Riccardo III d'Inghilterra

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Riccardo III
Riccardo III
Ritratto di Riccardo III
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Stemma
In carica 22 giugno 1483 -
22 agosto 1485
Predecessore Edoardo V
Successore Enrico VII
Nome completo Riccardo di Fotheringay
Trattamento Maestà
Altri titoli duca di Gloucester
Nascita Castello di Fotheringhay, Oundle, Northamptonshire, 2 ottobre 1452
Morte Market Bosworth, Leicestershire, Inghilterra, 22 agosto 1485
Sepoltura Greyfriars Church, Leicester (dal 1485 al 2012)
Cattedrale di Leicester (dal 2014)
Casa reale Casa di York
Padre Riccardo Plantageneto
Madre Cecilia Neville
Consorte Anna Neville (1456-1485)
Figli Edoardo di Middleham, Principe di Galles
Firma Richard III signature 1.svg
Regno d'Inghilterra
York

Arms of Richard of York, 3rd Duke of York.svg

Edoardo IV (1442-1483)
Edoardo V (1483)
Riccardo III (1483-1485)

Riccardo III d'Inghilterra (Fotheringay, 2 ottobre 1452Market Bosworth, 22 agosto 1485) fu re d'Inghilterra dal 1483 fino alla morte, ultimo della casa di York. Dodicesimo e penultimo figlio[1] del duca di York e futuro protettore del regno d'Inghilterra e pretendente al trono d'Inghilterra, Riccardo Plantageneto[2] e di Cecilia Neville.[3] Dopo la morte del fratello Edoardo IV, Riccardo governò per poco tempo come reggente in vece del nipote Edoardo V, con il titolo di Lord Reggente, ma dopo poco, aspirando al trono, dichiarò illegittimi i nipoti, Edoardo e suo fratello Riccardo di Shrewsbury, duca di York, spedendoli nella Torre di Londra e usurpando il trono (incoronato il 6 luglio 1483). Contro Riccardo si sollevò una ribellione ed egli cadde nella battaglia di Bosworth Field (anche conosciuta come Redmore o Dadlington Field), combattuta ad Ambion Hill, vicino alla cittadina di Market Bosworth, affrontando le truppe di Enrico Tudor, conte di Richmond e futuro Enrico VII d'Inghilterra.

La battaglia segnò la fine della guerra delle Due Rose e l'ascesa al trono della dinastia Tudor con Enrico VII. Il dramma storico di William Shakespeare, Riccardo III, ha contribuito a renderlo un personaggio negativo. Le caratteristiche fisiche attribuitegli da Shakespeare – il braccio avvizzito, l'andatura zoppicante, la schiena ricurva – furono a lungo considerate invenzioni di Tommaso Moro, autore di una biografia del re che tanto influenzò il drammaturgo, ma hanno trovato conferma in seguito al ritrovamento dello scheletro nel settembre 2012[4][5].

Il 4 febbraio 2013, gli esperti dell'Università di Leicester, per voce del capo del team di ricerca Richard Buckley, hanno confermato che, anche alla luce dei test del DNA, il corpo riesumato nel mese di settembre 2012, al di là di ogni ragionevole dubbio, è quello di Riccardo III, ultimo re d'Inghilterra della dinastia dei Plantageneti[6][7].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Nato il 2 ottobre del 1452 presso il Castello di Fotheringhay, fu il dodicesimo figlio di Riccardo Plantageneto, III duca di York, pretendente al trono d'Inghilterra sin dal 1425 e di Cecilia Neville; trascorse la propria infanzia al Castello di Middleham a Wensleydale sotto la tutela del cugino Richard Neville, XVI conte di Warwick[8]. Presso il tutore Riccardo sviluppò una stretta amicizia con Francis Lovell e con Anna Neville, la figlia secondogenita del conte di Warwick.

Alla morte del padre e del fratello maggiore, Edmondo, conte di Rutland nella Battaglia di Wakefield nel 1460, Riccardo, che allora aveva otto anni, fu inviato dalla madre, insieme ad un altro fratello, Giorgio, nei Paesi Bassi affinché fosse più al sicuro[9]. L'anno seguente, a seguito della vittoria di Towton conseguita dal fratello, il futuro re Edoardo IV d'Inghilterra, Riccardo fu richiamato in patria dove il fratello gli conferì il titolo di Duca di Gloucester e lo nominò cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera e dell'Ordine del Bagno. Fu, tuttavia, inviato di nuovo a Middleham per completare la sua formazione e vi rimase fino all'inizio del 1465, quando aveva dodici anni[10] sviluppando una forma di scoliosi idiopatica che con il tempo degenerò. Bisogna, inoltre, ricordare che, nel caso di Riccardo, la scoliosi idiopatica consisteva una curva molto pronunciata della spina dorsale che tendeva ad innalzare la spalla destra rispetto alla sinistra; l'esordio di tale tipo di scoliosi è adolescenziale e non di rado degenera nell'età dello sviluppo[11].

A dispetto della giovane età, il principe fu coinvolto nelle vicende politiche della Guerra delle due Rose sin dall'età di undici anni (1464) quando il fratello Edoardo lo nominò Commissario di Array per le contee occidentali per poi ottenere un comando indipendente all'età di diciassette[12]. Nel 1470 le sorti della famiglia di York si oscurarono quando Warwick disertò a favore della regina Margherita d'Angiò, moglie di Enrico VI d'Inghilterra, di fatto leader dei Lancasteriani per via della debolezza mentale del marito; Edoardo IV fuggì con i fratelli, tranne Giorgio che rimase presso Warwick, in Borgogna, sede del cognato Carlo il Temerario[13].

L'anno seguente, però, gli York sbarcarono nuovamente in Inghilterra ed il loro esercito riuscì a sconfiggere le truppe fedeli ai Lancaster nelle battaglie di Barnet e Tewkesbury in cui il diciottenne Riccardo si distinse per il coraggio[14] Nella primavera del 1471 Edoardo IV fu restaurato sul trono senza che la contrapposta fazione dei Lancaseter potesse opporre resistenza a causa della cattura di Enrico VI e della morte del Principe di Galles, Edoardo di Lancaster, sul campo di Tewkesbury.

Vita privata e famigliare[modifica | modifica sorgente]

Miniatura di Riccardo III, la moglie, Anna Neville sposata nel 1472, e il loro figlio Edoardo Principe di Galles

A seguito della vittoria di Tewkesbury, Riccardo, il 12 luglio del 1472, sposò Anna Neville, figlia del conte di Warwick, vedova del defunto Principe del Galles, Edoardo di Lancaster, da lui conosciuta nell'infanzia al Castello di Middleham. Il matrimonio, tuttavia, portò Riccardo allo scontro con il fratello Giorgio, duca di Clarence, marito di Isabella Neville, sorella di Anna e quindi principale beneficiario dell'eredità del duca di Warwick, privo di eredi maschi.

Clarence, infatti, per ottenere l'eredità teneva praticamente in stato di prigioniera Anna, nonostante le perorazioni presso il sovrano della regina Elisabetta Woodville e di Elisabetta di York[15] mentre altri sostengono che riuscì a fuggire a Londra travestita da servitore[16] finché Riccardo la rintracciò e la scortò alla chiesa di San Martino le Grand[17]. Tali elementi emergono da una lettera di John Paston datata 17 febbraio 1472 in cui Clarence afferma che "Egli (Riccardo) può avere in moglie anche mia cognata ma essi non potrebbero avere alcun sostentamento"[18].

