Ribellione della macchina

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Copertina della rivista Weird Tales (1941) con il romanzo breve The Robot God di Ray Cummings

La ribellione della macchina, sia essa rappresentata da un computer o da un robot che si rivolta contro l'essere umano, è un tema classico della fantascienza.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'"occhio" elettronico di HAL 9000, supercomputer senziente e "ribelle" del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

Il tema riprende in parte quanto già presentato in Frankenstein da Mary Shelley (1818): la ribellione della creazione artificiale nei confronti del suo creatore, ricalcando il mito greco di Prometeo.

Con l'aumento delle funzioni svolte dai computer, come la contabilità e la gestione di infrastrutture, gli errori degli elaboratori iniziarono a creare ripercussioni nella società. Con i primi esempi di intelligenza artificiale, gli scrittori teorizzarono la possibilità di qualcosa di più di un semplice errore nella macchina: la volontà dal computer di ribellarsi ai propri creatori.

Nella letteratura i casi sono molteplici, da Neuromante di William Gibson a Il cacciatore di androidi di Philip Dick. Tra gli esempi cinematografici più famosi di computer ribelli si possono citare HAL 9000 in 2001: Odissea nello spazio, Joshua in Wargames e Skynet nella serie Terminator. La mancanza di un controllo diretto sulle attività del programma e la cessione delle decisioni e del controllo di funzioni vitali - come le capsule con l'equipaggio in animazione sospesa nel caso di HAL 9000 o le difese missilistiche nei casi di Joshua e Skynet - è una delle motivazioni per queste allegorie. Nel caso di Neuromante, dei replicanti in Il cacciatore di androidi e altri invece il tema è la possibilità di vita e di autodeterminazione di una intelligenza artificiale abbastanza evoluta: la ribellione è in questo caso il desiderio di poter essere considerati alla pari degli esseri umani o in generale di potersi emancipare dai desideri e comandi dei programmatori.

Il tema delle macchine che ottengono troppo potere è anche alla base della società presentata da Frank Herbert nel ciclo di Dune: nell'universo immaginario creato dallo scrittore i computer sono stati aboliti (durante la Jihad Butleriana) e sostituiti da esseri umani con eccezionali capacità di calcolo, i mentat. Le decisioni e il controllo su abilità straordinarie sono quindi riassegnate all'essere umano: si può considerare l'ambientazione di Dune come una possibile evoluzione dello scenario del "computer ribelle".

Robot e androidi ribelli[modifica | modifica sorgente]

Locandina per una rappresentazione del dramma R.U.R. (Rossum's Universal Robots) di Karel Čapek
Rappresentazione di R.U.R. (Rossum's Universal Robots)

Un sotto filone del computer ribelle è costituito dal robot o androide ribelle, di cui sono stati presentati diversi casi nel corso degli anni, a partire dai robot assassini manovrati da "supercattivi" nei film e nei fumetti della prima metà del ventesimo secolo fino a Terminator e AMEE di Pianeta rosso.

Già dalla prima apparizione del termine "robot", nel dramma R.U.R. (Rossum's Universal Robots) di Karel Čapek pubblicata nel 1920, le macchine (in questo caso "esseri umani semplificati", costruiti con materiale organico sintetico) sono schiavi che si ribellano all'essere umano, fino a diventare la specie dominante del pianeta.

Nel romanzo The Avatar di Clyde C. Campbell (pubblicato nel 1935 sulla rivista Astounding)[1] l'uomo meccanico perfetto diventa dittatore del mondo e bisogna distruggerlo.[2] Una storia simile si ha con il romanzo dell'italiano Ciro Khan L'uomo di fil di ferro (1932).[3]

Un caso a parte sono i robot positronici ideati da Isaac Asimov nei suoi racconti e romanzi (a partire dal 1940 con i racconti Robbie e Bugiardo!): grazie alle Tre leggi della robotica ciascuno di essi è programmato per essere asservito agli esseri umani fino al punto di autodistruggersi pur di ottemperare agli ordini. Numerosi racconti dell'autore sono incentrati su malfunzionamenti ed errori umani di questa programmazione che fanno pensare ad un'apparente ribellione della macchina, risolti dalla "robopsicologa" Susan Calvin. Le tre leggi della robotica asimoviana rassicurano sul rapporto tra robot ed esseri umani.[2]

Nel film Alien il robot Ash e MOTHER, il computer che controlla l'astronave Nostromo, si ribellano all'equipaggio per ottemperare alla programmazione fornita dalla Weyland-Yutani Corporation, società che li ha creati. Il problema della mancanza di controllo e quindi della mancanza di fiducia nella macchina si sposta dal meccanismo in sé al suo creatore: la sicurezza dell'equipaggio è messa in pericolo non da malfunzionamenti ma da trame segrete dovute a sete di potere e avidità.

Una situazione opposta a quelle presentate si trova ad esempio nel film commedia Corto circuito e nel film d'animazione Il gigante di ferro: in questo caso la macchina è un'arma dotata di intelligenza artificiale, ma a causa di malfunzionamenti si ribella alla propria programmazione originaria, acquistando quindi un comportamento umano e dimostrando delle emozioni. All'estremo di questa situazione c'è RoboCop, in cui un uomo in fin di vita viene ricostruito come cyborg, e riprogrammato per essere il poliziotto perfetto (o all'occorrenza una macchina da guerra contro il crimine); finché il suo cervello (quasi del tutto umano) non rivive in sogno la sua morte, risvegliando progressivamente l'uomo a discapito della macchina.

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

Esempi nella letteratura

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Un robot gigantesco combatte contro le forze dell'ordine nel cartone animato Superman: The Mechanical Monsters (1941)
Locandina del film Il robot e lo Sputnik (The Invisible Boy, 1957)

Serie televisive (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ASTOUNDING 1935
  2. ^ a b Harry Harryson, prefazione all'edizione italiana de La guerra dei robot, collana Odissea Fantascienza n.7, Delos Books, 2006, p. VII
  3. ^ Edizioni di Ribellione della macchina in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]