Rhinanthus

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Cresta di gallo
Rhinanthus angustifolius.jpg
Rhinanthus angustifolius (Cresta di gallo aristato)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Scrophulariales
Famiglia Scrophulariaceae
Genere Rhinanthus
L, 1753
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Orobanchaceae
Specie
(Vedi : Specie di Rhinanthus )

Rhinanthus L. 1753 è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Orobanchaceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali dai delicati fiori gialli.

Indice

[modifica] Sistematica

La famiglia delle Orobanchaceae è abbastanza numerosa con una novantina di generi e oltre 2000 specie, mentre il genere Rhinanthus comprende circa 30-40 specie di cui almeno 18 sono presenti nella flora spontanea italiana.
La classificazione tassonomica di questo genere è in via di definizione in quanto fino a poco tempo fa apparteneva alla famiglia delle Scophulariaceae (secondo la classificazione ormai classica di Cronquist), mentre ora con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stata assegnata alla famiglia delle Orobanchaceae[1]; anche i livelli superiori sono cambiati (vedere box tassonomico a destra).

Qui di seguito è indicata la classificazione scientifica di questo genere[2]:

Famiglia : Orobanchaceae definita nel 1799 dal botanico francese Étienne Pierre Ventenat (1757-1808) nativo di Limoges.
Sottofamiglia : Rhinanthoideae definita nel 1829 da Johann Heinrich Friedrick Link (Hildesheim, 2 febbraio 1767 – Berlino, 1 gennaio 1851), medico, botanico e naturalista tedesco.
Tribù : Rhinantheae definita nel 1806 da Jean-Baptiste Lamarck (Bazentin-le-Petit, 1º agosto 1744 – Parigi, 28 dicembre 1829), naturalista, biologo e chimico francese e da Augustin Pyrame de Candolle (Ginevra, 4 febbraio 1778 – 9 settembre 1841), botanico e micologo svizzero.
Sottotribù : Rhinanthinae, definita da Thomas Hogg (1777–1855) nel 1858.
Genere : Rhinanthus, definita da Carl von Linné nel 1753.

[modifica] Variabilità e Ibridi

La definizione del numero esatto di specie appartenenti a questo genere è sempre stato un problema per i biologi. Rhinanthus viene considerato uno dei generi più polimorfi delle Dicotiledoni.

Polimorfismo stagionale

Spesso in queste specie si presenta il fenomeno del polimorfismo stagionale : nella fioritura precoce (primaverile) le piante si presentano slanciate; in quella tardiva (estiva o autunnale) c'è un progressivo addensamento dei rami e delle foglie. Questo fenomeno può essere almeno in parte spiegato con la falciatura dei prati fatta in primavera e/o in autunno favorendo così una selezione di ecotipi precoci o tardivi[3].
La tabella a destra descrive queste varie forme sia stagionali, ma anche dipendenti dall'altitudine (per “foglie intercalari” si intendono le foglie inserite tra le coppie superiori dei rami e l'infiorescenza terminale):

  • Vernale : i fusti sono elevati e perlopiù semplici (non ramosi); le foglie lungo il fusto sono più brevi della distanza tra internodo; tutte le foglie sono presenti alla fioritura; la fioritura è precoce (fine inverno – inizio primavera, secondo la latitudine).
  • Estivale : i fusti sono elevati e con 2-4 paia di rami fioriferi misti a rami sterili (senza infiorescenza); i rami sono diritti; le foglie lungo il fusto sono più brevi della distanza tra internodo; le foglie “intercalari” sono assenti; tutte le foglie sono presenti alla fioritura; la fioritura è estiva.
  • Autunnale: i fusti sono elevati e con numerosi rami fioriferi misti a rami sterili (senza infiorescenza); i rami sono arcuati-ascendenti; le foglie inferiori non sono presenti alla fioritura; l'internodo è più breve della lunghezza delle rispettive foglie; le foglie “intercalari” sono numerose; la fioritura è tardiva (fine estate o autunno).
  • Montana (monomorfa) : i fusti non sono molto alti (sono contratti); i rami sono pochi e molto fogliosi; l'internodo è più breve della lunghezza delle rispettive foglie; le foglie “intercalari” sono poche o assenti; tutte le foglie sono presenti alla fioritura; la fioritura è estiva (specialmente nella fascia subalpina).
  • Alpina : i fusti sono nani con pochi rami perlopiù sterili (senza infiorescenza); l'internodo è più breve della lunghezza delle rispettive foglie; le foglie “intercalari” sono numerose; tutte le foglie sono presenti alla fioritura; la fioritura è estiva (specialmente nella fascia alpina).
Tipo corolla

Inoltre le specie di questo genere a volte differiscono tra di loro solamente per il tipo di corolla (tabella a destra):

  • fauci aperte (corolla anectolema) : le labbra divergono per più di 45°, di conseguenza i due denti sono rivolti in avanti, mentre il tubo corollino è curvo;
  • fauci chiuse (corolla cleistolema) : le labbra divergono per meno di 45° (sono quasi parallele), per cui i due denti sono rivolti verso il basso e la corolla nel suo insieme risulta più diritta.