Quanto al resto, la data della lettera di Paston suggerisce che il matrimonio fosse ancora in fase di negoziazione, anche perché la necessaria dispensa papale fu ottenuta solo il 22 aprile dello stesso anno[19] sebbene altri speculino che i termini della dispensa sottovalutarono deliberatamente il grado di parentela dei due sposi per evitare di incorrere in una forma di illegalità per consanguineità[20]

Nel giugno del 1473, Riccardo convinse la suocera a lasciare il santuario ove si era rifugiata e a venire a vivere sotto la sua protezione a Middleham mentre nello stesso anno, sulla base dell'Act of Resumption[21] Clarence fu costretto a cedere parte della propria eredità, di cui era concessionario a conto de Re, a vantaggio del fratello minore.

L'intento del sovrano, come si evince da un'altra lettera di John Paston datata novembre 1473, fu quello di soffocare il reciproco risentimento e a tale scopo agli inizi del 1474, con atto parlamentare, fu disposto che entrambi i fratelli avrebbero goduto dell'eredità di Warwick come se la contessa ancor vivente fosse morta e che, in caso di divorzio, Riccardo avrebbe mantenuto tali beni. L'anno seguente, Riccardo ottenne tutte le terre di Neville nel nord dell'Inghilterra[22] nonostante il malcontento di Clarence.

I rapporti tra i fratelli degenerarono nel 1477 quando, alla morte di Isabella Neville, Clarence non ottenne la possibilità di sposare Maria di Borgogna, la figliastra della sorella Margherita di York, anche se manca ogni prova del coinvolgimento di Riccardo nella successiva imputazione di Clarence per alto tradimento. Infine, per quanto riguarda il matrimonio tra Riccardo e Anna, non è chiaro se egli l'avesse sposata per la ricca eredità o se l'amasse veramente, sebbene l'avesse salvata dalla prigionia e la piangesse pubblicamente quando ella morì di tubercolosi nel 1485.

Riccardo ed Anna ebbero un figlio:

Prima del matrimonio, Riccardo ebbe inoltre un certo numero di figli illegittimi, tra cui:

  • Giovanni di Gloucester, ed una figlia,
  • Caterina, sposata con William Herbert,II Conte di Pembroke. Si è ritenuto che la madre potesse essere stata Caterina Haute, il cui nome è presente negli archivi di famiglia.

Entrambi i figli illegittimi sopravvissero al padre.

Vita durante il regno di Edoardo IV[modifica | modifica sorgente]

Status e Titoli[modifica | modifica sorgente]

Riccardo ottenne, il 1 novembre del 1461, il ducato di Gloucester e il 12 agosto dell'anno successivo vasti latifondi nell'Inghilterra settentrionale comprese le Signorie di Richmond nello Yorkshire, e Pembroke, in Galles. Sempre nel 1462, ottenne le terre incamerate dal conte di Vere, lancasteriano, conte di Oxford nell'East Anglia e per il suo compleanno fu creato Constable di Gloucester e dei Corfe Castles[23] e la nomina di governatore del Nord, divenendo così il nobile più ricco e potente in Inghilterra.

Il 17 ottobre 1469 ottenne il titolo di Constable of England e il mese seguente sostituì William Hastings, I barone Hastings come presidente della Corte suprema del Galles del Nord, preludio per la nomina, nel 1470, alla carica di Chief Steward Chamberlain del Galles. Il 18 maggio 1471 Edoardo IV conferì al fratello gli incarichi di Gran Ciambellano e Lord High Admiral of England, cui poi seguirono i titoli di High Sheriff of Cumberland a vita, Lieutenant of the North and Commander-in Chief against the Scots and hereditary Warden of the West Marches; infine, il 14 luglio dello stesso anno ottenne le Signorie delle roccaforti Sheriff Hutton e Middleham nello Yorkshire e Penrith a Cumberland, che erano appartenute a Richard Neville, XVI conte di Warwick.

Esilio e ritorno[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultima parte del regno di Edoardo IV, Riccardo dimostrò la sua lealtà e abilità di comandante militare. Infatti, nel 1470 Warwick, alleatosi con la regina Margherita d'Angiò e con Giorgio, duca di Clarence, si ribellò ad Edoardo e restaurò sul trono Enrico VI di Lancaster. Colto di sorpresa, Edoardo IV fuggì insieme a Gloucester, Lord Hastings, Antonio Woodville, conte di Rivers e, fallito il tentativo di Lord Montagu, fratello di Warwick, di catturarli a Olney, salparono il 2 ottobre da King Lynn con due navi.

Edoardo IV sbarcò a Marsdiep, Riccardo in Zelanda[24], ma in condizioni di ristrettezze tali che Edoardo dovette pagare il viaggio vendendo il proprio mantello di pelliccia e Riccardo dovette prendere in prestito tre libbre dall'ufficiale giudiziario di Zelanda Luflofs[25]. Furono raggiunti da un mandato di cattura di Warwick solo il 26 novembre mentre ormai risiedevano a Bruges insieme a Louis de Gruthuse, l'ambasciatore della Borgogna presso la corte di Edoardo.

Grazie all'appoggio del cognato Carlo il Temerario, i due fratelli poterono ottenere 36 navi e 1.200 soldati con cui salparono da Vlissingen alla volta dell'Inghilterra l'11 marzo del 1471. Le tempeste, tuttavia, impedirono lo sbarco nella fedele East Anglia e li costrinsero a sbarcare presso Holderness, la città di Hull negò l'ingresso ma Edoardo riuscì ad entrare a York affermando, come aveva compiuto un tempo Enrico di Bolingbroke, che rivendicava il ducato di York e non la corona[26][27].

Campagna militare[modifica | modifica sorgente]

Una volta entrati a York, Clarence cambiò fronte e si schierò con i fratelli permettendo ad Edoardo di iniziare una rapida offensiva per riconquistare il trono perduto, avendo come proprio luogotenente lo stesso Riccardo[28]. Nella Battaglia di Barnet, il 14 aprile del 1471, Riccardo, al suo primo comando, aggirò con successo l'ala del duca di Exeter[29] influendo non poco sulla vittoria finale.

Altri, invece, pur riconoscendo il personale coraggio, sostengono che il suo apporto possa essere stato sopravvalutato[30] anche se risulta innegabile il fatto che Gloucester partecipò con la propria guardia nei combattimenti più accaniti[31]. Infine, nella decisiva Battaglia di Tewkesbury, avvenuta il 4 maggio dello stesso anno, Riccardo, secondo una fonte contemporanea, guidò l'avanguardia dell'esercito fedele alla casa di York riuscendo a scompaginare la controparte avversaria, guidata da Edmund Beaufort, IV duca di Somerset e, nel suo ruolo di Constable of England, presiedette[32] il processo dei leader lancasteriani catturati.

Consiglio del Nord[modifica | modifica sorgente]

La vittoria di Tewkesbury permise il ritorno di Edoardo IV sul trono il quale, per premiare il fratello del suo ruolo, lo inviò nel nord, a York ove era assai amato[33] ed ottenne la presidenza del Consiglio del Nord, organo amministrativo istituito nel 1472[34] allo scopo di migliorare il controllo del governo centrale e di migliorare le condizioni socio-economiche dell'Inghilterra settentrionale con specifiche competenze giudiziarie civili, dispute sui terreni, e penali[35].

