirittura due volte nello stesso giorno. A Sun Valley sparò, uccidendolo, a un uomo di trentadue anni, Chitat Assawahem, mentre la moglie Sakima, 29 anni, fu picchiata e costretta ad un rapporto orale. Più tardi lo stesso giorno assalì una coppia a Glendale, Maxson Kneiding, 66 anni, e sua moglie Lela, anche lei 66 anni, entrambi furono uccisi e i cadaveri mutilati.

Il 6 agosto Ramirez sparò sia a Christopher Petersen, 38, sia alla moglie di lui, Virginia, 27. Miracolosamente, sopravvissero entrambi. L'8 agosto seguente, Ramirez colpì a Diamond Bar. Assalì uccidendolo Ahmed Zia, 35 anni, e poi violentò la moglie dell'uomo, Suu Kyi, 28 anni.

Successivamente Ramirez lasciò la zona di Los Angeles, e il 17 agosto, uccise un uomo di sessantasei anni a San Francisco, picchiando e sparando anche alla moglie dell'uomo. La donna riuscì a sopravvivere e fu in grado di identificare il suo assalitore dagli identikit preparati dalla polizia.

La svolta decisiva nel caso ebbe luogo il 24 agosto 1985, Ramirez viaggiò per cinquanta miglia dal sud di Los Angeles a Mission Viejo, ed irruppe nell'appartamento di Bill Carns, 29 anni, e dalla fidanzata, Inez Erickson, 27. Ramirez sparò in testa a Carns e violentò la Erickson. La costrinse ad inneggiare a Satana e poco dopo, la forzò ad un rapporto orale. Poi la legò e se ne andò. La Erickson riuscì a strisciare fino alla finestra e a scorgere l'auto di Ramirez, una Toyota station wagon di colore arancio. Fu inoltre in grado di dare una descrizione dettagliata del criminale alla polizia. Un teenager identificò l'auto della quale aveva sentito parlare al notiziario, e si segnò la targa del veicolo. L'auto rubata venne rinvenuta il 28 agosto, e la polizia riuscì ad ottenere le impronte digitali dell'assassino prelevandole dal finestrino di una portiera dell'auto. Le impronte si rivelarono quelle del già schedato Richard Muñoz Ramirez, descritto come un venticinquenne ispanico con una lunga serie di precedenti per stupro, e spaccio di droga.

Due giorni dopo, la sua foto segnaletica venne trasmessa in televisione e stampata sui principali quotidiani della California. Ramirez fu riconosciuto, circondato, e quasi linciato da una folla di passanti a East Los Angeles mentre stava cercando di rubare un'auto. Gli agenti accorsi sul posto dovettero disperdere la folla per impedire che i cittadini inferociti uccidessero Ramirez.

Processo e detenzione[modifica | modifica sorgente]

L'udienza preliminare per il caso iniziò il 22 luglio 1988, e si concluse il 20 settembre 1989 con Ramirez ritenuto colpevole di 13 omicidi, 5 tentati omicidi, 11 violenze sessuali, e 14 furti con scasso.[2] Durante la fase penale del processo, il 7 novembre 1989, Ramirez fu condannato a morte. Il processo di Richard Ramirez fu uno dei più lunghi e complessi procedimenti giudiziari della storia americana. Più di 100 testimoni furono chiamati a deporre durante i dibattimenti, e mentre alcuni faticavano a ricordare precisamente avvenimenti accaduti quattro anni prima, altri si dissero sicuri che l'assassino fosse proprio Richard Ramirez, il quale si presentò in aula con un pentacolo tatuato sul palmo di una mano.

Il 3 agosto 1988, il Los Angeles Times riportò la notizia che alcune guardie carcerarie avevano raccontato di aver sentito Ramirez che diceva di voler sparare al procuratore distrettuale in aula, con una pistola che intendeva contrabbandare in tribunale di nascosto.[3] Di conseguenza, venne installato un metal detector all'entrata dell'aula e furono disposti severi controlli. Il 14 agosto il processo fu interrotto perché uno dei giurati, tale Phyllis Singletary, non si presentò in aula. Più tardi quello stesso giorno la donna venne rinvenuta cadavere nel suo appartamento uccisa da un colpo di arma da fuoco. La giuria rimase terrorizzata dall'evento; nessuno sapeva se Ramirez aveva avuto indirettamente qualcosa a che fare con l'omicidio, orchestrando il tutto dalla sua cella. Tuttavia, Ramirez non era responsabile della morte della Singletary; che invece fu uccisa dal suo fidanzato che in seguito si suicidò anch'esso.

All'epoca del processo, Ramirez aveva numerose fan che gli scrivevano appassionate lettere d'amore in carcere. A partire dal 1985, la giornalista freelance Doreen Lioy gli scrisse circa 75 lettere durante la sua incarcerazione. Nel 1988 Ramirez le propose di sposarlo, e il 3 ottobre 1996, la coppia si sposò nel carcere di San Quintino. La Lioy ha ripetutamente affermato che si sarebbe suicidata il giorno in cui Ramirez fosse stato giustiziato.[4]

Richard Ramirez è scomparso per insufficienza epatica nel giugno 2013 all'età di 53 anni, mentre era detenuto nel Carcere di San Quintino[5].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Ramírez era un grande fan degli AC/DC, in particolare della canzone Night Prowler presente sull'album della band intitolato Highway to Hell e pubblicato nel 1979. La stessa polizia ammise che Ramirez indossava una maglietta degli AC/DC il giorno della cattura e che lasciò un cappellino degli AC/DC sulla scena di uno dei suoi crimini.
  • È sposato dal 1996 con la giornalista Doreen Lioy, convinta sostenitrice della sua innocenza, che giurò che si sarebbe suicidata qualora l'esecuzione avesse luogo.
  • Il processo di Ramirez è costato due milioni di dollari agli Stati Uniti.
  • Lo pseudonimo di Jeordie Osborne White, chitarrista di Marilyn Manson, è Twiggy Ramirez, nome nato dall'unione di un'icona della moda, Twiggy, e del serial killer.
  • La band statunitense death metal Macabre gli ha dedicato la canzone Nightstalker contenuta nell'album Sinister Slaughter del 1993.
  • Anche la band italiana speed metal Baphomet's Blood gli ha dedicato una canzone, intitolata Nightstalker, contenuta nell'album Satanic Metal Attack del 2006.
  • La band giapponese Church of Misery gli ha dedicato una delle sue prime canzoni, Where Evil Dwells, contenuta nello split con gli Iron Monkey e nella raccolta Early Works...

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Night Stalker: Richard Ramirez, famous satanic serial killer — "A Good Boy" — Crime Library on truTV.com
  2. ^ Edwin Chen, Ramirez Guilty on All Night Stalker Murder Charges, Los Angeles Times, 21 settembre 1989. URL consultato il 17 settembre 2007.
  3. ^ Edwin Chen, Night Stalker Prosecutor Tells of Death Threat, Los Angeles Times, 3 agosto 1988. URL consultato il 17 settembre 2007.
  4. ^ A&E Biography Richard Ramirez part 5/5 - YouTube
  5. ^ Night Stalker Richard Ramirez dies (en) Nbclosangeles.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 6983777 LCCN: no96022373

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