Differenze queste che creano ulteriori problemi di classificazione. A questo proposito sono state istituite due Sezioni : CLEISTOLEMUS e ANOECTOLEMUS, rifiutate però dalla maggioranza dei botanici.[4]

Un altro problema di classificazione è derivato dal fatto che le specie di questo genere vivendo di vita parassitica o semiparassitica sulle radici di diverse piante erbacee (impiantandovi i loro piccoli “succhiatoi”) devono adattarsi morfologicamente al loro ospite.

È comprensibile quindi che il numero di specie varia da flora a flora secondo che si consideri ogni variante una specie a sé oppure che ai vari caratteri non si riconoscano distinzione specifica perché rientrano in una sorta di massima fluttuazione morfologica. Pignatti nella sua “Flora d'Italia” preferisce definire questi tipi morfologici delle forme stagionali, più che sottospecie, e per ogni specie “linneana” ben definita individua una “triplice stratificazione” :

  • (a) caratteri a volte non molto evidenti, ma costanti e legati dal punto di vista geografico come tipo di pelosità o apertura delle fauci della corolla;
  • (b) forme stagionali (vedere sopra) ma non significative dal punto di vista tassonomico;
  • (c) normale variabilità individuale;

Per facilitare la classificazione delle varie specie questo genere è ulteriormente suddiviso in sezioni, alcune delle quali sono elencate qui di seguito[5]:

  • Anoectolemi Chabert
  • Anomali (Sterneck) Soó
  • Brevirostres (Sterneck) Soó
  • Cleistolemus Chabert
  • Rhinanthus

[modifica] Specie spontanee della flora italiana

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l’elenco che segue utilizza in parte il sistema delle “chiavi analitiche”[6].

  • SEZIONE A : i denti della corolla (labbro superiore) sono lunghi più o meno 0,5 mm e formano una protuberanza arrotondata;
Rhinanthus minor L. - Cresta di gallo minore : la corolla è del tipo “anectolema” (fauci aperte); il tipo corologico è Circumboreale; l'habitat tipico per questa specie sono i prati umidi; è presente, ma rara, su tutto il nostro territorio dal piano fino a 1600 m s.l.m..
Rhinanthus personatus (Behrend.) Bég : la corolla è del tipo “cleistolema” (fauci chiuse); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono i prati; è presente, ma rara, solo al centro d'Italia da 800 fino a 1800 m s.l.m..


  • SEZIONE B : i denti della corolla (labbro superiore) sono lunghi al massimo 1 mm ed hanno una forma piramidale e formano con la corolla una protuberanza angolosa (quasi quadrata);
Rhinanthus antiquus (Sterneck) Sch. & Th. - Cresta di gallo bergamasca : il tipo corologico è Subendemico; l'habitat tipico per questa specie sono i pascoli alpini e subalpini; è presente, ma rara, solo al centro delle Alpi da 1800 fino a 2500 m s.l.m..
    • Gruppo 1B : le brattee sono pelose (peli semplici misti a peli ghiandolosi);
Rhinanthus wettsteinii (Sterneck) Soò. - Cresta di gallo del Wettstein : il calice si presenta con densi peli ghiandolari; la corolla è del tipo “cleistolema” (fauci chiuse) ed è lunga 18 mm; il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono i pascoli d'altitudine; è presente, ma rara, solo al sud da 1300 fino a 2400 m s.l.m..
Rhinanthus pseudantiquus Kunz - Cresta di gallo pseudo-antica : il calice è più o meno glabro o con pochi peli semplici; la corolla è del tipo “anectolema” (fauci aperte) ed è lunga 15 mm; il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono i pascoli subalpini; è presente, ma da verificare, all'estremità occidentale delle Alpi a quote fino a 2050 m s.l.m..