Come presidente del Consiglio del Nord, Riccardo ottenne un budget di 2.000 marchi annui, il diritto di stilare un regolamento autonomo che emanò nel luglio del 1472 imponendo ai consiglieri di agire in modo imparziale, di dichiarare i propri interessi in conflitto con la funzione e di incontrarsi in seduta plenaria almeno ogni tre mesi. Il consiglio sarebbe rimasto in vigore anche durante il regno di Riccardo stesso, che lo affidò al nipote John de la Pole, I conte di Lincoln, al quale garantì anche il diritto di amministrare la giustizia in nome del re[36].

La guerra con la Scozia[modifica | modifica sorgente]

Il suo crescente ruolo nel nord sin dalla metà del 1470 spiegò il suo ritiro quasi assoluto dalla corte del fratello anche perché, ormai, diveniva sempre più incombente la minaccia della Scozia. Il 12 maggio del 1480 Riccardo fu investito del titolo di Luogotenente generale del Nord allo scopo di respingere i sempre più frequenti attacchi scozzesi, con la possibilità di imporre leve militari, contribuzioni straordinarie e di attuare qualunque azione necessaria per la difesa della frontiera.

Nel novembre del 1480, Edoardo IV inviò alla Scozia una formale dichiarazione di guerra e concesse al fratello il comando supremo dell'esercito del nord e 10.000 £ per il soldo alle truppe. Il conflitto fu piuttosto incerto, gli scozzesi, infatti, conquistarono Berwick-upon-Tweed e per due anni ingaggiarono una dura guerriglia; solo il 24 agosto del 1482 l'esercito di Riccardo, forte di 20.000 soldati, poté, con l'aiuto di Sir Edward Woodville, del duca del Northumberland, di Lord Stanley e di Lord Dorset, riconquistare la città.

Fu quindi appoggiato un tentativo di colpo di stato di Alexander Stewart nei confronti del fratello, re Giacomo III di Scozia,[23] ma, il tentativo fallì e fu stipulato un trattato di pace che consegnava agli inglesi le conquiste ottenute. Il trattato segnò l'ultima volta che un Royal Burgh[37] fu trasferito da un regno all'altro[38]. Per il suo importante ruolo nella guerra, anche se gli storici addebitano la vittoria inglese principalmente alle divisioni in campo nemico, Riccardo fu ampiamente elogiato dal fratello in una lettera datata maggio 1480 in cui il sovrano evidenzia la comprovata capacità del fratello nelle arti belliche[39].

Fu forse questa lontananza dalla corte, giustificata dagli impegni bellici, ad impedirgli ogni forma di intervento negli intrighi di corte di cui fu principale esponente (e vittima) il fratello Giorgio, duca di di Clarence. Egli, infatti, non aveva perdonato a Riccardo il matrimonio con Anna Neville e l'eredità del conte di Warwick e allo stesso tempo aveva suscitato il sospetto del re per il sostegno dato ai traditori Stacy e Burdett (sostenitori dei Lancaster) e per la richiesta, rifiutata, di risposarsi con la nipote Maria di Borgogna.

Clarence fu arrestato per alto tradimento su ordine di re Edoardo IV che condusse personalmente l'accusa contro il fratello nel dibattimento presso il Parlamento cui l'imputato rimase contumace. Concluso il processo, fu condannato a morte e giustiziato segretamente il 18 febbraio del 1478, secondo la tradizione riportata da Shakespeare ne il "The Life and Death of King Richard III", per annegamento in un tino di vino di Malvasia.

Ascesa al trono[modifica | modifica sorgente]

Penny di Riccardo III

Alla morte di Edoardo IV, il 9 aprile 1483, dopo tre settimane di malattia[40], il suo figlio ed erede, Edoardo V, dodicenne, si trovava a Ludlow mentre lo zio paterno, lord protettore, Riccardo, duca di Gloucester, era a Middleham nello Yorkshire.

Riccardo ricevette la notizia della morte del fratello intorno al 15 aprile anche se è probabile che fosse già stato messo al corrente della malattia di Edoardo IV ed immediatamente fece giuramento di fedeltà al nuovo sovrano nella cattedrale di York[41]

Quanto alle volontà testamentarie del defunto sovrano, la Croyland Chronicle[42] riporta che Edoardo IV designò personalmente il fratello Riccardo come Lord Protettore per conto del figlio; in ogni caso, non ci è giunto alcun documento autografo che lo dimostri ed il Consiglio Privato aveva la possibilità di ignorare le volontà esecutive del monarca come dimostra il precedente di Enrico V[41]. In ogni caso, sia Edoardo V sia Riccardo, partirono per Londra.

La situazione politica già precaria degenerò quando Antonio Woodville, II conte di Rivers e Richard Grey, lord Dorset, rispettivamente zio materno e fratellastro di Edoardo V, radunarono 2.000 armati e presero il controllo della Torre di Londra, del tesoro, ivi custodito, e dell'intera marina militare, dimostrando quindi apertamente la loro intenzione di esautorare il duca di Gloucester dalla reggenza[43].

Il 29 aprile, il Duca di Buckingham incontrò il Duca di Gloucester a Northampton per avvisarlo delle preponderanti forze degli avversari i quali, violando i patti, avevano raggiunto Stony Stratford, a 14 miglia dalla capitale. Poco dopo Richard Grey e Antony Rivers, lasciando il re a Londra, avanzarono con una metà delle loro forze verso Northampton: il Lord protettore ed il consiglio di reggenza disposero l'immediato arresto di Lord Dorset e del Conte di Rivers. Ignari della decisione del consiglio, Grey e Rivers proseguirono la marcia finché incontrarono i 900 uomini del Lord Protettore e del Duca di Buckhingham che li circondarono e li arrestarono senza alcuna resistenza[44] e sarebbero stati poi giustiziati il 25 giugno del medesimo anno.

La mattina seguente, Il lord protettore raggiunse Edoardo V a Stony Stratford disarmando il resto della scorta ed entrò nella capitale con il re il 4 maggio mentre la regina madre, Elisabetta Woodville insieme alle sue figlie e al principe Riccardo di Shrewsbury, fratello minore di Edoardo V, si rifugiavano presso il santuario di Westmister[45][41].

Riunitosi a Londra, il consiglio ed lord protettore fissarono al 25 giugno la data dell'Incoronazione di Edoardo V[40]; il 29 maggio, Edoardo V fu alloggiato alla Torre di Londra, tradizionale residenza del sovrano, dove fu raggiunto, il 16 giugno, dal fratello minore, il Duca di York[46][47].

Il 13 giugno si svolse, presso la Torre, una riunione del consiglio di Reggenza, Riccardo accusò Hastings e altri di aver cospirato contro di lui a vantaggio di Woodwille implicando nel complotto l'amante di Hastings e di Thomas Grey, Jane Shore. Hastings fu sommariamente giustiziato, gli altri arrestati anche se Riccardo pose immediatamente la moglie di Hastings stesso sotto la propria protezione[48] mentre John Morton, vescovo di Ely, fu rilasciato. Nel frattempo, un sacerdote informò Riccardo che il matrimonio di Edoardo IV con Elisabetta Woodville era in realtà nullo a causa di una precedente promessa vincolante di nozze con Lady Eleanor Talbot e di conseguenza i figli di Edoardo IV risultavano illegittimi né avrebbero potuto vantare pretese al trono.

