Logistica di ritorno

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La logistica di ritorno o logistica inversa è il processo di pianificazione, implementazione e controllo dell'efficienza delle materie prime dei semilavorati, dei prodotti finiti e dei correlati flussi informativi dal punto di recupero (o consumo) al punto di origine con lo scopo di riguadagnare valore da prodotti che hanno esaurito il loro ciclo di vita[1].

La reverse logistics, com'è detta in lingua inglese, movimenta i prodotti dalla loro naturale destinazione finale a ritroso nella catena di distribuzione fino al produttore iniziale o ad un nuovo soggetto o luogo della catena originaria o di un altro network. In sintesi le attività di logistica di ritorno sono il recupero e raccolta dei resi, il trasporto, la ricezione e lo smistamento del ritorno[2].

La logistica di ritorno è senza dubbio la parte più rilevante nella gestione dei resi. Tale gestione resta tuttavia più complessa e implica anche altre attività oltre alla logistica di ritorno: quelle che hanno l'obiettivo di minimizzare o di impedire alla fonte il numero dei ritorni (returns avoidance), quelle destinate al controllo dei flussi di ritorno (gatekeeping), e, infine, quelle che si occupano di destinare e collocare i ritorni presso discariche/centri di smaltimento o mercati secondari (outlet store)[3].

Le attività di avoidance hanno lo scopo di sviluppare e vendere i prodotti cercando di minimizzare i ritorni. Ciò può avvenire, ad esempio, producendo prodotti di qualità, fornendo istruzioni di facile comprensione, addestrando il personale di vendita, mettendo a disposizione call center o siti internet dove il consumatore possa individuare il miglior modo per risolvere i propri dubbi una volta acquistato il prodotto. Le operazioni di gatekeeping hanno lo scopo primario di valutare se i prodotti resi all'azienda siano effettivamente autorizzati a rientrare. La gestione efficiente di tale attività evita l’ingiustificato ritorno di prodotti, a volte, perfettamente funzionanti, con susseguente aggravio di costi per l’impresa[4].

Infine, le possibili destinazioni di un ritorno possono essere il ricollocamento sul mercato, primario o secondario (outlet, aste on line), prima o dopo le attività di ri-lavorazione (rimanifattura, riutilizzo, riparazione, riciclaggio) o lo smaltimento presso discariche dedicate. La gestione dei resi implica quindi il coinvolgimento di tutta l'intera catena di distribuzione per il miglioramento in ottica di efficienza (analisi dei costi) e di efficacia (servizio al cliente[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rogers, D.S., Tibben-Lembke R.S. (1999), Going Backwards: Reverse Logistics Trends and Practices. Pittsburgh, PA: Reverse Logistics Executive Council.
  2. ^ Stock, J.R. (1998), Development and Implementation of Reverse Logistics Programs. Oak Brook, IL: Council of Logistics Management.
  3. ^ Russo I. (2008) La gestione dei resi nelle catene di fornitura, Giuffrè Editore, Milano.
  4. ^ Rogers D.S., Lambert D.M., Croxton K.L. e Garcia-Dastugue S.S., (2002) The Returns Management process, The International Journal of Logistics Management, Vol. 13, No. 2,pp. 1-18
  5. ^ http://www.rlmagazine.com/edition01p14.php

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]