  • SEZIONE C : i denti della corolla (labbro superiore) sono conici e sono lunghi 2-3 volte la loro larghezza; i denti basali delle brattee sono più lunghi di quelli apicali (5 – 8 mm) e sono aristati;
    • Gruppo 1A : la corolla è del tipo “anectolema” (fauci aperte);
Rhinanthus aristatus Celak. (sinonimo = R. glacialis Person.) - Cresta di gallo aristato : sia le brattee che il calice sono glabri; il tipo corologico è Orofita Sud Est Europeo; l'habitat tipico per questa specie sono i prati e pascoli d'alta montagna; è presente sulle Alpi da 500 fino a 2400 m s.l.m..
Rhinanthus pampaninii Chab. - Cresta di gallo di Pampanini : dei peli ghiandolari sono presenti sia sul calice che sulle brattee; il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono i prati aridi; è presente sulle Alpi orientali dal piano fino a 1200 m s.l.m..
  • Gruppo 1B : la corolla è del tipo “cleistolema” (fauci chiuse);
Rhinanthus songeonii Chab. - Cresta di gallo di Songeon : le brattee hanno una forma triangolare e sono acuminate, sono inoltre più lunghe del calice; il tipo corologico è Orofita Sud Europeo; l'habitat tipico per questa specie sono i prati aridi; è presente, ma rara, nelle Alpi centrali da 500 fino a 1500 m s.l.m..
Rhinanthus ovifugus Chab. - Cresta di gallo rifiutata dagli ovini : le brattee hanno una forma triangolare quasi ovata, sono inoltre lunghe più o meno come il calice; il tipo corologico è Orofita Sud Europeo; l'habitat tipico per questa specie sono i pascoli e le pietraie; è presente, ma rara, al nord da 800 fino a 2500 m s.l.m..
(vedere le specie della “SEZIONE E”)


  • SEZIONE D : i denti della corolla (labbro superiore) sono conici e sono lunghi 2-3 volte la loro larghezza; i denti basali delle brattee sono più lunghi (massimo 5 mm) di quelli apicali che progressivamente sono sempre più brevi; il calice è glabro, e in genere lo sono anche le brattee;
  • Gruppo 1A : la corolla è del tipo “cleistolema” (fauci chiuse);
Rhinanthus serotinus (Schönh.) Oborny (sinonimo = R. angustifolius C.C.Gmel) - Cresta di gallo tardivo : le foglie hanno dei brevi denti crenulati; il tipo corologico è Eurosiberiano; l'habitat tipico per questa specie sono i pascoli umidi su substrato acido; è presente, ma molto rara, nelle Alpi orientali da 500 fino a 1500 m s.l.m..
  • Gruppo 1B : la corolla è del tipo “anectolema” (fauci aperte);
Rhinanthus alpinus Baumg. (sinonimo = R. pulcher Schummel) - Cresta di gallo alpina : sia le brattee che il calice sono glabri; il tipo corologico è Orofita Sud Est Europeo; l'habitat tipico per questa specie sono i prati e pascoli mesofili; è presente, ma molto rara, al confine con la Carinzia da 500 fino a 2500 m s.l.m..
Rhinanthus carinthiacus Widder - Cresta di gallo di Carinzia : sono presenti dei peli ghiandolari sulle brattee e sul calice; il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono le praterie rase subalpine e rocciose; è presente al confine con la Carinzia da 800 fino a 1800 m s.l.m..


  • SEZIONE E : i denti della corolla (labbro superiore) sono conici e sono lunghi 2-3 volte la loro larghezza; i denti basali delle brattee sono più lunghi (massimo 5-8 mm) di quelli apicali che progressivamente sono sempre più brevi; sia il calice che le brattee sono tomentose;
Rhinanthus mediterraneus (Sterneck) Adamovič (sinonimo = R. pumilus (Sterneck) Soldano) - Cresta di gallo mediterraneo : la pubescenza è formata unicamente da peli semplici; il tipo corologico è Eurimediterraneo; l'habitat tipico per questa specie sono i prati aridi; si trova raramente al nord-ovest dal piano fino a 1800 m s.l.m..
Rhinanthus burnatii (Chab.) Soò - Cresta di gallo di Burnat : la pubescenza è formata sia da peli semplici che di tipo ghiandolare; il tipo corologico è Eurimediterraneo; l'habitat tipico per questa specie sono i prati; è presente, ma in modo discontinuo, al nord dal piano fino a 1800 m s.l.m..


