Resveratrolo
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| Resveratrolo | |
| Nome IUPAC | |
| 5-[(E)-2-(4-idrossifenil)-etenil]benzene-1,3-diolo | |
| Nomi alternativi | |
| 3,5,4' - Triidrossistilbene Resveratrolo |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C14H12O3 |
| Massa molecolare (u) | 228.25 |
| Aspetto | polvere bianca con leggere sfumature gialle |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Solubilità in acqua | ~0.03 mg/mL |
| Temperatura di fusione (K) | 526° K (253 °C) |
| Temperatura di ebollizione (K) | 528° K (255 °C) |
| Indicazioni di sicurezza | |
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|---|---|
Il resveratrolo (3,5,4' - triidrossistilbene) è un fenolo non flavonoide rinvenuta nella buccia dell'acino d'uva, a cui è attribuita azione antiteratogena e di fludificazione del sangue, che può limitare l'insorgenza di placche trombotiche.
Il Resveratrolo (trans-resveratrolo) è una delle fitoalessine prodotte naturalmente da parecchie piante, in difesa contro agenti patogeni quali batteri o i funghi.
Il Resveratrolo è stato individuato nella ricerca originata per spiegare il “paradosso francese, in cui si è notato che la popolazione francese, nel Sud della Francia, con alimentazione analoga a quella di alcune regioni degli Stati Uniti, sarebbe meno soggetta a problemi medici di natura cardiovascolare.
La spiegazione è stata imputata al resveratrolo contenuto nel vino, derivato dal contenuto naturale della pianta di vite (Vitis vinifera) provenienti dalle bucce degli acini, occorre dire che il resveratrolo non è la sola fitoalessina presente nella vite e nel vino, dove esistono diverse sostanze che sono mobilitate e prodotte dai tessuti per affrontare le infezioni batteriche e da funghi, nel caso della vite soprattutto l'Oidio.
Ricerche ulteriori hanno permesso di chiarire le parti della pianta che producono maggiori quantità e varietà di fitoalessine, (frutti, gemme, radici), ed in quali circostanze. Si è inoltre notato che la quantità varia fortemente tra varietà di uva, condizione ambientale della pianta, ma soprattutto dalle condizioni di attacco di malattie fungine o batteriche.
Premesso che alcune fitoalessine sono effettivamente risultate attive nella rimozione delle deposizioni ateroslerotiche, le dosi di vino necessarie ad una attività sensibile sono di gran lunga superiori alla sopportabile dose giornaliera di vino. (Occorrerebbe bere oltre quattro litri di vino al giorno, dose che potrebbe ipoteticamente migliorare la circolazione, ma che distruggerebbe le arterie ed il fegato[1]).
Infatti, perché questa molecola abbia effetti benefici, è necessario che ve ne sia una concentrazione piuttosto elevata nel sangue: questo fatto è stato ampiamente smentito[2].
Ricerche ulteriori hanno permesso di individuare in ''Poligonum cuspidatum” (pianta erbaceo arbustiva tipica di luoghi acquitrinosi e paludosi) quantità notevoli, parecchio superiori a quelle della vite, di resveratrolo e di diverse altre fitoalessine, fatto che indica che la presenza di resveratrolo e di altre alessine non è limitabile al genere “Vitis”.
Una estensione della ricerca ad altre specie diverse dalla V. vinifera ha chiarito che, dal punto di vista agronomico la produzione di maggiori e diverse quantità di fitoalessine presenti nelle viti americane spiega la loro maggiore resistenza alle infezioni batteriche e soprattutto micotiche (Vitis riparia, Vitis aestivalis, Vitis rotundifolia).
Pur essendo distribuito, in alcuni paesi, come “supplemento nutrizionale”, l'estratto di resveratrolo non può essere definito correttamente come supplemento nutrizionale, e tanto meno lo è come medicamento, non avendo ancora chiarito gli effetti collaterali di un uso prolungato in dosi massicce.
Altre attribuzioni sensazionalistiche come il fatto che il resveratrolo avrebbe “attività anticancerosa” sono da considerare poco fondate, o quantomeno in tale campo l'attività antiossidante è (per ora) paragonabile a quella del succo di limone, o delle noccioline.
Premesso che da dati sperimentali si è notata una attività antinfiammatoria ed ipoglicemizzante, comune ad altre sostanze, in effetti si è anche notato in vitro un sensibile effetto nella limitazione della infiammazione ateroslerotica e nelle deposizioni trombocitiche vasali correlate alla somministrazione di resveratrolo.
In vivo: nel corpo umano il resveratrolo è in bassissima biodisponibilità metabolica, (l'organismo umano espelle in brevissimo tempo il resveratrolo somministrato anche a dosi massicce), si ha inoltre una scarsa conoscenza degli effetti collaterali della somministrazione prolungata di tale sostanza chimica.
[modifica] Note
- ^ (EN) Gu X, Creasy L, Kester A, et al., Capillary electrophoretic determination of resveratrol in wines. J Agric Food Chem 47:3323-3277, 1999
- ^ (EN) Clin Biochem. 2003 Feb; 36(1): 79-87. PMID 12554065
[modifica] Voci correlate
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