Aposiopesi

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L'aposiopesi (dal greco ἀποσιώπησις aposiōpēsis, derivato da aposiōpáō, «io taccio»), chiamata anche reticenza (dal latino reticere, «tacere») o sospensione, è un'interruzione improvvisa del discorso, per dare l'impressione di non poter o non voler proseguire, ma lasciando intuire al lettore o all'ascoltatore la conclusione, che viene taciuta deliberatamente per creare una particolare impressione.

Rispetto all'ellissi, che è la semplice soppressione di un elemento della frase, l'aposiopesi ha una maggiore connotazione emotiva.

Si perfezionò a partire dalla commedia nuova e quindi da Menandro. La commedia arcaica di Aristofane aveva abituato lo spettatore al turpiloquio più spinto, tendenza contro cui si schierarono già Platone ed Aristotele: Menandro preferì sottintendere queste espressioni, lasciando immaginare al pubblico gli scatti d'ira.

Ad esempio:

«E questo padre Cristoforo, so da certi ragguagli che è un uomo che non ha tutta quella prudenza, tutti quei riguardi...»
(Manzoni, I promessi sposi)

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