  • SEZIONE F : i denti della corolla (labbro superiore) sono conici e sono lunghi 2-3 volte la loro larghezza; i denti delle brattee sono più o meno uguali fra di loro;
  • Gruppo 1A : sul calice sono presenti dei peli lanosi lunghi 1 – 1,5 mm;
Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich - Cresta di gallo comune : la corolla è del tipo “cleistolema” (fauci chiuse); il tipo corologico è Centroeuropeo; l'habitat tipico per questa specie sono i prati e pascoli; è comune su tutto il territorio dal piano fino a 2000 m s.l.m..
Rhinanthus facchinii Chab. - Cresta di gallo di Facchini : la corolla è del tipo “anectolema” (fauci aperte); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono i prati montani; è molto rara e si trova sulle Alpi orientali da 1500 fino a 2400 m s.l.m..
  • Gruppo 1B : sul calice sono presenti dei brevi peli da 0,1 – 0,2 mm;
Rhinanthus freynii (Kerner) Fiori - Cresta di gallo di Freyn : la corolla è del tipo “cleistolema” (fauci chiuse); il tipo corologico è Endemico; l'habitat tipico per questa specie sono i prati e i pascoli; è abbastanza comune sulle Alpi orientali da 500 fino a 1500 m s.l.m..
Rhinanthus helenae Chab.  : la corolla è del tipo “anectolema” (fauci aperte); il tipo corologico è Subendemico; l'habitat tipico per questa specie sono i prati aridi e pascoli; è molto rara e si trova solo nella provincia di Belluno dai 300 fino a 1800 m s.l.m..
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Specie di Rhinanthus.

[modifica] Etimologia

Il nome del genere (Rhinanthus) è stato assegnato dal biologo e scrittore svedese Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778) nel 1737, e pubblicato nel 1753, accostando due termini greci : rhin o rhinòs (= naso) e ànthos (= fiore).[4]
Il nome comune (Cresta di gallo), fa riferimento ad una certa somiglianza che il fiore presenta con la testa del gallo, in particolare le brattee seghettate ricordano la cresta del pennuto.
In tedesco le piante di questo genere vengono chiamate Hahnenkamm; in francese si chiamano Crete-de-coq oppure Cocriste ma anche Croquette; in inglese Cock's comb.

[modifica] Morfologia

Queste piante possono essere glabre o pelose. L'altezza media va da pochi centimetri fino a 80 cm. La forma biologica è per tutte le specie terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie.

[modifica] Radici

Le radici sono del tipo a fittone.

[modifica] Fusto

I fusti sono eretti; possono essere semplici (poco ramoso) o densamente ramosi nella parte alta; la sezione è tetragona; la superficie è più o meno pubescente.

[modifica] Foglie

Le foglie hanno la forma lanceolata (o più raramente ovata o lineare) con margini dentati (quasi seghettati); sono sessili e a disposizione opposta lungo il fusto; il colore delle foglie in genere è verde pallido. Dimensione media delle foglie di tipo lanceolato: larghezza 7 – 15 mm; lunghezza 20 – 40 mm. Dimensione media delle foglie di tipo ovato: larghezza 15 mm; lunghezza 25 mm. Dimensione media delle foglie di tipo lineare: larghezza 3 mm; lunghezza 24 mm.

[modifica] Infiorescenza

L'infiorescenza si presenta come un racemo terminale “spiciforme” (con fiori sessili o con brevissimi peduncoli), foglioso con grandi brattee villose a forma triangolate-ovata (o rombica) con apice acuto; il margine delle brattee è percorso da una serie di denti più o meno uguali fra di loro e possono essere aristati; le brattee sono inoltre più lunghe del calice del rispettivo fiore. Alla fruttificazione i fiori inferiori sono più spaziati. Lunghezza dei peduncoli : 1 -2 mm. Lunghezza delle brattee : 10 – 20 mm.

[modifica] Fiori

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetraciclici (calicecorolla - androceogineceo), pentameri (corolla a 5 parti).

K (4), C (5), A 2+2, G (2) (supero)[7]
  • Calice: il calice è gamosepalo, a quattro parti ravvicinate terminanti con dei denti; può essere glabro oppure pubescente e di colore chiaro; ha una forma ovale allargata ma compresso ai lati. Il calice si accresce notevolmente dopo la fioritura e diventa rigonfio. Dimensione media del calice: larghezza 6 mm; lunghezza 7 – 8 mm. Lunghezza dei denti calicini : 2 mm. Dimensione del calice accrescente : larghezza 11 – 16 mm; lunghezza 13 – 20 mm.
  • Corolla: la corolla è simpetala, di colore giallo chiaro, e consiste in un tubo cilindrico terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello inferiore (che è più corto) è trilobato, mentre quello superiore assume la forma di un caschetto schiacciato ai lati; all'estremità apicale sono presenti due denti conici colorati di violetto (ma a volte anche biancastri). Le fauci (la zona di separazione tra il labbro superiore e quello inferiore) possono essere aperte (corolla di tipo anectolema), oppure chiuse (corolla di tipo cleistolema). Lunghezza media della corolla : 13 – 18 mm.
  • Androceo: l'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli), quelli grandi sono posizionati sotto il caschetto della corolla e sono più dritti. Le antere sono disposte trasversalmente e hanno la superficie vellutata; sono provviste di due logge più o meno uguali.