L'identità dell'informatore è nota attraverso le memorie del diplomatico francese Philippe de Commines che indica Robert Stillington, vescovo di Bath e Wells e descrisse così la vicenda:

« Il vescovo svelò al Duca di Gloucester che suo fratello, re Edoardo, si era formalmente promesso in fidanzamento ad una giovane e bellissima dama e che le aveva promesso di sposarla alla condizione avrebbe potuto giacere con lei; la dama acconsentì e, come affermò il vescovo, si sposarono senza che alcuno fosse presente, salvo loro due ed egli stesso (cioè il vescovo). La sua sorte dipese dal fatto che la corte non scoprì ciò e persuase la dama a nasconderlo allo stesso modo, cosa che ella fece, e la vicenda rimase un segreto[49]»

La notizia si diffuse ed il 22 giugno 1483, davanti alla cattedrale di San Paul a Londra, si svolse un violento sermone in cui il predicatore dichiarava illegittimi il re Edoardo V ed il fratello Riccardo, duca di York, proclamando che il solo legittimo erede fosse Riccardo di Gloucester. A seguito del sermone, i cittadini di Londra promossero una petizione al Lord Protettore invitandolo ad assumere il peso della corona e dopo quattro giorni di attesa, il 26 giugno, Riccardo accettò.

Il 6 luglio 1483 Riccardo fu incoronato a Westminster con il nome di Riccardo III, il nove dello stesso mese, il parlamento confermò la legittimità del sovrano con l'emanazione del Titulus Regius, definitivamente promulgato nel gennaio del 1484.

Quanto a Edoardo V e al fratello Riccardo, rimasero rinchiusi nella Torre di Londra ma, del loro destino, non si seppe più nulla dando adito ai sospetti secondo cui siano stati assassinati per ordine dello zio Riccardo.

La questione, tuttavia, è estremamente dibattuta per la mancanza di prove certe a carico del re e per via del fatto che questi richiamò a corte e trattò con grande riguardo la cognata Elisabetta Woodwille e la di lei figlia, Elisabetta di York offrendole la possibilità di sposare il principe del Portogallo, Manuele d'Aviz[50].

Regno[modifica | modifica sorgente]

Tra i primi atti del nuovo sovrano si segnalarono l'abolizione delle restrizioni alla stampa, le forti dotazioni al King's College e, da parte della regina Anna Neville, al Queens' College, i progetti di costruzione di una nuova cappella nella Cattedrale di York in cui avrebbero potuto officiare oltre 100 preti[51] e la fondazione del College of Arms[52][53].

Riforme giuridiche[modifica | modifica sorgente]

Riccardo promosse notevoli riforme giuridiche ed è ricordato per la fondazione, nel dicembre del 1483, delle prime Court of Requests affinché le persone più povere, e quindi incapaci di pagare un avvocato, potessero presentare le loro rimostranze ed essere ascoltati dalle autorità[54], per la traduzione dal francese all'inglese di tutte le leggi scritte e gli statuti allo scopo di favorirne la conoscenza[55].

Infine, nel gennaio del 1484, istituì sistema del rilascio su cauzione per proteggere dal sequestro i beni dei sospetti criminali prima che si svolgesse il dibattimento giudiziario[56]. In sintesi, lo storico Bertram Fields, scrisse in merito alle riforme del re[57]:

(EN)
« Richard's Parliament (...) passed considerable sound and beneficial legislation. One such act freed juries from intimidation and tampering. Another protected buyers of land from secret defects in title. Still another made bail available to persons accused of crimes. ... For the first time, Parliament's acts were published in English, so they could be understood by at least that part of the population that was literate, rather than being confined to churchmen, educated nobles and the few others who could read Latin. »
(IT)
« Il parlamento di Riccardo (...) approvò una legislazione considerevole e vantaggiosa. Un atto liberò le giurie da intimidazioni e manomissioni. Un altro protesse i compratori di terreni da vizi non noti del titolo d'acquisto. Un altro ancora rese possibile il rilascio sotto cauzione a persone accusate di reati. (...) Per la prima volta, gli atti parlamentari furono pubblicati in inglese affinché fossero compresi almeno da quella parte della popolazione che fosse alfabetizzata anziché essere confinati presso i chierici, i nobili che avessero ricevuto un'educazione ed i pochi capaci di leggere il latino. »

Rivolta di Buckingham[modifica | modifica sorgente]

Nel 1483, sorse all'interno della fazione nobiliare che aveva sostenuto gli York, un forte scontento per l'ascesa al trono del nuovo sovrano e ben presto il malcontento si tramutò in cospirazione, capeggiata da Henry Stafford, II duca di Buckingham, antico alleato di Riccardo, con lo scopo di restaurare Edoardo V sul trono. Infatti, quando si diffusero voci secondo cui Edoardo V ed il fratello Riccardo erano morti nella Torre, Buckingham propose che il conte di Richmond, erede dei Lancaster, Enrico[58], tornasse dall'esilio per assumere il trono sposando Elisabetta di York, figlia di Edoardo IV ed Elisabetta Woodville.

Da parte sua, Buckingam sollevò una forza consistente dai propri possedimenti nel Galles e nelle marche orientali[59] mentre Enrico di Richmond, in esilio in Bretagna, ottenne un forte sostegno dal governatore del ducato di Bretagna, Pierre Landais e dal duca Francesco II di Bretagna, che speravano di cementare l'alleanza tra l'Inghilterra e il proprio ducato una volta che Enrico fosse salito al trono[60]. La flotta di Enrico di Richmond fu, tuttavia, ostacolata da una forte tempesta e dovette ritornare in Bretagna, l'esercito del duca di Buckingam, privo di supporti, si perse d'animo e il suo comandante tentò la fuga sotto mentite spoglie ma, riconosciuto, fu condannato per alto tradimento e decapitato a Salisbury il 2 novembre dello stesso anno.

Rimase però in vita la vedova di Buckingham, Caterina, la quale sposò il Duca di Bedfort, Jasper Tudor, e mantenne in gran segreto i contatti con il conte di Richmond per organizzare una seconda rivolta. Repressi, almeno per il momento, i focolai di rivolta, Riccardo tentò di togliere al rivale ogni forma di supporto offrendo al duca di Bretagna il proprio aiuto in cambio della consegna di Richmond che fuggì a Parigi dove ottenne il supporto della regina reggente, Anna di Beaujeu, che, timorosa della politica anti francese di Riccardo, gli fornì le truppe con le quali due anni dopo sarebbe sbarcato in Inghilterra allo scopo di deporlo o quanto meno di indebolirlo.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Bosworth Field.

Nel 1485 Enrico Tudor sbarcò a Milford Haven per avanzare con le proprie truppe fino a Bosworth dove, in inferiorità numerica, fu bloccato dall'esercito di Riccardo. Il 22 agosto iniziò lo scontro ma parte del contingente di Riccardo, agli ordini di Thomas Stanley, I conte di Derby, passò agli ordini del conte di Richmond. Non è chiaro, invece, il ruolo di Henry Percy, IV conte di Northumberland, il quale, pur senza disertare, non impegnò a fondo le proprie truppe, lasciando sguarnito il re anche se, forse, il suo atteggiamento esitante può essere spiegato con il fatto che la moglie, Lady Margaret Beaufort, era la madre di Enrico Tudor.

