Retinopatia del prematuro

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Retinopatia del prematuro
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 362.21
ICD-10 (EN) H35.1
Sinonimi
fibroplasia retrolentale

La retinopatia del prematuro (ROP) è una malattia vascolare della retina che si manifesta in neonati pretermine, con rischio maggiore quanto minore è il tempo di gestazione e con quanto più basso è il peso del neonato alla nascita. La sua evoluzione può portare alla cecità in seguito a distacco della retina per trazione. È provocata dalla formazione di nuovi vasi nella periferia retinica e può essere dovuta anche all'ossigenoterapia cui spesso sono sottoposti in nati prematuri nell'incubatrice (erogazione artificiale di ossigeno necessaria per lo sviluppo del bambino nato prematuramente).

Indice

Epidemiologia[modifica]

La patologia, dovuta a un eccesso di ossigeno immesso nelle incubatrici per cercare di curare il neonato per disfunzioni respiratorie all'atto della nascita, ha in passato avuto una sempre maggiore diffusione nei Paesi più sviluppati, soprattutto negli USA, dove nel XX secolo era diventata la causa principale di cecità e ipovisione. Attualmente l'incidenza è molto diminuita grazie agli studi medici, che hanno scoperto quale fosse la causa. Rimane comunque un'emergenza: in Spagna è stata considerata recentemente che la malattia si sviluppa in un terzo dei bambini nati prematuramente e in metà dei casi la forma è grave[1] La malattia attualmente si forma anche in paesi meno sviluppati come il Pakistan, diventando anche in tali luoghi un'emergenza da non sottovalutare.[2]

Eziologia[modifica]

Nel periodo fetale già dal quarto mese di gravidanza si sviluppa nel nascituro la vascolarizzazione della retina. Tale formazione di vasi sanguigni risulta essere molto sensibile alla quantità di ossigeno erogata artificialmente e a quella presente nell'aria. In rari casi si è riscontrata in alcuni pazienti affetti da ROP una mutazione del gene NDP, che normalmente è associato alla più temibile Sindrome di Norrie.

Fattori di rischio[modifica]

Oltre alla nascita prematura costituiscono fattore di rischio: l'iperossia da ventilazione artificiale, il basso peso alla nascita, infezioni di vario genere e cardiopatie congenite.

Prevenzione[modifica]

Non si sa con esattezza i limiti di ossigeno che i bambini possono sopportare, anche se non vi dovrebbero essere danni se alla normale aria viene aggiunta una quantità di ossigeno pari al 40%. Lo sviluppo anomalo dei vasi a livello oculare si può avere quando il bambino prematuro torna a respirare l'aria normale: la retina, infatti, avvertendo che arriva meno ossigeno di quanto ne ricevesse abitualmente tende a sviluppare nuovi vasi sanguigni che, tuttavia, possono danneggiarla gravemente.

Note[modifica]

  1. ^ Hernández M, Orduña C, Bosch V, Salinas R, Alcaraz JL, Marín JM. (luglio 2008). Retinopathy of prematurity in the Murcia region of (Spain). Incidence and severity. Arch Soc Esp Oftalmol. 83: 423-428.
  2. ^ Taqui AM, Syed R, Chaudhry TA, Ahmad K, Salat MS. (aprile 2008). Retinopathy of prematurity: frequency and risk factors in a tertiary care hospital in Karachi, Pakistan.. J Pak Med Assoc. 58: 186-190.

Bibliografia[modifica]

  • Kenneth J Leveno; Gary F Cunningham, Norman F Gant Steven L. Bloom, Manuale di ostetricia, Milano, Mc Graw Hill, 2004. ISBN 88-386-2987-0
  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3917-3
  • Katherine B Sims, NDP-Related Retinopathies, Seattle, University of Washington, 1999.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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