[modifica] Frutti

Il frutto è contenuto nel calice (persistente) ed ha la struttura di una capsula mucronata a deiscenza variabile. La forma è arrotondata ma appiattita ai lati. Nel suo interno sono presenti delle logge che si aprono tramite due valve. Nelle logge sono contenuti i semi reniformi provvisti di endosperma, abbastanza grandi ma compressi quasi discoidali e circondati da un'ala traslucida. Diametro medio dei semi : 3 – 4 mm.

[modifica] Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Europa, Asia settentrionale e Nord America, con la maggiore diversità di specie (28 specie) in Europa. Delle specie spontanee sul nostro territorio la maggioranza (15) sono quelle che vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine[8].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
R. alectorolophus 11 collinare
montano
subalpino
Ca Si basico medio medio B1 F2 F3 tutto l'arco alpino
R. alpinus 11 montano
subalpino
alpino
Si acido medio medio F3 BL? UD?
R. antiquus 10 subalpino
alpino
Ca Ca-Si neutro basso medio F3 F5 CO SO BG BS
R. aristatus 10 subalpino
alpino
Ca Si neutro-basico basso medio F3 F5 G1 tutto l'arco alpino
(escl. VA CO BS)
R. burnatii 11 montano
subalpino
Ca Ca-Si basico medio secco B6 F2 F3 CN
R. carinthiacus 10 montano
subalpino
Ca-Si Si neutro basso medio C1 F5 G1 G2 UD?
R. facchinii 11 subalpino
alpino
Ca Ca-Si basico medio medio F3 CO BG TN BZ BL UD
R. freynii 9 montano
subalpino
Ca-Si Si basico medio medio F2 F3 TN BZ BL UD
R. mediterraneus 11 collinare
montano
subalpino
Ca Si basico medio medio F2 F3 CN
R. minor 11 collinare
montano
subalpino
Ca Si neutro basso medio F3 F5 tutto l'arco alpino
(escl. VA BG)
R. ovifugus 11 montano
subalpino
Ca Si neutro medio medio F2 F3 F5 CN TO AO VC NO BG
R. pampaninii 9 collinare
montano
Ca Ca-Si basico basso medio F2 F7 G4 BL PN UD
R. pseudoantiquus 3 subalpino Ca Ca-Si basico basso medio C3 F5 CN?
R. serotinus 11 collinare Ca Si neutro medio medio F3 CN? BL?
R. songeonii 11 montano Ca basico basso medio B6 C3 F2 F3 F7 G4 BG BS TN

Legenda e note alla tabella.
Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

Comunità vegetali:
3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni
9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri


Ambienti:
B1 = campi, colture e incolti
B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali
C1 = ambienti sabbiosi, affioramenti rocciosi
C3 = ghiaioni, morene e pietraie
F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino
F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili
F5 = praterie rase subalpine e alpine
F7 = margini erbacei dei boschi
G1 = lande e popolamenti a lavanda
G2 = praterie rase dal piano collinare a quello alpino
G4 = arbusteti e margini dei boschi

[modifica] Usi

Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Raramente queste piante sono utilizzata nel giardinaggio. Alcune specie sono invece considerate piante infestanti (da eliminare nelle zone a pascolo) in quanto parassita di quelle specie altrimenti utili come foraggio. Sono definite piante “emiparassite” (o falso parassitismo in quanto principalmente si limitano a ostacolare lo sviluppo di altre piante utili). Gli animali da pascolo le evitano in quanto possono essere leggermente velenose: i semi contengono una sostanza tossica chiamata "aucubina".
Altre specie sono utilizzate (ma non frequentemente) come coloranti del cuoio (colore grigio-cenere) o della lana (giallo-vivo) o della seta (giallo-limone). Mentre una sostanza sempre ricavata da queste piante (rinantina , insieme ad un'altra sostanza : aucubina) serve da insetticida.

[modifica] Bibliografia

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo , Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 534.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 599-604. ISBN 88-506-2449-2
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 272-278.

[modifica] Note

  1. ^ Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 22-02-2009.
  2. ^ Crescent Bloom. URL consultato il 27-02-2009.
  3. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2
  4. ^ a b Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta , Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  5. ^ Flora Europaea - Royal Botanic Garden Edinburgh. URL consultato il 27-02-2009.
  6. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il GG-MM-2009.
  8. ^ AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004.

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