Riccardo III a Bosworth, illustrazione della Chronicle of England (p.453).

Infine, la morte di John Howard, I duca di Norfolk, depresse il morale delle truppe regie. Riccardo decise comunque di tentare il tutto per tutto e condusse personalmente una carica di cavalleria allo scopo di penetrare nelle schiere nemiche e mettere fuori combattimento Enrico Tudor. Agli inizi la manovra, condotta con coraggio e abilità, ebbe successo: Riccardo scompaginò le linee avversarie, disarcionò personalmente Sir John Chyne, noto campione di tornei, ed uccise Sir William Brandon, portatore dello stendardo dei Lancaster per giungere a pochi metri dall'avversario.

Non giunsero, tuttavia, rinforzi dal resto del contingente e il re rimase circondato dai soldati di Sir William Stanley e quindi ucciso. In merito le testimonianze non sono chiare: il cronista borgognone Jean Molinet afferma che un alabardiere gallese colpì mortalmente il sovrano mentre il suo cavallo era bloccato nel terreno paludoso[61] e altri aggiungono che il colpo fu così violento da spingere l'elmo del re all'interno del cranio, uccidendolo dopo alcuni istanti di incoscienza[62].

Anche il poeta contemporaneo gallese, Guto'r Glyn, afferma che l'uccisore del re fosse o il comandante delle truppe gallesi, Rhys ap Thomas, o uno dei suoi uomini scrivendo in gallese "Lladd y baedd, eilliodd EI ben" ovvero "uccise il cinghiale e rasò la testa" anche se il termine "eilliodd", comunemente tradotto come voce del verbo rasare, potrebbe significare tagliare o affettare[63][64]. In ogni caso tali elementi sono stati confermati dal ritrovamento archeologico dove è possibile notare che il re subì otto ferite al cranio di cui una lama aveva inciso via la parte posteriore.

Polydore Vergil, storico ufficiale di Enrico Tudor, scrisse che Re Riccardo è stato ucciso combattendo coraggiosamente, da solo, nella calca più fitta dei suoi nemici[65]. Infine, secondo la tradizione, Riccardo, prima della battaglia, consultò una veggente a Leicester la quale gli avrebbe predetto che "where your spur should strike on the ride into battle, your head shall be broken on the return" ovvero "ove il tuo sperone dovesse colpire nella cavalcata verso la battaglia, la tua testa sarà rotta al ritorno". Andando in battaglia, Riccardo colpì con lo sperone una pietra sul ponte di Bow Bridge mentre al ritorno il suo cadavere, trasportato dai nemici, colpì violentemente la stessa pietra aprendo il cranio[66].

Più recentemente Annette Carson descrisse in questi termini la morte del sovrano[67]:

(EN)
« In the age of chivalry, and in the very year when Caxton published Malory's Morte d'Arthur with its uplifting theme of knightly virtue and purity, England found itself under the heel of a king whose very first act [stripping and parading Richard's corpse] was one of calculated barbarity. By contrast, Richard III's end would prove to represent England's last personification of the monarch as the flower of chivalry: the last king leading his men shoulder to shoulder in battle, but more than that, attempting to curtail the bloodshed by settling the outcome in single combat. »
(IT)
« Nell'era della cavalleria, e nell'anno stesso in cui Caxton pubblicò l'opera di Malory Le Mort d'Arthur con il suo tema edificante di virtù cavalleresca e purezza, l'Inghilterra si trovò sotto il tallone di un re il cui primo atto [spogliare ed esibire in pubblico il cadavere di Riccardo] fu una calcolata barbaria. Al contrario, la fine del Riccardo III sarebbe stata la prova della rappresentazione dell'ultima personificazione del monarca inglese come il fiore della cavalleria: l'ultimo re che conduce i propri uomini spalla a spalla in battaglia, ma, assai più di questo, che cerca di limitare lo spargimento di sangue risolvendo la battaglia in un duello singolo. »

Successione[modifica | modifica sorgente]

Riccardo fu il terzo e ultimo monarca della casa di York, e assieme al primo, suo fratello, Edoardo IV, il monarca inglese con il più alto coefficiente di consanguineità: infatti discendeva, da parte del padre, dal terzo (Lionello di Anversa, in via femminile) e quinto (Edmondo di Langley, in via maschile) figlio di Edoardo III e, da parte di madre, da Giovanni di Gand, il quarto figlio dello stesso Edoardo.

Al tempo della Battaglia di Bosworth, Riccardo era vedovo e senza figli legittimi. Pertanto, dopo la morte del figlio, egli nominò erede il nipote Edoardo, il giovane figlio di suo fratello, Clarence e di Isabella Neville, sorella della regina Anna; dopo il decesso di quest'ultima, Riccardo designò un altro nipote, John de la Pole, conte di Lincoln. Con l'annullamento del Titulus Regius, l'erede della casa di York fu Elisabetta che sposò l'erede dei Lancaster, Enrico Tudor[68].

Occorre ricordare, infine, che, se la dichiarazione di illegittimità di Edoardo V fosse stata accettata, gli eredi di Giorgio, duca di Clarence, sarebbero stati nel contempo eredi della casa degli York ed al trono di Inghilterra (in stretta applicazione delle leggi medioevali sulla successione) e pertanto l'attuale erede sarebbe Michael Abney-Hastings, conte di Loudoun, che attualmente vive a Jerilderie, Australia.

Attualmente, invece, la legge di successione britannica, atto normativo facente parte delle norme di rilevanza costituzionale, (risalente al 1701) prevede che l'attuale Regina, Elisabetta II d'Inghilterra sia la legittima sovrana.

Il ritrovamento dei resti[modifica | modifica sorgente]

Sito della Greyfriars Church, a Leicester, in rosa sovrapposto a una mappa moderna della zona. Lo scheletro di Riccardo III è stato recuperato nel settembre 2012 dal centro del coro, segnalato da un puntino nero.

Il 24 agosto 2012, l'Università di Leicester e il Leicester City Council, in collaborazione con la Richard III Society, annunciarono di aver unito le loro forze per iniziare una ricerca dei resti di Re Riccardo. Guidati dal University of Leicester Archaeological Services (ULAS), gli esperti proposero di individuare il sito della Greyfriars Church e scoprire se i suoi resti vi fossero ancora sepolti.[69][70] La ricerca portò all'individuazione del sito posto sotto un moderno parcheggio sotterraneo.[71]

In parallelo, lo storico britannico John Ashdown-Hill, attraverso una ricerca genealogica, rintracciò la linea di sangue materna di Riccardo, sopravvissuta fino al XXI secolo. Una donna di origini inglesi emigrata in Canada dopo la seconda guerra mondiale, Joy Ibsen, fu identificata come una nipote di 16ª generazione del re. Anche se la Ibsen era morta nel 2008, suo figlio Michael ha potuto fornire al gruppo di ricerca, il 24 agosto 2012 un campione di DNA mitocondriale, prelevato tramite tampone dalla bocca. Il DNA mitocondriale, che ha la peculiarità di essere tramandato dal solo lato materno e rimanere per questo inalterato nelle generazioni, può essere usato per confrontare i campioni di resti umani del sito di scavo con il diretto discendente per linea materna.[72]

