Ricerca del petrolio

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Le tecniche di ricerca del petrolio sono evolute nel tempo, e comprendono uno studio geologico preliminare dell'area, a cui seguono prospezioni geofisiche e quindi, in presenza di indicazioni positive, la perforazione di uno o più pozzi esplorativi, che in caso di successo vengono chiamati pozzi di scoperta. Tra le prove più adottate troviamo il carotaggio e il rilevamento sismico.

Rilevamento sismico[modifica | modifica sorgente]

Questa tecnica consiste nel far brillare nel terreno delle piccole cariche di esplosivo. Le onde sismiche, riflesse dagli stati geologici, vengono poi monitorate e registrate da sensori di superficie. I dati rilevati, permettono di ricostruire la struttura degli strati rocciosi e quindi scoprire l'esistenza di giacimenti petroliferi. Il rilevamento effettuato permette solamente di ipotizzare l'esistenza del giacimento petrolifero: la certezza della sua presenza e della sua consistenza potrà essere verificata perforando il terreno in diversi punti. Le operazioni di ricerca dipendono comunque dalla consistenza e dalla profondità del giacimento.

Perforazione[modifica | modifica sorgente]

La trivellazione del terreno con apposti impianti, perforando nel sottosuolo fino alla profondità suggerita dalle analisi geologiche e geofisiche precedenti, permette il diretto riconoscimento dell'eventuale presenza di giacimenti petroliferi. Durante la perforazione le rocce attraversate vengono studiate sia tramite il recupero di campioni dal sottosuolo, detti carote con operazioni di carotaggio sia valutando i risultati delle operazioni di logging.

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