Responsabile del servizio di prevenzione e protezione

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Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (o RSPP) è una figura disciplinata nell'ordinamento giuridico italiano dal D.Lgs. 81/2008[1].

Fu introdotta in Italia per la prima volta dal D.Lgs. 19 settembre 1994 n. 626,[2] emanato in recepimento di diverse direttive europee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del professionista esperto in sicurezza, in protezione e prevenzione designato dai datori di lavoro per gestire e coordinare le attività del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (SPP)[3], ovvero l'"insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori" (art. 2 comma 1 lettera l) del d.lgs. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.[4]

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione è,

« persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali descritti nell'art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.(Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, articolo 2) »

La nomina dell'RSPP è uno degli obblighi non delegabili del datore di lavoro.(Decreto-legge 9 aprile 2008, n. 81, articolo 17)[5].

Il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione collabora con il datore di lavoro, il medico competente[6] ed il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza[7] alla realizzazione del Documento di valutazione dei rischi[8].

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione partecipa assieme al medico competente ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza alla riunione periodica indetta annualmente dal datore di lavoro[9]. L'RSPP può essere interno oppure esterno all'azienda.

Deve essere nominato un RSPP obbligatoriamente interno all'azienda nei casi previsti dall'art. 31 comma 6 del d.lgs. 81/2008[10].

In alcune tipologie di aziende (art. 34 comma 1 ed allegato II del d.lgs. 81/2008) il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi[11].

Responsabilità[modifica | modifica wikitesto]

Il RSPP è un soggetto di prevenzione con compiti di consulenza che opera in posizione di neutralità[12]. La legge non prevede sanzioni contravvenzionali per il responsabile del servizio di prevenzione e protezione; tuttavia egli è responsabile del reato di evento se l'infortunio si verifica a causa della consulenza erroneamente resa.

Il RSPP, il medico competente ed il RLS sono responsabili del conseguimento degli obiettivi prefissati dal sistema di gestione della sicurezza aziendale e, nello spirito del miglioramento progressivo dei livelli di salute e di sicurezza, concorrono sinergicamente alla definizione di nuovi piani, programmi e procedure.

Requisiti e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Le capacità ed i requisiti professionali del RSPP sono individuati dall'art. 32 del d.lgs. 81/2008 e ss.mm.ii.

Per poter ricoprire le funzioni del responsabile del servizio di prevenzione e protezione è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore ed avere conseguito gli attestati relativi a specifici corsi di formazione abilitanti denominati comunemente modulo A, modulo B e modulo C.

Il modulo A, la cui durata prevista è di 28 ore. È un credito formativo permanente, non necessita quindi di aggiornamenti, è propedeutico ai moduli B e C, costituisce il corso generale di base e riguarda tematiche generali quali la normativa di riferimento, i soggetti del sistema prevenzione (datore di lavoro, lavoratori, dirigenti, preposti, RSPP, medico competente, responsabile dei lavoratori per la sicurezza (RLS), progettisti, lavoratori autonomi), ed altro). Inoltre vengono espressi concetti quali rischio biologico, chimico, fisico, elettrico, da rumore, da vibrazioni, da sovraccarico biomeccanico, da agenti cancerogeni e mutageni, amianto, ATEX, da incidenti rilevanti ed altre tipologie di rischio.

Il modulo B costituisce il corso di specializzazione e si articola in macro-settori definiti considerando i rischi in base alla classificazione dei settori ATECO. Non è propedeutico al modulo C. I macro-settori sono 9 e riguardano industria, agricoltura, pesca, estrazione minerali, industria chimica, sanità e servizi sociali, pubblica amministrazione, attività artigianali ecc.) La sua durata va dalle 12 alle 68 ore, in funzione del settore stesso.

Il modulo C è di specializzazione, della durata di 24 ore. È un credito formativo permanente, non necessita quindi di aggiornamenti, è per soli RSPP e riguarda la formazione sulla prevenzione e sulla protezione dei rischi psicosociali, di natura ergonomica, da organizzazione del lavoro, da turnazione e derivanti da stress lavoro-correlato.

I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono inoltre tenuti a frequentare i corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi stabiliti dell'accordo Stato/Regione del 21 dicembre 2011.

Legislazione di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

  • D.lgs. 81/2008
  • Accordi Stato-Regioni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto-legge 9 2008, n. 81, in materia di "Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro"
  2. ^ Decreto-legge 19 1994, n. 626, in materia di "Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro"
  3. ^ I compiti del servizio di prevenzione e protezione sono dettagliati all'art. 33
  4. ^ Decreto-legge 9 2008, n. 81, in materia di "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"
  5. ^ Nell'art. 17 comma 1 lettera a) viene sancita la non delegabilità da parte del datore di lavoro sia della valutazione di tutti i rischi che della conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi
  6. ^ Gli obblighi del medico competente sono definiti nell'art. 25 mentre i titoli e requisiti sono definiti dall'art. 38
  7. ^ Definito dall'art. 2 comma 1 lettera i come la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza sul lavoro. Tutte le attività riguardanti la valutazione e l'elaborazione del documento di valutazione dei rischi prevedono la sua consultazione
  8. ^ L'art. 29 disciplina la modalità di effettuazione del documento di valutazione dei rischi
  9. ^ L'art. 35 riguarda la riunione periodica
  10. ^ Nei casi diversi da questo il datore di lavoro può ricorrere a persone o servizi esterni all'azienda e non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia
  11. ^ La formazione del datore di lavoro che svolge compiti di RSPP è dettagliata nell'allegato A dell'accordo Stato/Regione del 21 dicembre 2011
  12. ^ Il RSPP non dispone di poteri gestionali ovvero gestionali e di spesa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]