Il 5 settembre 2012, gli archeologi annunciarono di aver individuato la Greyfriars Church[73] e due giorni dopo individuarono la posizione del giardino di Robert Herrick, dove agli inizi del XVII secolo sorgeva un monumento a Riccardo III.[74] Ossa umane sono state trovate sotto il coro della chiesa.[75] Il 12 settembre 2012 è stato annunciato che uno scheletro scoperto durante la ricerca avrebbe potuto essere quello di Riccardo III: il corpo era di un maschio adulto, sepolto sotto il coro della chiesa, con una scoliosi della colonna vertebrale, che rendeva una spalla[76] più elevata rispetto all'altra (in che misura dipenderà dalla gravità della condizione). Inoltre, vi era una punta di freccia conficcata nella spina dorsale e vi erano ferite perimortem al cranio. Il Dr. Jo Appleby, l'archeologo che ha scoperto lo scheletro, ha descritto la seconda come «una ferita mortale inferta in un campo di battaglia nella parte posteriore del cranio».[77] Il 15 dicembre 2012 il Daily Telegraph ha riferito che sarebbero state effettuate ulteriori prove di laboratorio, incluso il confronto del DNA, per verificare l'identità e che, inoltre, altri elementi trovati sul sito sembrerebbero confermare i resti come quelli del re.

Lo storico e parlamentare inglese Chris Skidmore ha affermato che i resti, qualora ne venisse confermata l'appartenenza a Riccardo III, dovrebbero essere sepolti con un funerale di Stato. Il governo ha dichiarato che il tal caso saranno sepolti nella cattedrale di Leicester, ubicata dall'altra parte della strada rispetto al punto di rinvenimento dalla tomba.[78] L'annuncio formale, dapprima programmato per il gennaio 2013[79], fu rimandato a lunedì 4 febbraio 2013[80]. In quella data l'Università di Leicester ha confermato che lo scheletro appartiene a re Riccardo III, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Questa conclusione si basa sugli elementi di prova del DNA,[81] sulle analisi del suolo, sulla prova dentale, e non ultimo sulle caratteristiche fisiche dello scheletro, che sono coerenti con i racconti contemporanei sull'aspetto di Riccardo. Il team ha annunciato che quella che in un primo momento era ritenuta una punta di freccia scoperta accanto al corpo, è in realtà un chiodo di epoca romana, probabilmente interrato al momento della sepoltura. Sono state riscontrate numerose ferite peri-mortem sul corpo e parte del cranio era stata tagliata con un'arma a lama. Ciò avrebbe causato una morte rapida. Il team ha concluso che è improbabile che il re indossasse un elmo nei suoi ultimi momenti. Il sindaco di Leicester ha annunciato che nei primi mesi del 2014 lo scheletro del re sarà seppellito nella cattedrale di Leicester e che gli sarà dedicato un museo negli edifici scolastici vittoriani vicino alla tomba.[81][82][83]

Giudizi[modifica | modifica sorgente]

L'immagine storica di Riccardo III fu (e rimane tuttora) estremamente controversa per la estrema soggettività delle fonti del tempo, divise tra favorevoli e contrarie alla Casa di York e per il fatto che nessuna di esse in ogni caso è dovuta a persone che avessero una profonda conoscenza del re, come fa notare lo storico Alison Hanham ne il Richard III and his early historians 1483–1535 (1975 Oxford).

Infatti, sebbene siano giunte ai nostri giorni numerose fonti scritte, quali la Croyland Chronicle, le memorie del viaggiatore e cortigiano francese Philippe de Commines, i rapporti dell'italiano Domenico Mancini (De Occupatione Regni Anglie per Riccardum Tercium), le Cronache di Robert Fabyan oltre a parecchi documenti e atti parlamentari, nessuna di esse può dirsi esente da partigianeria politica[84].

Ad esempio, se, vivente Riccardo, il memorialista John Rous lo aveva gratificato definendolo come un signore benevolo, di gran cuore e che si era distinto punendo severamente gli oppressori della gente comune[85][86], dopo la ascesa al trono di Enrico Tudor lo stesso Rous cambiò prospettiva, descrivendolo come malvagio, machiavellico, fisicamente deforme, gli attribuì l'omicidio di re Enrico VI Lancaster e sostenne che era giunto al punto di avvelenare la propria moglie, Anna Neville.

Tale cambiamento, in effetti, è dovuto alla forte campagna propagandistica promossa dai Tudor i quali cercavano di legittimare la propria ascesa al trono[87] e che trova il suo culmine negli scritti di Polydore Vergil e di Thomas More da cui sarà tratta l'opera omonima di Shakespeare.

Rispetto a Rous, Poydore Vergil e Thomas More sottolinearono le forti malformazioni fisiche, già accennate dal primo, e le interpretarono come segnale di una mente malvagia e diabolica: More lo dipinse come piccolo di statura, debole di gambe, dai lineamenti duri, Vergil aggiunse che aveva la spalla destra più alta della sinistra, entrambi concordano nel definirlo subdolo, manipolatore, scaltro, infido e spavaldo[86]. Tutte queste caratteristiche furono ampiamente riprese da Shakespeare che così introduce lui e le sue smodate ambizioni:

« Quale altro piacere può fornirmi il mondo? Troverò forse il mio paradiso in grembo a una donna, coprirò il mio corpo di gai ornamenti, e affascinerò il bel sesso con le parole e con gli sguardi? O miserabile pensiero e più difficile a mettere in atto che ottenere venti corone d’oro! Già! L’amore mi abbandonò fin da quando ero in seno a mia madre e perché non m’impacciassi con le sue tenere leggi corruppe con qualche dono la fragile natura e la indusse ad atrofizzarmi il braccio come un ramo secco, a crearmi un’odiosa prominenza sul dorso dove la deformità siede a scherno del mio corpo, a dar forma disuguale alle mie gambe, a far di me un ammasso caotico, un orsacchiotto mal leccato che non ha alcuna delle sembianze materne. Come potrei essere fra quelli che piacciono alle donne? Mostruoso errore nutrire un tal pensiero! Dunque, giacché questa terra non mi offre alcuna gioia se non nel comandare, nel tenere a freno e nell’usar prepotenze a coloro che son fatti meglio di me, sarà mio paradiso sognare il trono e per tutta la mia vita considerare il mondo come un inferno, finché il mio capo, portato dal tronco deforme, non sia circondato da una splendente corona. »
(Enrico VI, parte III, atto II scena 2 versi 1646-1650.)

Nei secoli seguenti, sebbene permanesse la reputazione di Riccardo come abile ed equanime legislatore, come attestarono William Camden[88] e Francis Bacon[89], si consolidò la fama di uomo malvagio e senza scrupoli.

Tra gli altri, David Hume, descrisse il sovrano come persona che frequentemente ricorse alla dissimulazione per nascondere un'indole feroce e selvaggia che aveva abbandonato tutti i principi di onore e umanità; poi, pur riconoscendo che alcuni storici avevano sostenuto l'abilità nel governo e la profonda cultura giuridica del re, sottolinea comunque che il suo esercizio del potere, a tutti gli effetti arbitrario, incoraggiò l'instabilità socio-politica dell'epoca[90].

Infine, James Gairdner, uno dei più importanti biografi del sovrano di cui curò la voce nel Dictionary of National Biography, dichiarò che, avendo iniziato lo studio da un punto di vista neutrale, non poteva non avallare la descrizione di Shakespeare e More, al di là di alcune alcune esagerazioni[91].

