Ricardo Flores Magón

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Ritratto di Ricardo Flores Magón

Ricardo Flores Magón (San Antonio Eloxochitlán, 16 settembre 1874Fort Leavenworth, 21 novembre 1922) è stato un giornalista, rivoluzionario e anarchico messicano.

Nato nella provincia di Oaxaca da Margarita Magón, messicana di origine meticcia, e Teodoro Flores (indígeno nahua che aveva combattuto nell'esercito liberale di Benito Juárez), è il secondo dei tre fratelli Flores Magón.

Nel 1900 fonda il giornale Regeneración, il più importante della sinistra messicana di tutti i tempi. Nel 1904 va in esilio a San Antonio (Texas) fuggendo la repressione del governo messicano. Nel 1905, fonda il Partido Liberal Mexicano (PLM). Regeneración arriva ad una tiratura di 30.000 copie. Nel 1906 è espulso dagli Stati Uniti d'America e si rifugia in Canada.

Il PLM organizza, tra il 1906 e il 1908, molte rivolte popolari, tra le quali quelle del 30 settembre 1906 e l’insurrezione generale del giugno 1908 sono le più importanti. Nel 1907 Flores Magón, Sarabia e Villarreal sono incarcerati per 3 anni. Nel 1911 inizia l’insurrezione anarchica della Bassa California. In gennaio gli insorti prendono Mexicali, in febbraio Los Algodonales, in marzo Tecate, in maggio Tijuana.

Nel 1914 è arrestato e internato nel penitenziario dell'isola di McNeil (USA). Esce dal carcere grazie alla solidarietà internazionale. Nel 1915 gli USA entrano nella grande guerra. Nel 1916 è di nuovo privato della sua libertà. Emma Goldman e Alexander Berkman raccolgono fondi e pagano la sua cauzione. Flores Magón pubblica un manifesto contro la guerra e incita alla sollevazione. Nel 1918 è arrestato e condotto nella prigione di Fort Leavenworth (Kansas). Nel 1920 rifiuta una pensione a vita del governo messicano. Resta in carcere.

Nel 1921 rifiuta di pentirsi pubblicamente delle sue idee per ottenere l'indulto: "Pentirmi? Non ho sfruttato il sudore, il dolore, la fatica e neanche il lavoro altrui. Non ho oppresso una sola anima, non ho nulla di cui pentirmi. Stando così le cose, non rinuncerò all'ideale, venga quel che venga". Il 21 novembre del 1922 è assassinato (era malato e quasi cieco) nella cella della prigione. I lavoratori messicani riescono a trasferire le sue spoglie fino a Città del Messico e lo tumulano nella cerchia degli uomini illustri.

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