Con il tempo, però, anche Riccardo ebbe dei difensori il primo dei quali fu George Buck, discendente di un sostenitore degli York, che completò una biografia del sovrano nel 1619 (poi pubblicata nel 1646). Nell'opera, l'autore attacca duramente le "improbabili imputazioni" allegate dagli scrittori di parte Tudor comprese le presunte deformità e gli omicidi attribuiti al re e riporta numeroso materiale d'archivio tra cui il "Titolus Regius" e una lettera autografa di Elisabetta di York che mostrava la sua intenzione di sposare il re[92].

In seguito, Horace Walpole in Historic Doubts on the Life and Reign of King Richard the Third (1768), sottolineò che qualunque anomalia fisica potesse derivare da una distorsione minore alla spalla e che non sussiste alcuna prova per affermare il coinvolgimento del re nelle morti di Enrico VI, del Duca di Clarence e poi dei nipoti.

Clements Markham, invece, in risposta al lavoro di Gairdner, nell'opera Richard III: his life & character, reviewed in the light of recent research (Londra: Smith & Elder 1906) afferma la colpevolezza di Enrico VII in merito all'omicidio dei principi nella torre e aggiunge che ogni altro crimine è dovuto alla propaganda dei Tudor.

Più equilibrati si mostrano Alfred Legge e Charles Ross. Il primo ne l'opera The Unpopular King, (Londra: Ward & Downey 1885) ne accoglie, pur con alcune riserve, la grandezza d'animo, deformata dall'ingratitudine di altri[93]; il secondo, ricordando quanto al tempo di Riccardo l'Inghilterra fosse in un'epoca spietata e violenta e che tale contesto contagiasse non poco gli alti ranghi della società, incluso lo stesso sovrano[94].

Quanto a Paul Murray Kendall, nel suo Richard III scrisse[95]:

(EN)
« In the course of a mere eighteen months, crowded with cares and problems, he laid down a coherent programme of legal enactments, maintained an orderly society, and actively promoted the well-being of his subjects. A comparable period in the reigns of his predecessor and of his successor shows no such accomplishment. »
(IT)
« Nel corso di soli diciotto mesi, costellati di preoccupazioni e problemi, stese un programma coerente di testi giuridici, mantenne una società ordinata, e promosse attivamente il benessere dei suoi sudditi. Un periodo analogo nei regni del suo predecessore e del suo successore non mostra un tale risultato. »

Infine, nel corso del XX secolo sono nati diversi gruppi, di cui il più antico è la Richard III Society, fondata nel 1924, dedicati a migliorare la reputazione del sovrano.

Carattere[modifica | modifica sorgente]

Analizzandone la psicologia, Michael A. Hicks scrive[96]:

(EN)
« Richard's selfishness denotes both exceptional egotism and individualism. Whereas other magnates thought in the long-term, seeking to maintain the family estates and to foster the interests of future generations of their dynasty, Richard gave priority to his own good, his immediate political needs and the eventual salvation of his soul. He was concerned only secondarily with the long-term interests of his heirs, whom he disinherited by his alienations in mortmain and otherwise. If Richard's career as Duke of Gloucester fails to make sense, it is because his aims were different from those of other magnates. Both as duke and king, Richard appreciated that heirs strengthened his own position by giving permanence to his tenure, but he did not acknowledge any obligation to give priority to their interests over his own. One wonders whether his sentimental attachments to the houses of York and Neville were sincere or were merely further expressions of Richard's self-interest. Certainly his seizure of the crown sacrificed the interests of his wider kindred to himself and led ultimately to the destruction of the royal house to which they all belonged. »
(IT)
« L'egoismo di Riccardo denota sia un eccezionale ego sia individualismo. Mentre altri magnati pensavano al lungo periodo, cercando di mantenere le proprietà di famiglia e favorire gli interessi delle generazioni future della loro dinastia, Riccardo diede priorità al proprio bene, ai suoi bisogni politici immediati e all'eventuale salvezza della sua anima. Solo secondariamente si occupava degli interessi a lungo termine dei suoi eredi, che furono diseredati dalle sue alienazioni a vantaggio della manomorta (ecclesiastica) e di altri. Se non è possibile dare senso alla carriera di Riccardo duca di Gloucester, è perché i suoi obiettivi erano diversi da quelli degli altri magnati. Sia come duca, sia come sovrano, Riccardo apprezzò che gli eredi rafforzassero la sua posizione, dando continuità al suo mandato, ma egli non riconobbe alcun obbligo di privilegiare i loro ai propri interessi. Uno si chiederebbe se i suoi attaccamenti sentimentali alle case di York e Neville fossero sinceri o semplicemente altre espressioni dell'interesse personale di Riccardo. Certamente, l'usurpazione della corona sacrificò gli interessi dei suoi parenti più stretti a vantaggio dei propri e, in definitiva, ha portato alla distruzione della casa reale cui tutti appartenevano. »

Rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

L'opera principale è ovviamente l'omonima opera teatrale di Shakespeare. Protagonista del più celebre fra i "drammi storici" del Bardo, la sua figura è proverbialmente associata al concetto di "corruzione del potere". Nell'immaginario popolare, alimentato dai palcoscenici teatrali e non dagli archivi polverosi della storia, Riccardo è il mostro deforme, gobbo storto, rachitico, che uccide il fratello la moglie e due nipotini innocenti per arrivare a un trono da cui cadrà ben presto; odiato da tutti abbandonato dai più, massacrato mentre grida «un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo». E mentre l'attendibilità storica del Riccardo shakespeariano è pressoché nulla, è indubbiamente ad esso che deve la sua immortalità. Si ricordano anche i film Tower of London del 1939, con Basil Rathbone e Boris Karloff; Riccardo III del 1955, diretto ed interpretato da Laurence Olivier e l'omonimo film del 1995, diretto da Richard Loncraine con protagonista Ian McKellen.

Nel 2013, la BBC ha prodotto una serie incentrata sulla Guerra delle due rose, in cui si narrano le vicende delle due casate di York e Lancaster in seguito alla ascesa al trono di Edoardo IV. The White Queen è tratto da una trilogia della scrittrice inglese, Philippa Gregory, e a prestare il volto al re Riccardo III è l'attore Aneurin Barnard.

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Come duca di Gloucester, Riccardo utilizzò le Stemma reale d'Inghilterra con nel primo e nel terzo quarto i tre gigli di Francia su campo blu, per indicare le pretese al trono di Parigi risalenti sin da Edoardo III e nel secondo e nell'ultimo quarto i tre leoni in campo rosso con l'aggiunta di un Lambello a tre gocce che presentano a loro volta tre ermellini affiancati ad un cantone rosso[97]

Come sovrano, Riccardo ricevette gli onori di Dei Gratia Rex Angliae et Franciae et Dominus Hiberniae, l' uso dello stemma reale cui appose il motto Loyaulte me lie traducibile con "La Lealtà mi vincola" e adottò il cinghiale bianco come proprio simbolo personale. È noto informalmente anche con il nomignolo di Dickon per via di una leggenda secondo cui, alla vigilia della Battaglia di Bosworth, fu inviato al Duca di Norfolk un avviso recante la predizione di un tradimento che suonava in questi termini Jack of Norffolke be not to bolde,/For Dyckon thy maister is bought and solde[98].

Trattamenti di
Riccardo III
Stemma
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ England Kings. URL consultato il 5 maggio 2013.
  2. ^ Il duca di York, Riccardo Plantageneto era aspirante al trono d'Inghilterra, in quanto inglese e figlio di Anna Mortimer, la figlia di Ruggero Mortimer, l'erede al trono designato dal re Riccardo II
  3. ^ Cecilia Neville era figlia di Ralph Neville (1364 - 1425), e della sua seconda moglie Giovanna Beaufort (1375 - 1440), discendente per linea materna dal re Edoardo III d'Inghilterra.
  4. ^ Foto dei resti di Riccardo III.
  5. ^ Confermato!Sono le ossa di Riccardo III.
  6. ^ Richard III dig: Leicester Cathedral confirmed.
  7. ^ Leicester: lo scheletro è di Riccardo III.
  8. ^ Altrimenti noto come "Kingmaker" a causa del suo ruolo e della sua influenza nelle vicende della Guerra delle Due Rose
  9. ^ Kendall, op. cit., p.41–42
  10. ^ Kendall, op. cit., p.34-44 e 74
  11. ^ Spine. URL consultato il 5 febbraio 2013. .
  12. ^ Kendall, op. cit., p.40
  13. ^ Il duca aveva, infatti, sposato Margherita di York, sorella di Edoardo IV.
  14. ^ Kendall, op. cit., p.87-89
  15. ^ Hilton, op. cit., p.444
  16. ^ Kendall, op. cit., p.108
  17. ^ Boutell, op. cit., p.277
  18. ^ “He may well have my Lady his sister-in-law, but they shall part no livelihood”
  19. ^ Clarke, op. cit., p.488
  20. ^ Michaeal Hicks, Anne Neville, Queen to Richard III. URL consultato il febbraio 2013.
  21. ^ The Parliamentary History of England from the Earliest Period to the Year 1803, vol. 1, 1806, p. 431. URL consultato il 5 febbraio 2013.
  22. ^ Ross, op. cit., p.31
  23. ^ a b Ross, op. cit., p.9
  24. ^ Ross, op. cit., p.19
  25. ^ Lulofs, op. cit., p.9-11
  26. ^ Ross, 1974, op. cit., p.153
  27. ^ Ross, op. cit., p.20
  28. ^ Ross, op. cit., p.21
  29. ^ Kincross, op. cit., p.89
  30. ^ Kendall, op. cit., p.93-99
  31. ^ Ross, op. cit., p.22
  32. ^ Con John Howard, I duca di Norfolk
  33. ^ Kendall, op. cit., p.133
  34. ^ Ross, 1974, op. cit., p.143
  35. ^ Kendall, op. cit., p.183
  36. ^ Ross, 1974, op. cit., p.182
  37. ^ Castello o città appartenente al demanio privato del re di Scozia.
  38. ^ Ross, op. cit., p.44-47
  39. ^ Ross, op. cit., p.143
  40. ^ a b Rosemary Horrox, Edward IV of England in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press. URL consultato il 25 agosto 2013.
  41. ^ a b c Pollard, op. cit..
  42. ^ Croyland Chronicle, op. cit., p. 153.
  43. ^ Markham, op. cit., p.89.
  44. ^ Markham, op. cit., p.90.
  45. ^ Markham, op. cit., p.91.
  46. ^ Rhodes, op. cit..
  47. ^ Kendall, op. cit., p.162-163
  48. ^ Kendall, op. cit., p.209-10
  49. ^ de Commines, op. cit., p.396-7
  50. ^ Williams, op. cit., 1983
  51. ^ Jones, op. cit., p.96-7
  52. ^ The history of the Royal Heralds and the College of Arms.
  53. ^ The Statutes of King Richard III. URL consultato l'11 maggio 2013.
  54. ^ Kleineke, op. cit., p.22-32
  55. ^ Cheetham, op. cit.
  56. ^ Richard III Parliament.
  57. ^ Fields, op. cit., pp. 162-163
  58. ^ Enrico Tudor conte di Richmond traeva i propri diritti alla corona dalla madre, Margaret Beaufort, contessa di Richmond e Derby, pronipote (tramite il padre) di Katherine Swynford e di Giovanni di Gand, figlio di Edoardo III d'Inghilterra.
  59. ^ Ross, op. cit., p.105-119
  60. ^ Stuart Costello, op. cit., p.17-18,43-44
  61. ^ Griffith, op. cit., p.43.
  62. ^ Penn, op. cit., p.9.
  63. ^ Rees, op. cit., p.211
  64. ^ Sir Rhys ap Thomas. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  65. ^ Kendall, op. cit., p.368
  66. ^ Legends about the Battle of Bosworth. URL consultato il 5 luglio 2009.
  67. ^ Carson, op. cit., p.268.
  68. ^ Lockyer, op. cit.
  69. ^ Historic search for King Richard III begins in Leicester, University of Leicester. URL consultato il 25 agosto 2012.
  70. ^ Medieval British king sought under car park Updated Sat Aug 25, 2012 3:38pm AEST
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  78. ^ Richard III 'Should Be Buried' At Leicester Cathedral, MP Says, 18 settembre 2012. URL consultato il 18 settembre 2012.
  79. ^ Carpark skeleton will be confirmed as Richard-III.
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  85. ^ Hanham, op. cit., p. 121.
  86. ^ a b Ross, op. cit., pp. xXII-xXIV.
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  88. ^ Camden, op. cit., p. 293.
  89. ^ Bacon, op. cit., p. 231.
  90. ^ Hume, op. cit., pp. 300-333.
  91. ^ Gairdner, op. cit., p. XI.
  92. ^ The Richard III and Yorkist History Server. URL consultato il 24 dicembre 2013. .
  93. ^ Legge, op. cit., p. VIII.
  94. ^ Ross, op. cit., p. LIII.
  95. ^ Kendall, op. cit., p. 319.
  96. ^ Hicks, op. cit., p. 33.
  97. ^ Francois R. Velde, stemmi della famiglia reale britannica. URL consultato il 20 agosto 2012.
  98. ^ Hall, op. cit., p.419

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  • Annette Carson, Richard III: The Maligned King, The History Press, 2009.
  • Bertram Fields, Royal Blood, New York, 1998.
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  • D. E. Rhodes, The Princes in the Tower and Their Doctor. The English Historical Review, Oxford University Press, 1962.
  • Clements Robert Markham, Richard III: his life and character, Londra, Smith, Elder & Co, 1906.

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Predecessore Re d'Inghilterra Successore Royal Standard of England (1406-1603).svg
Edoardo V 1483-1485 Enrico VII
Predecessore Signore d'Irlanda Successore Banner of the Lordship of Ireland.svg
Edoardo V 1483-1485 Enrico VII
Predecessore Duca di Gloucester Successore Arms of Thomas of Lancaster, 1st Duke of Clarence.svg
Vacante
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Humphrey di Grafton
1452 - 1485 Vacante
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Enrico Stuart
Predecessore Lord High Admiral Successore
Richard Neville, XVI conte di Warwick 1471 - 1483 John Howard, I duca di Norfolk
Predecessore Lord protettore Successore
Vacante
ultimo titolo detenuto da
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30 aprile - 26 giugno 1483 Vacante
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